POLITICHE DI PARIGI

 Politiche che si basano su scommesse

 

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Le elezioni del 2007 si preparano in una campagna elettorale il cui asse principale si riassume nelle parole “rottura„ o “cambiamento profondo„. I nostri politici ed i militanti delle loro parti hanno compreso la rottura, il canale che si è instaurato da molti decenni tra i cittadini ed i loro rappresentanti. La campagna attuale riguarda poco le cause di questa rottura: per pudore, i nostri politici presentano poche analisi sui fallimenti, le compromissioni, le corruzioni e la perdita delle nostre utopie repubblicane, l'incapacità da fare funzionare il patto repubblicano francese. Preferiscono parlare o sono obbligati a presentare soluzioni realizzabili ed accettabili. Criticare le politiche adottate dal governo uscente, questa facilità utilizzata di solito in passato, non è più di messa: i cittadini ne hanno marre di questi metodi che non conducono a nulla poiché quasi tutti gli ultimi governi hanno seguito una stessa politica impotente di fronte ai cambiamenti dell'economia ed allo sviluppo delle diseguaglianze organizzate dai nuovi millionnaires e miliardari ed altri nuovi ricchi al cinismo politico, economico e sociale della specie peggiore. Questo cambiamento di tono nella campagna è rafforzato dall'arrivo di una nuova generazione di politici alla candidatura suprema. La presenza almeno di una candidata che ha reali possibilità di essere elette il presidente, accentua ancora questa rinascita nella classe politica e partecipa concretamente a questa percezione che vivremo una rottura o un cambiamento profondo nei nostri costumi politici. Tuttavia il cuore del combattimento non è cambiato, al contrario il combattimento elettorale è diventato ancora più selvaggio e piccolo. Mai una parte politica non aveva avuto altrettanto la mano messa sui mass media per pesare sull'opinione pubblica. Abbiamo avuto l'esempio italiano in questo settore, siamo -ce il nostro giro di vivere questi orrori cittadine ed è il cambiamento annunciato? Per nascondere queste realtà oscure e scandalose, un reale aubaine incrustée nella campagna 2007: l'irruzione in forza delle verità ecologi, la questione inevitabile del riscaldamento del pianeta e la soluzione dello sviluppo duraturo che questo sregolamento climatico impone. Tutte le parti hanno compreso l'interesse di questo tema elettorale che inizia a sistemare tutti: mettere a fuoco le parti e gli elettori sul futuro per tentare di fare rapidamente dimenticato il passato ed i suoi fallimenti politici, lo montato delle diseguaglianze, i dimenticati della società e dell'economia vantaggiosa, questa disoccupazione endemica che non si abbassa quasi soprattutto che la riforma sulle pensioni ha arretrato di tre anni la partenza delle prime classi d'età del baby - boom che comincerà soltanto nel 2009. Inoltre la tentazione è reale e grande di utilizzare queste verità ecologiche dimostrate ogni giorno un po'più dai progressi delle scienze della terra e dell'universo, per attenuare l'impatto dello sviluppo dei poteri religiosi fanatiques nei paesi poveri e fra i poveri delle nostre società occidentali, soprattutto fra la popolazione d'origine straniera recente. Questo tema ecologo si presta anche ad una rottura, ad un cambiamento profondo negli argomenti politicanti: è come se le carte fossero ridistribuite, che c'era una nuova distribuzione, che i incapace d'ieri potevano rifarsi vantaggi per restare nella parte ed immaginarsi potere nuovamente guadagnarla, sempre alla stessa tavola, allo stesso posto! Là, non c'è nessuna traccia di rottura né di cambiamento profondo, c'è nuova ed ardua scommessa: continuare a volere dirigere i nostri sistemi di potere dando certamente un nuovo capo ma arrivando infine a prendere i posti nei palazzi della repubblica che la generazione uscente ha conservato così a lungo in suo potere. Arrivare ancora una volta a persuadere i cittadini che devono votare per la nostra candidatura poiché inizialmente, dobbiamo arrivare al potere supremo prima di qualsiasi possibilità di rottura o di cambiamento profondo rispetto alle politiche del passato. I cittadini devono andare allo scrutinio alla fine di un combattimento elettorale sempre più spietato o di uno scherzo elettorale sempre più ridicule e écoeurante anche se non sopportano più questo gioco di dupes, perché dopo, la parte politica vincitrice organizzerà questa rottura o questo cambiamento. Questa prima scommessa nell'ordine cronologico delle cose non è di gran lunga l'ultimo. Abbiamo fatto sufficientemente concorrenze in bicicletta e sci di fondo e scalare al vertice montagne, alcune volte a oltre quattro mille metri nelle Alpi per sapere ciò che è lo spirito di concorrenza e di mutua assistenza. Consideriamo che l'azione politica non è una concorrenza per sapere quale campo guadagnerà il diritto di installarsi al potere, che la lotta per la conquista del potere non ha nulla a vedere con l'esercizio dell'autorità e la minimizzazione delle violenze. In un'organizzazione in rete, la lotta per conquistare un potere non esiste e quello che esercita il potere fatto di desiderio ordinario di povertà e di humilité e pratica l'ascolto attivo del gruppo di cui egli al carico.

