Parte 1 – Le istituzioni delle reti della vita

Pace sociale.

« Volete la pace: create amore.» Victor Hugo

« E dall’unione delle libertà nella fraternità dei popoli nascerà la simpatia delle anime, germe di questo immenso futuro in cui comincerà per il genere umano la vita universale e che si chiamerà la pace dell’Europa.» Victor Hugo

Certamente, per i poeti, parlare di pace è un richiamo irresistibile a parlare d’amore e parlare d’amore non può che portare a parlare di pace. I poeti, di generazione in generazione, sono i fedeli custodi dei due valori fondamentali dell’umanità: amore e pace.

Ancora una volta ritroviamo qui, in un certo senso, le nostre due fonti di conoscenza. La fonte personale iniziatica spirituale ci conduce sulla via dell’amore e poi l’incontro con i misteri della Vita ci offre il dono dell’amore assoluto. La fonte intellettuale e razionale, guidata dalla nostra fonte spirituale, ci permette di ottenere la pace, quella minimizzazione della violenza dentro e intorno a noi che è il risultato migliore, acquisito dalla nostra missione d’autorità quando si esercita in comune tra un gruppo sociale attraverso lo scambio della nostra solidarietà.

Victor Hugo ci dà il comando: prima creare amore e poi pace. Il poeta che si esprime in questa sede non lo contraddice.

Ma tutto questo rimane a livello di idee, di intenzioni.

Una definizione di pace sociale.

Abbiamo appena visto nell’introduzione alle Istituzioni sociali delle Reti di Vita che la società medievale nelle sue città libere e nella sua organizzazione sociale non aveva classi sociali e praticava una democrazia diretta locale partecipativa fino a quando i progressi tecnici dei mezzi di trasporto non permettevano ai re di governare i loro territori, i loro imperi in modo centralizzato con le loro amministrazioni reali.

E abbiamo sottolineato che questa cultura umanista medievale è stata portata per gli ordini monastici, essenzialmente benedettini fin dall’anno 500. Cultura che si basa sulle vestigia dei saperi dei templi egiziani sulle rive del Nilo, tra cui quello di Denderah. I popoli primi testimoniano anche le loro norme di vita in democrazia diretta locale partecipativa, in Reti di Vita.

la pace sociale si basa sullo scambio di solidarietà all’interno di un gruppo sociale.

Come presentare le istituzioni sociali delle Reti di Vita?

Non siamo più al livello di incantesimi filosofici a connotazione utopica o a base di ideali. Il nostro lettore sa come, partendo dall’Approccio Qualità Totale, si calcolano il COS, il Costo di Ottenimento della Solidarietà a partire dal GALLO, il Costo di Ottenimento della Qualità, nei gruppi di progetto di vita. I centri di gestione delle istituzioni delle Reti di Vita, le assemblee dell’azione politica in queste istituzioni, la Confederazione con il seguito del Piano, lavoreranno tutti per ottimizzare questo scambio di solidarietà che contribuisce notevolmente allo sviluppo degli incrementi di produttività tra l’insieme delle attività umane.

Cominciamo con l’aspetto gestionale e la gestione della solidarietà.

Vedremo poi l’aspetto intellettuale, spirituale e culturale di questi scambi di solidarietà.

Dopo le Istituzioni sociali, la cui missione principale è lo sviluppo della Pace sociale o civile, vedremo le Istituzioni culturali, la cui missione è lo sviluppo della Cultura Umanista in grado di garantire lo sviluppo di questa nuova civiltà senza sistemi di potere e la cui missione essenziale è l’Amore.

Non mettiamo la pace prima dell’amore, presentare entrambe le cose contemporaneamente è difficile per la chiarezza delle nostre parole. Partiamo dalla pace sociale, perché essa è la conseguenza diretta e logica dello sviluppo delle istituzioni politiche ed economiche che abbiamo appena presentato. Rimaniamo così nel prosieguo dell’utilizzo della nostra seconda fonte di conoscenza, la conoscenza intellettuale e razionale. Tutto qui.

Il nostro lettore lo ha capito, questo diritto che ci viene negato è il contrario di quello che legittima il funzionamento del sistema di potere capitalista, liberale, neoliberale.

I principi dei sistemi di potere che devono essere eliminati nel settore dell’attività sociale.

Gli arresti domiciliari devono essere sostituiti dalla mobilità sociale.

Come sottolinea Pierre Legendre, questo sistema di potere liberale ci sottopone alla residenza. L’essere umano deve restare al suo posto definito nella piramide gerarchica, ossia l’applicazione del principio di Autorità imposto dai dirigenti di questo sistema di potere. Se viene soppresso il posto che occupa per migliorare il funzionamento del sistema di potere, l’essere umano deve lasciare questo posto per un altro, altrimenti viene addirittura escluso dal sistema di potere e lo Stato deve assumersene la responsabilità affinché non si ribelli soprattutto contro questo sistema di potere. È l’applicazione del principio di efficacia che garantisce il diritto dei dirigenti di ottimizzare i profitti al servizio dei loro interessi personali.

Nelle Reti di Vita, invece, il contrario è chiaro e preciso. L’essere umano non è soggetto a residenza, si evolverà utilizzando la mobilità sociale, cambiando gruppo di progetti di vita, città libere, funzioni al fine di migliorare le sue competenze sul piano professionale ma anche al fine di proseguire il suo cammino iniziatico e spirituale e semplicemente vivere i suoi amori.

La mobilità sociale, come abbiamo visto, si basa essenzialmente sull’utilizzo dei beni comuni con i diritti sociali.

Questi beni comuni sono innanzitutto le opere immobiliari ereditate dai nostri antenati e quelle costruite dalla generazione contemporanea, attuale. Nelle Reti della Vita, dove va il cittadino, la cittadina dall’infanzia alla fine della vita, un tetto li aspetta per il loro alloggio, la loro coperta, il loro pasto. L’essere umano che si presenta alla porta non è un miserabile, un reietto, un escluso dalla società, ma un portatore di progetti che partecipa allo scambio delle solidarietà, un portatore di pace sociale.

Eliminare l’esclusione sociale e le pratiche politiche per dividere la società.

Allo stesso modo, il funzionamento dei sistemi di potere si basa sull’esclusione e sulla designazione di un gruppo sociale da sottomettere, da combattere. La divisione tra il gruppo sociale sottoposto ai dirigenti del sistema si aggiunge all’esclusione e all’eliminazione dei gruppi stranieri. Tutto è buono per dividere: la differenza tra uomo e donna, giovane e vecchio, colore della pelle, religione. Se il patriottismo e le cerimonie commemorative delle guerre del passato non bastano più a riunire, tanto vale gettare benzina sul fuoco e sviluppare nuove divisioni a partire dalla nostra storia, specialmente dalla storia coloniale dei paesi europei.

Abbandonare il wokismo per l’azione politica nelle Reti della Vita.

Dobbiamo svegliare i giovani, che sono i principi del wokismo, affinché siano consapevoli delle ingiustizie sociali e politiche e lottino contro il razzismo e l’oppressione vissuta da alcune minoranze. Il risveglio sarebbe dunque il riconoscimento di un diritto alla libertà. Ma la libertà giuridica non basta, solo la conoscenza e l’istruzione portano alla libertà intellettuale, ossia il risveglio della coscienza. In politica, i conservatori di destra si trovano di fronte a giovani che vogliono cancellare il mondo dai propri genitori. Proprio come le politiche di sinistra chiamano le persone di estrema destra “facho”, le persone di destra chiamano i loro avversari “woke”. Gli attivisti contro il razzismo, le femministe e le persone LGBT stanno portando avanti una lotta radicale. Questo può portare a violente divisioni nelle università.

Lottare contro le ingiustizie sociali senza essere in grado di capire come funzionano i sistemi di potere e senza essere ancora meno capaci di abbandonare questi sistemi di potere perché ignorando il funzionamento delle organizzazioni in reti di vita, ignorando la sussidiarietà, la moneta piena, la complementarità tra le tre forme di proprietà, non fa che aggiungere divisione e violenza alla violenza utilizzata per sottomettere i popoli agli interessi dei dirigenti dei sistemi di potere.

L’ignoranza sull’alternativa delle organizzazioni in reti di vita è quindi mascherata dalla Cancel Cultura. Letteralmente, “cultura dell’annullamento”. Di fronte a una persona (o un’azienda) giudicata razzista, omofoba o sessista, i sostenitori del movimento woke non esitano a lanciare un appello per il boicottaggio dell’individuo accusato. L’obiettivo è quello di toglierlo dallo spazio pubblico, di renderlo impercettibile. È il caso di personaggi emblematici della storia di un paese: negli Stati Uniti, infatti, molte statue di generali dell’esercito o di ex presidenti sono state rimosse. Allora andiamo anche verso il Grand Reset.

Abbandonare la chimera di trasformare il sistema capitalista in un nuovo sistema capitalista più sociale.

Il “Grande Reset” promosso dal Forum di Davos dal giugno 2020 è un insieme di pratiche e riforme da attuare a livello mondiale per creare un nuovo assetto economico, ambientale e sociale di fronte alla crisi sanitaria. L’obiettivo di questo progetto è creare un mondo futuro migliore:

“Si tratta di rendere il mondo meno divisivo, meno inquinante, meno distruttivo, più inclusivo, più equo e più giusto di quello in cui vivevamo nell’era pre-pandemica.” Non fare niente, o fare troppo poco, significa avanzare ciecamente verso un aumento delle disuguaglianze sociali, degli squilibri economici, dell’ingiustizia e del degrado ambientale“, spiega l’organizzazione sul suo sito web.

In parole povere, questo progetto porterebbe a “un mondo più verde, più giusto e più prospero“. La soluzione sta, secondo Klaus Schwab e il progetto di Grande Reset, in una “ridefinizione del capitalismo, che tenga conto non solo del capitale finanziario, ma anche del capitale sociale, del capitale naturale e del capitale umano.

In parole povere, questa è una cortina di fumo per dire che il sistema neoliberale capitalista può essere migliorato, ma la realtà delle politiche globali mostra un aumento delle disuguaglianze. La crisi sanitaria del Covid, come ogni crisi del sistema capitalista, ha favorito il rapido e fenomenale aumento dei patrimoni più grandi. È vero che le forme del capitalismo si evolvono, essenzialmente in funzione delle nuove tecnologie utilizzate, ma in queste teorie e in questi movimenti politici non si parla affatto di abbandonare il sistema di potere economico capitalista liberale per passare ad un’altra civiltà umanista senza sistemi di potere.

Il risultato di questi movimenti intellettuali per una presunta lotta contro le ingiustizie è lo snaturamento delle conoscenze storiche, la confusione degli animi e l’incapacità dei cittadini di ribellarsi contro i nuovi padroni del mondo, specialmente quel clan dei puritani anglosassoni che hanno usurpato il potere cittadino in nome della loro dottrina della predestinazione delle élite a governare i popoli e ad eliminare quelli incapaci di sottomettersi alle direttive divine che hanno emanato per massimizzare i loro profitti e il loro potere prepotente.

E’ proprio di questo che dobbiamo liberarci abbandonando i sistemi di potere. Torniamo alle nostre Reti di Vita, a questo diritto che ci è precluso finché non osiamo riattivarlo e usarlo per la prosperità economica, la giustizia sociale, i due pilastri di una pace sociale dei cittadini.

Oggi che ne è di questi scambi di solidarietà all’interno di un gruppo sociale, di questa pace sociale? Come possiamo osservarlo, che forme assume?

Sviluppare la pace sociale.

Seguendo il principio della sussidiarietà, prenderemo due direzioni:

  • quella della sussidiarietà discendente, andiamo avanti per questa scelta di vocabolario, la volontà generale espressa a livello di azione politica nelle assemblee delle Istituzioni delle Reti di Vita
  • e, in secondo luogo, quella della scelta personale dei cittadini che elaboreranno il loro piano di vita in grado di rispondere alle loro ragioni di vivere secondo i loro caratteri, personalità, identità, scelta di una cultura di gruppo sociale con i suoi valori, norme e stili di vita.

Questa seconda direzione assomiglia alla sussidiarietà dal basso verso l’alto, poiché queste scelte condizioneranno l’appartenenza a una città libera, a gruppi di progetto, a un’area di conoscenze professionali e di perizia, a peculiarità locali, a scelte di svago senza dimenticare un’iniziativa personale, spirituale, capace di arricchire un essere umano con i suoi amori.

Le caratteristiche della Pace sociale nelle Reti di Vita.

Siamo qui a livello delle conseguenze sul piano sociale del funzionamento delle istituzioni politiche ed economiche delle Reti di Vita.

Parità giuridica, politica, economica e sociale.

Queste conseguenze assicurano la pratica quotidiana di uno standard di vita essenziale in una società: l’uguaglianza. Nelle Reti della vita, essa non è più o meno una finzione, un’utopia, un ideale, ma un obiettivo che viene raggiunto.

Questa uguaglianza si realizza non solo sul piano del diritto con l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, ma anche attraverso l’utilizzo dei beni comuni sul piano economico e il lavoro in comune nei gruppi di progetto di vita. Sul piano sociale, tale uguaglianza si rafforza attraverso l’eliminazione delle discriminazioni, misure ineguali che i sistemi di potere utilizzano per dividere i popoli al fine di sottometterli meglio.

A livello politico, abbiamo visto l’uguaglianza giuridica che conferisce a ciascun membro delle Reti della Vita il diritto di partecipare alle assemblee dell’azione politica, terzo livello dell’attività umana, nonché attraverso lo status di membro di diritto della Guardia Nazionale a livello della città libera in cui risiede.

L’uguaglianza politica consiste concretamente nell’appartenenza ad almeno un gruppo di progetti di vita, il che consente l’innalzamento del livello delle competenze, l’ottenimento di una remunerazione e il diritto di utilizzare i beni comuni attribuiti a tale gruppo di progetto per assicurarne il funzionamento e lo sviluppo: alloggio, servizi alla persona: ristorazione, tempo libero, trasporti, ecc.

Questa partecipazione a un gruppo di progetto permette di essere in contatto con gli esperti che assistono tale gruppo a livello dell’approccio Qualità Totale, dell’utilizzazione della moneta piena, dell’utilizzazione dei Beni comuni, della partecipazione a un Centro di gestione dell’attività umana, della partecipazione al funzionamento della Confederazione delle Reti della Vita. E’ la pratica della sussidiarietà che garantisce questa parità politica.

Sul piano economico, l’uguaglianza si ottiene attraverso la libertà di accesso ai Beni comuni, alla formazione e ai percorsi professionali e personali per sviluppare le competenze e assumere così maggiori responsabilità nell’organizzazione della produzione e della distribuzione della ricchezza generata dal lavoro di tutti.

A livello sociale, l’uguaglianza risiede nella partecipazione alla lotta contro tutte le derive, le disfunzioni che minacciano il funzionamento delle Reti di Vita, specialmente per quanto riguarda il conseguimento del costo della Solidarietà e la condivisione di tale Solidarietà tra le Reti di Vita, ma anche tra i paesi ancora sotto il dominio dei sistemi di potere. Il principio dell’alleanza dei contrari per definire gli obiettivi dei gruppi di progetto di vita garantisce l’uguaglianza a livello sociale.

Nella Parte 4 delle Reti di Vita che chiamiamo “L’arte di vivere”, descriveremo esempi reali o fittizi di questa pace sociale e civile.

L’eliminazione delle minacce e delle disfunzioni mediante l’attività dei gruppi di progetto di vita.

Qui siamo alle conseguenze sociali che la realizzazione degli obiettivi dei gruppi di progetto di vita a livello delle istituzioni politiche ed economiche comporta sui due livelli di attività umana, lavoro e realizzazione delle opere.

Tali obiettivi riguardano le minacce alla vita sulla Terra, tra cui i cambiamenti climatici, l’inquinamento, la gestione delle risorse naturali, l’eliminazione delle disuguaglianze causate dai sistemi di potere, in particolare dal capitalismo neoliberale, l’eliminazione dei conflitti armati organizzati dai capi dei sistemi di potere per aumentare i loro poteri, saccheggiare le ricchezze in tutto il mondo, l’eliminazione delle disfunzioni della vita sociale nel quadro dei sistemi di potere e dei loro interessi.

Questo lavoro impegnativo per eliminare le conseguenze negative e funeste del funzionamento dei sistemi di potere sarà precisato nella Parte 5 delle Reti di Vita. Continuiamo la presentazione e il funzionamento delle istituzioni sociali delle Reti di Vita.

Le principali istituzioni sociali che presenteremo in seguito sono l’istruzione e la formazione, la salute, la giustizia, la lotta contro l’esclusione e l’ingiustizia, la preparazione alla vita e alla sopravvivenza contro le minacce alla vita sul nostro pianeta. Queste istituzioni sociali raggruppano i gruppi di progetti di vita che realizzano gli obiettivi definiti durante le assemblee dell’azione politica.

La pace sociale è così raggiunta attraverso l’eliminazione delle disfunzioni che sopravvengono nello sviluppo delle Reti di Vita, grazie all’approccio Qualità Totale che anima l’insieme dell’attività umana, e questo diventa possibile solo grazie alla libertà d’azione dei cittadini nel presentare gli obiettivi dei loro gruppi di progetto di vita nell’ambito delle finalità, delle missioni che conferiscono al loro lavoro in comune.

L’assenza del controllo di uno Stato.

 Tale libertà di azione si fonda su una caratteristica fondamentale del funzionamento delle Reti di Vita: l’assenza delle amministrazioni, l’abbandono della struttura dello Stato.

Queste sono le parole di Francis Dupuis-Déri nel suo libro “Democrazia – Storia politica di una parola, negli Stati Uniti e in Francia” del 2013

« Eppure, nel Medioevo e nel Rinascimento europeo, migliaia di villaggi avevano un’assemblea di abitanti dove si prendevano decisioni comuni sulla collettività. Le “comunità di abitanti”, che disponevano persino di uno status giuridico, hanno funzionato in modo autogoverno per secoli.” e la spiegazione della fine di questa democrazia diretta locale partecipativa è nota: “L’assemblea di abitanti è allora uno spazio in cui si organizza la resistenza di fronte a questa ascesa dello Stato…/… Alla fine, le assemblee di abitanti sono vietate e il re nomina dei prefetti alla testa delle comunità. » 

Nota:

Francis Dupuis-Déri parla di autogestione, termine generico e vago. Presentiamo su fileane.com il funzionamento della democrazia diretta locale partecipativa con le sue istituzioni come nel periodo medievale con l’insegnamento dei monaci benedettini e come nella civiltà egiziana e nelle altre civiltà fiorenti dell’umanità. E noi spieghiamo come funziona una moneta piena per sviluppare i nostri beni comuni, come nelle città libere dal tempo delle cattedrali.

La struttura dello Stato è lo strumento di controllo dei popoli nei sistemi di potere.

Lo stato è una struttura amministrativa per gestire un territorio che è diventato sempre più vasto per il sistema di potere, in questo caso la monarchia. Quando questa estensione di territori con popoli multipli si espanderà ulteriormente, la monarchia si trasformerà in un impero.

La fine della democrazia diretta locale partecipativa è avvenuta quando il sistema di potere ha avuto a disposizione i mezzi tecnici e umani per controllare il suo territorio. L’abbandono dei sistemi di potere si traduce in via prioritaria nell’eliminazione della struttura amministrativa dello Stato.

I nostri lettori o lettori ora sanno da quali istituzioni politiche ed economiche viene sostituita questa struttura amministrativa statale. Conosciamo anche l’affermazione di questo scrittore che denuncia l’impostura, la menzogna dello Stato:

« Lo Stato è chiamato il più freddo dei mostri freddi e mente freddamente, e la bugia che sta uscendo dalla sua bocca è questa: io, lo Stato, sono il popolo.» Friedrich Nietzsche

La pace sociale in un paese si sviluppa senza lo Stato, senza il controllo imposto della struttura amministrativa di uno Stato o di un’istituzione sovranazionale.

L’eliminazione delle conseguenze del funzionamento dello stato nelle reti della vita.

L’assenza di disoccupazione:

l’adeguamento tra il primo livello di attività, il lavoro indispensabile alla vita e alla sopravvivenza, e il secondo livello di attività, la realizzazione delle opere che innalzano il livello di vita e sono trasmesse alle generazioni future, avviene a livello locale in occasione delle assemblee dell’azione politica.

Una soluzione, l’abbiamo indicata, è la realizzazione di lavori a livello della Guardia nazionale della città libera nei suoi gruppi di progetto di vita che operano contro gli effetti del cambiamento climatico, la transizione energetica, le minacce dei gruppi terroristici e le violenze e i crimini delle bande organizzate… L’adeguamento può anche realizzarsi mediante l’appello a dipendenti di altre reti locali o straniere secondo i trattati di pace stabiliti dalla confederazione.

L’assenza di un sistema fiscale:

l’utilizzo complementare delle proprietà individuali, comuni e collettive garantisce la ripartizione delle ricchezze prodotte dai gruppi di progetto di vita per l’insieme dell’attività umana. Il finanziamento degli investimenti e il pagamento della remunerazione sono effettuati a partire dalla moneta piena e dai diritti sociali.

Non ci sono più ingiustizie o disuguaglianze sociali nella gestione delle imposte dirette e indirette, delle tasse e dei contributi sociali. L’evasione fiscale non è più possibile. Le ricchezze rimangono in loco come nel periodo medievale nelle città libere.

L’assenza di disuguaglianze patrimoniali:

il patrimonio ereditato dalla nostra storia è gestito attraverso i team di progetto di vita che hanno scelto di gestirlo, conservarlo e svilupparlo.

L’attività politica delle città libere, della Confederazione e della Guardia nazionale incaricata, tra l’altro, della protezione del patrimonio determina la forma di proprietà più opportuna per un bene del patrimonio. Ad esempio, la proprietà è gestita in proprietà collettiva o comune e l’usufrutto è attribuito ai precedenti proprietari individuali.

In alternativa, il bene resta interamente di proprietà individuale e i lavori di conservazione o di sistemazione danno diritto a una quota del capitale. La gestione diventa nel tempo collegiale in proprietà collettiva o comune. In questo modo l’intero patrimonio immobiliare e mobiliare viene preservato, restaurato, sviluppato e conservato al livello delle Reti di vita senza vendita a privati stranieri. In tal modo è garantito l’accesso all’intero patrimonio culturale per il pubblico nazionale e straniero.

L’assenza di disuguaglianze di reddito:

le griglie salariali dei diversi gruppi di progetto di vita sono armonizzate secondo il livello di responsabilità valutato per i diversi posti di lavoro.

Lo sviluppo delle competenze garantisce un aumento dei redditi, sia attraverso la versatilità che le competenze. Non ci sono più posti di lavoro in strutture finanziate da tasse e imposte. Non esiste più alcuna distinzione tra economia di mercato e non di mercato, tra imprese commerciali e servizi pubblici.

L’uso della moneta piena e dei diritti sociali garantisce la prosperità economica e una distribuzione giusta ed equa della ricchezza prodotta dal lavoro di tutti. Questa ripartizione utilizza, oltre alla retribuzione individuale, la retribuzione e i premi legati al conseguimento dei risultati in un gruppo di progetto di vita.

Accanto al reddito derivante dal lavoro, l’assegno dei diritti sociali dalla nascita alla fine della vita, seppure a determinate condizioni, contribuisce notevolmente a minimizzare, se non ad eliminare, le disparità di reddito.

Assenza di disuguaglianze sociali

in materia di alloggio, di formazione, di salute e di invecchiamento: l’azione politica a livello locale e a livello confederale dirige l’organizzazione dei gruppi di progetto di vita e i loro obiettivi per garantire la minimizzazione e l’eliminazione delle disuguaglianze sociali attuali, conseguenza del funzionamento dei sistemi di potere, in particolare del sistema capitalista neoliberale e delle diverse teocrazie fanatiche e oscurantiste, senza dimenticare le tirannie e i fascismi presenti sul nostro pianeta.

Tale missione rappresenta, sin dall’abbandono dei sistemi di potere, una mole di lavoro considerevole per le città libere e la Confederazione delle Reti di Vita. Come abbiamo detto, la moneta piena e i diritti sociali hanno un solo limite: la mancanza di manodopera e di competenze per creare e sviluppare gruppi di progetto per la vita.

L’assenza di disuguaglianze culturali

Affronteremo le disuguaglianze culturali più avanti, quando presenteremo le istituzioni culturali. Tra questi troviamo le disuguaglianze tra gli esseri umani in termini di utilizzo o meno delle nostre due fonti di conoscenza.

I sistemi di potere vietano proprio il percorso iniziatico individuale nel tentativo di eliminare i cittadini risvegliati capaci di contestare il loro potere e di eliminare i leader dei sistemi di potere. D’altra parte, gli esseri umani utilizzano più o meno la loro fonte di conoscenza intellettuale e razionale senza necessariamente poter mettere in discussione le conoscenze apprese nel sistema di istruzione e formazione in cui sono cresciuti.

Edgar Morin le problème de l'éducation

“Il problema non è che non sei stato istruito. Il problema è che sei stato educato quanto basta per credere in ciò che ti è stato insegnato, ma non abbastanza per mettere in discussione tutto ciò che ti è stato detto” Edgard Morin.

Quando parliamo, scriviamo: “Assenza delle disuguaglianze di …”, presentiamo una situazione che corrisponde allo sviluppo delle Reti di Vita dopo la fine del periodo di transizione, dopo aver lasciato, abbandonato i sistemi di potere.

La parte cinque del saggio “Le reti della vita” mostra le misure da adottare e le politiche da attuare per riuscire e l’uscita dai sistemi di potere e la realizzazione delle reti della vita nel contesto cattivo, se non ancora ostile, ereditato dai secoli, se non addirittura dai due millenni, di sottomissione ai dirigenti dei sistemi di potere in Europa.

La scelta personale del suo percorso di vita.

La sussidiarietà è ascendente e discendente, altrimenti non esiste. Allo stesso modo, la pace sociale non può limitarsi a proposte che provengono esclusivamente dalle istituzioni.

Determinante sarà la scelta personale che, come le soluzioni presentate nel Costo di Ottenimento della Qualità (COQ), si inserirà nel piano delle diverse istituzioni interessate e a termine sarà inserita tra i finanziamenti e le utilizzazioni dei beni comuni presi in considerazione nel piano messo a punto dalla Confederazione.

Questa scelta è determinata inizialmente da modelli che seguono le fasi abituali della condizione umana dall’infanzia fino al pensionamento. Questi modelli incorporano i passaggi necessari per evolvere tra le reti della vita. Una prima importante scelta riguarda lo svolgimento dell’istruzione e della formazione con l’utilizzo delle nostre due fonti di conoscenza.

Istruzione e formazione:

Guarderemo più avanti in termini di cultura, valori, norme e stili di vita, la scelta di un gruppo sociale di adottare più o meno la struttura sociale matriarcale in cui l’istruzione è molto diversa e certamente più umanistica che nella cultura patriarcale ampiamente utilizzata nei sistemi di potere. Così come il cammino iniziatico e l’uso dei quattro percorsi per compiere il suo sviluppo spirituale, la sua integrazione nella scelta di vita si basa attualmente sulla conoscenza delle pratiche dei popoli primi e delle civiltà antiche o ancora presenti le culture induista e buddista.

Il minore non è sottomesso ai suoi genitori come avviene nel sistema patriarcale che viene utilizzato per imporre l’esclusiva della proprietà privata. Vive buona parte delle sue giornate con il suo gruppo di appartenenza infantile e scopre regolarmente gruppi di riferimento della sua età e più anziani nei quali attingerà conoscenze per sviluppare la sua coscienza e il suo desiderio di vivere fino a trovare le sue ragioni di vivere nella sua condizione umana. Pertanto, in questo momento utilizza beni comuni e immobili, spazi naturali e paesaggi adatti a questi momenti di vita. Preciseremo questi luoghi quando presenteremo più avanti il cammino spirituale nelle istituzioni culturali.

La scelta più importante riguarda l’utilizzo dei diritti sociali concessi a ciascun minore e a ciascuna fascia di età.

Qualora l’importo di tali diritti sociali non sia stato utilizzato, esso non è riportato alla fascia di età successiva.

Viene avviata un’indagine sociale nell’interesse del minore. Nel caso in cui il progetto di educazione e formazione del minore superi l’importo stanziato, il gruppo di progetto di vita della città libera che ha come missione l’organizzazione dell’istruzione e della formazione, attraverso la valutazione del COQ per tale missione, valuta l’importo necessario dei diritti sociali per realizzare l’obiettivo convalidato per un minore o un gruppo di minori.

La procedura di finanziamento è poi la stessa che per ogni progetto di vita. Ricerca del COS, intervento del centro di gestione dell’istituzione sociale della città libera ed eventualmente intervento della Confederazione per modificare il Piano e la gestione dei bisogni di moneta piena o di diritti sociali. Tale adeguamento avviene giorno per giorno, senza indugio, se del caso.

Tale scelta individuale non è pertanto limitata per ragioni di bilancio e finanziarie.

È convalidato dagli esperti del centro di gestione. Ad esempio, un bambino individuato per donazioni artistiche, scientifiche, letterarie, sportive, linguistiche, ecc. avrà proposte per seguire un percorso educativo e di formazione con l’utilizzo di mezzi più importanti e costosi: viaggi, soggiorni in centri di formazione lontano da casa, iscrizione a corsi di professori o di esperti di alto livello intellettuale e spirituale…

Abbiamo presentato il caso del giovane pastore Gerbert che divenne Papa Benedettino Silvestro II nell’anno mille.

Questo caso può essere emblematico e sintetizzare la direzione da seguire nella missione educativa e formativa svolta dalle istituzioni politiche, economiche, sociali, culturali delle Reti di Vita.

Per illustrare ciò che abbiamo da dire, usiamo questo estratto da un testo di Krishnamurti: “Cos’è la vera istruzione”

L’uso delle nostre due fonti di conoscenza.

Dopo la scelta dell’istruzione e della formazione, la questione del loro svolgimento nel tempo pone la scelta della priorità accordata a un certo momento all’una o all’altra delle nostre due fonti di conoscenza.

Questa situazione non esiste nei sistemi di potere, poiché in linea di principio la fonte iniziatica e spirituale è vietata per difendere i dogmi imposti dai dirigenti dei sistemi di potere. L’uso esclusivo della fonte intellettuale e razionale serve solo a selezionare coloro che riceveranno l’istruzione e la formazione necessarie per ottenere responsabilità nel funzionamento dei sistemi di potere.

Albert Einstein ha sintetizzato molto bene la questione della mancanza della nostra prima fonte di conoscenza sul funzionamento dei sistemi di potere.:

« La mente intuitiva è un dono sacro e la mente razionale è un servitore fedele. Abbiamo creato una società che onora il servo e dimentica il dono. » Albert Einstein.

Vedremo più avanti presentando lo sviluppo spirituale, l’uso delle quattro vie o dei cammini nelle tre fasi di tale sviluppo spirituale. Nelle Reti di Vita, questo uso dei quattro percorsi è riconosciuto e sviluppato dalla più giovane età fino alla fine della vita. L’obiettivo personale è quello di seguire almeno un percorso sin dalla prima infanzia. In alcune fasi della condizione umana è più facile e più facile utilizzare l’una o l’altra via o più vie contemporaneamente. E’ chiaro che, a quel punto, l’uso della nostra seconda fonte di conoscenza, la fonte intellettuale e razionale, diventerà meno importante e lascerà tempo all’uso della nostra prima fonte.

Non si tratta necessariamente di una complicazione particolare perché l’istruzione e la formazione si svolgono in gruppo, in comune tra giovani e adulti della stessa età che avanzano nella vita passo dopo passo.

Vedremo che tra i popoli primi, in particolare tra gli indigeni delle isole Trobriands studiati da Bronislaw Malinowski, questa complementarità tra sviluppo spirituale e intellettuale è molto ben organizzata. Durante l’adolescenza, la priorità sociale è favorire la formazione di coppie forti e innamorate che si assumeranno poi le responsabilità familiari verso i propri figli e i propri cari e, secondo il livello di questo successo a livello familiare, potranno accedere alle responsabilità pubbliche nella gestione della vita politica ed economica, sociale del loro gruppo di appartenenza e del loro popolo.

Con questo obiettivo essenziale per la vita del loro gruppo sociale, l’adolescenza è la tappa in cui, dopo un primo cammino spirituale, il gruppo utilizza ampiamente la via dell’estasi amorosa favorita dalla norma della libertà sessuale nella cultura del suo popolo.

Malinowski aveva mostrato a Freud l’importanza di questa tappa nello sviluppo spirituale degli esseri umani affinché vivessero l’amore umano più forte, si arricchissero dei loro amori attraverso la scoperta delle loro anime gemelle prima di partecipare alle più alte responsabilità pubbliche per assicurare la pace tra il loro popolo e i popoli vicini.

E’ in questo che le società più o meno matriarcali garantiscono la pace e l’amore molto meglio di quanto non facciano le società patriarcali. Sigmund Freux lo ammise verso il 1936 e chiese che i suoi libri su Eros e Thanatos, la società patriarcale in generale, fossero messi da parte e smessi di leggere, cioè tre anni prima della sua morte a Londra, dopo aver incontrato Malinowski che si occupava della sua accoglienza a Londra.

In parole povere, l’uso delle nostre due fonti di conoscenza ci porta oltre lo spirituale e l’intellettuale, verso una dimensione comune agli esseri umani ben lontana dalle categorie razionali e irrazionali imposte per dividere le società, i popoli, le famiglie e troppo spesso i nostri amori terrestri.

Divenuto iniziato sul piano spirituale, l’essere umano è capace di liberarsi dai sistemi di potere religioso e dalla teocrazia fanatica.

Averroès le commerce de la religion est très florissant dans les sociétés où règne l'ignorance

« Il business della religione fiorisce nelle società dove regna l’ignoranza.» Averroès.

Ibn Rochd di Cordoba, meglio conosciuto in Occidente con il nome latinizzato Averroès, è un filosofo, teologo, giurista e medico musulmano andaluso di lingua araba del XII secolo, nato il 14 aprile 1126 a Cordoba in Andalusia e morto il 10 dicembre 1198 a Marrakech, in Marocco.

Trovare i nostri motivi di vita

con gli altri.

Sono molteplici, anche se le nostre ragioni di morire si limitano il più delle volte all’esaurimento del nostro corpo carnale umano. L’essere umano nelle Reti di Vita, passo dopo passo, selezionerà le attività umane che gli permetteranno di ottenere l’esperienza di vita. Essa risponde innanzitutto al suo carattere, poi alla sua personalità e, attraverso la sua storia ereditata e vissuta personalmente, alla sua identità.

La maggior parte delle volte, la ragione o le ragioni principali per condurre la vita umana in una direzione personale e singolare, provengono dalla storia personale e familiare, locale.

Gli esempi sono molto diversi: un incidente che modifica le capacità del suo corpo carnale, un decesso nelle persone che gli sono vicine, un contatto con la malattia o la morte, la miseria in cui vivono parenti o persone incontrate puntualmente. Ci sono anche eventi felici: l’incontro amoroso, i successi della sua squadra nello sport, nel lavoro, negli studi, nella pratica delle arti. Per non parlare dei segreti di famiglia, spesso legati a eventi di guerra o conflitti familiari.

Ma c’è la possibilità di favorire la scoperta di momenti nuovi e rivelatori di passioni finora sconosciute. Questa missione essenziale dell’istruzione utilizza come mezzi pedagogici i soggiorni in montagna, al mare, in campagna, nelle città, in altri paesi. La partecipazione a incontri culturali con artisti, persone più anziane, più giovani, la partecipazione a incontri scientifici o professionali, sono anche momenti propizi per sviluppare la curiosità intellettuale o emozioni capaci di suscitare un cammino più profondo e intimo con il suo progetto di vita nella sua condizione umana.

Questi incontri si traducono in una domanda, ed è questa domanda che può essere trasmessa agli altri nella ricerca di risposte.

con se stessi.

Tuttavia, le nostre ragioni di vita si fondano anche su un fondamento intimo legato fin dalla nostra nascita alla relazione tra il nostro corpo carnale, il suo funzionamento specialmente intellettuale da un lato e ciò che vive in noi dall’altro. Lasciamo il trauma della nascita e andiamo oltre verso la scoperta di chi vive in noi ed è lo stesso che vive in ciascuno di noi. Affronteremo questo argomento più avanti a livello di sviluppo spirituale.

Per il momento restiamo a quella conversazione tra un noto sensitivo e il nostro gruppo, che abbiamo partecipato un sabato pomeriggio alla riunione mensile dell’Associazione per le Cure Palliative.

La sua fondatrice aveva previsto per queste riunioni uno svolgimento preciso: prima la presentazione di un’esperienza di morte immediata (EMI) o NDE (in inglese Near Death Experience) da parte di una persona che l’aveva più spesso raccontata in un libro, poi questo testimone scambiava con i partecipanti, seguiva una pausa con uno spuntino e un momento di scambio informale tra i partecipanti. Dopo la pausa nella quale le persone che lo desiderano depositano una foto di un caro recentemente scomparso, il medium sceglie 6 foto e stabilisce una connessione con la persona deceduta di cui ha in mano la foto. Al termine del suo intervento, informa l’assistenza che tiene dei corsi affinché ognuno possa tornare a essere il medium che era alla nascita e che la pressione sociale e familiare, verso i 5 anni, hanno fatto scomparire o hanno ridotto al silenzio.

I sistemi di potere e le teocrazie impongono l’eliminazione della parola di un bambino medium e se manifesta disturbi comportamentali propri dello stato mediumico, i medici lo tratteranno per disturbi neurologici, eventualmente psichiatrici. Questo è stato il nostro caso. Inutile specificare i disordini sociali che possono verificarsi a seguito di questa castrazione mediumica. Ma è anche peggio dei danni causati dall’uso degli ideali nel sistema educativo di cui parla Krishnamurti.

Ora, nei popoli primi e nelle civiltà umaniste fiorenti, il legame tra la nostra condizione umana e gli aspetti della vita dopo o prima della vita umana è rispettato e soprattutto sviluppato.

Il bambino medio userà questo collegamento non solo per mettersi in contatto con i morti o, più spesso, per ascoltare i defunti in fuga che gli chiedono aiuto per attraversare il pozzo di luce.

Einstein Je crois en une vie après la mort

Credo nella vita dopo la morte. Semplicemente perché l’energia non può morire, circola, si trasforma e non si ferma mai”. Albert Einstein.

Il bambino medium diventa allora un essere umano in pieno sviluppo spirituale per trovare l’incontro con i misteri della vita e infine iniziare la sua evoluzione umana, vale a dire la sua condivisione dell’indicibile e della visione umanista della nostra condizione umana sulla Terra.

Egli è diventato allora portatore di Amore e di Pace, capace di partecipare attivamente allo sviluppo di una civiltà fondata su questi valori fondamentali dell’umanità.

Abbiamo bisogno di questi portatori di Amore e di Pace per guidarci verso questa visione pacifica della nostra condizione umana, senza paura della morte e dei signori della guerra, dei tiranni e dei criminali di ogni genere.

Montaigne apprendre à mourir pour ne plus être en servitude

Meditare sulla morte è meditare sulla libertà; chi ha imparato a morire, ha disimparato la servitù”. Montaigne.

Tutti noi ne abbiamo ricevuto l’abilità alla nascita. Non dobbiamo più accettare di essere costretti a soffocarla, nasconderla o metterla a tacere quando i nostri figli, intorno ai tre o cinque anni, disturbano noi genitori o insegnanti di scuola, i vicini o chiunque altro, nelle nostre certezze che abbiamo imparato quando siamo stati sottoposti al sistema educativo dei sistemi di potere.

La pace sociale nelle Reti di Vita si basa in gran parte su esseri umani che condividono le loro ragioni di vivere nella nostra condizione umana sul pianeta Terra.

Arricchirsi con i nostri amori

Un mondo senza padre e marito.

Nel novembre del 2003, durante la proiezione del film documentario “Un mondo senza padre e senza marito, il popolo Moso”, presentato da un team di Bruxelles che lo aveva girato nel 2000 sulle rive del lago Lugu nello Yunnan, eravamo un piccolo gruppo del nostro locale Club Alpino venuto ad assistere alla proiezione, attratti da tutto ciò che riguarda l’Himalaya e il Tibet.

Sbalorditi dalle parole di un’anziana signora venerabile che, nel suo sorriso inalterabile, ci spiegava che era lei con le altre donne, che condividevano il potere nel loro villaggio e nella loro etnia, il nostro stupore cresce ancora quando una ventenne, ancora più sorridente, ci spiega sul grande schermo che aveva avuto finora più di cento amanti e che, in quanto tale, era molto ben considerata nel suo villaggio e nella sua regione. Un’altra donna più anziana ha detto che più un amante abita in un villaggio remoto, più la giovane donna è considerata, perché se ha figli di quell’amante, porta sangue nuovo nel villaggio che riduce il rischio di consanguineità e, d’altra parte, se il villaggio ha cattivi raccolti e non in quello dell’amante, questa relazione amorosa porterà una soluzione per trovare cibo e sopravvivere.

Il matriarcato assicura alle donne la conduzione dei rapporti sessuali con la missione di arricchirsi dei nostri amori. Nel corso della sua vita, la donna, grazie alla libertà sessuale, tra i suoi amanti troverà una o più anime gemelle che conserverà fino alla sua morte. In linea di principio, queste anime gemelle saranno uomini, ma poiché non esiste alcun tabù sull’omosessualità, solo una discrezione ancora più importante che per le relazioni sentimentali tra uomini e donne, l’anima gemella conta per ciò che è e non per il suo genere sessuale.

L’unico tabù tra gli amanti arriva al primo decesso. L’amante sopravvissuto non deve partecipare ai funerali del coniuge. Gli amanti devono conservare intatti i ricordi dei loro amori e non correre il rischio di vederli rovinati dallo spettacolo della morte di uno o più di loro.

Nella parte 4, L’Art de Vivre, preciseremo come sviluppare l’arricchimento dei nostri amori nelle Reti di Vita, in particolare e principalmente con le nostre anime gemelle.

Sintesi sulla pace sociale nelle Reti di Vita :

La pace sociale è la conseguenza politica ed economica del funzionamento delle Reti di Vita, senza la struttura dello stato.

Come il loro funzionamento, essa si basa sulla pratica della sussidiarietà.

Le istituzioni politiche ed economiche attraverso le attività delle città libere, dei gruppi di progetto di vita, della Confederazione realizzano le loro missioni di produzione e di distribuzione delle ricchezze utilizzando la moneta piena, i diritti sociali, i beni comuni. Questi risultati consentono lo sviluppo della pace sociale eliminando le disuguaglianze e le disfunzioni provocate dai sistemi di potere, in particolare dal sistema capitalista, liberale e neoliberale.

L’approccio Qualità Totale permette poi di calcolare il Costo di Ottenimento della Solidarietà (COS). L’ottimizzazione degli scambi di queste solidarietà favorisce la pace sociale.

I membri delle Reti della Vita elaborano i loro progetti di vita scegliendo, nel corso di tutta la loro vita umana, il percorso di istruzione e formazione che risponde alle loro ragioni di vivere nella loro condizione umana sulla Terra. Questa educazione usa entrambe le nostre fonti di conoscenza. Di conseguenza, l’apprendimento delle conoscenze e l’acquisizione di esperienze non si limitano unicamente allo scambio di conoscenze con altre persone. Comprende anche l’uso del dialogo dell’anima per l’anima nel cammino spirituale iniziatico. Arrivato nella sua fase di evoluzione umana, l’essere umano si arricchisce dei suoi amori specialmente quando trova le sue anime gemelle e le conserva fino alla sua fine di vita umana, se non di più.

È grazie ai suoi amori umani sviluppati a partire dall’incontro con i misteri della vita che è capace di costruire una civiltà fondata sui due valori essenziali dell’umanità, l’amore e la pace. Lo sviluppo della pace sociale tra le Reti di Vita prosegue poi per la pace con gli altri popoli che vivono sul nostro pianeta, con la natura che ci ospita, con la vita del nostro Universo e del nostro pianeta e i suoi rischi di distruzione a cui ogni generazione di esseri umani deve prepararsi per sopravvivere.

Conclusione del capitolo sulla pace sociale.

Non esistono classi sociali nelle Reti di Vita, soprattutto per dividere le persone e rafforzare il dominio dei leader come nei sistemi di potere.

Senza stato, dopo l’abbandono dei sistemi di potere, le Reti di Vita sviluppano la pace sociale che traduce una produzione e una distribuzione delle ricchezze senza disuguaglianze e ingiustizie perché ottenute attraverso la pratica della qualità Totale, lo sviluppo della Solidarietà e dei suoi scambi, l’uso della moneta piena e dei diritti sociali, dei Beni comuni, del Piano.

Questa complementarità tra le tre forme di proprietà e il riutilizzo della proprietà comune reso possibile grazie alla sussidiarietà, una volta abbandonati i sistemi di potere, è il principale acquis politico per ripristinare la libertà in una civiltà umanista. Questa libertà politica si traduce a livello individuale nella scelta personale di Vita per rispondere alle nostre ragioni di vivere nella nostra condizione umana sulla Terra. Libertà garantita dalle istituzioni, libertà di scelta di vita, assicurano grazie all’utilizzo delle nostre due fonti di sapere, la possibilità di arricchirsi dei nostri amori e di vivere ogni giorno i nostri valori essenziali di Amore e di Pace.

Abbiamo inoltre visto la Sicurezza e la Difesa delle Reti di Vita con la Guardia Nazionale e i mezzi militari per proporre i Trattati di Pace se non, se del caso, le Dichiarazioni di Guerra non più a Stati ma a società commerciali o finanziarie, gruppi sociali, despoti e tiranni con i loro miliziani e affiliati.

Le Reti di Vita si rifiutano di entrare nelle manipolazioni dei dirigenti capitalisti liberali per condurre guerre di classe sociale nei paesi sottomessi ai loro interessi. Si rifiutano di entrare nelle dottrine marxiste e comuniste messe in atto da questi dirigenti capitalisti durante lo sviluppo di sistemi di potere autocratici comunisti, sovietici e di altro tipo, in opposizione al loro governo capitalista e finanziario globale, in modo da poter organizzare guerre mondiali, regionali, crisi economiche, finanziarie, sanitarie incessanti dall’inizio del XX secolo e massimizzare i loro profitti.

In questo modo, le istituzioni delle Reti di Vita creano e sviluppano la pace sociale, base indispensabile per un’economia prospera e una civiltà fiorente.

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