La diversità dei programmi politici è alla partenza una ricchezza per un paese, ancora occorre -il che una complementarità ed un'associazione dei mezzi e delle volontà si realizzano per realizzare la maggior parte di queste misure. Questo supera in gran parte la sola conquista del potere per potere adottare la sua politica che il verdetto dello scrutinio avrà trasformato nella migliore delle politiche da realizzare. 

 

Le scommesse sviluppate in questa campagna elettorale del 2007:

Percorriamo lo spazio politico di un estremo all'altro cominciando con la destra.

Alla destra estrema :

 la scommessa consiste nel nascondere il suo viso tradizionale, mettere sulla parte anteriore della scena la personalità di una generazione più giovane ma che lavora per il padre fondatore: la rottura delle generazioni è qui soltanto molto parziale ed al finale, inesistente. La strategia d'influenza degli elettori è in rottura sulla forma ma non sul fondo: non c'è più utilizzo del registro delle emozioni (la patria, la nozione, l'identità francese, ecc.) ma c'è utilizzo delle altre due strategie: l'appello alla sensazione d'appartenenza al gruppo francese e soprattutto c'è utilizzo dell'argomento logico: le parti tradizionali non cambieranno i loro costumi politicanti, le diseguaglianze sono strettamente legate ai laxismes delle politiche sull'immigrazione; di fronte alle derive finanziarie della mondializzazione dell'economia, un ritorno a misure protezioniste è indispensabile per evitare il pillage delle nostre imprese con i fondi per gli investimenti ed i fondi di pensione stranieri. Basta comperare il "know-how", il segno francese e la sua notorietà quindi si tratta di chiudere le fabbriche e gli uffici in Francia per produrre a costo inferiore altrove e confiscare per sé la massimizzazione dei profitti così realizzati. Questa condanna dell'ultra liberalismo si accompagna naturalmente e come sempre, da un rifiuto viscerale della soluzione comunista. Messa questa tesi nazionale-socialista che non osa più apertamente portare il suo nome ma conserva in segreto tutta la potenza delle argomentazioni che hanno portato la Germania ed una parte dell'Europa collaborationniste ad entrare in guerra nel 1939 contro i paesi capitalisti ed i paesi comunisti per tentare di imporre l'ordine nuovo nazista, resta sempre presente nel dibattito politico ed ogni crisi attizza nuove adesioni a queste credenze settarie, nazionalistici che conducono inevitabilmente alla guerra. Poiché in queste tesi, non ci sono posti per una compromissione con altri sistemi di potere ed ancora meno il posto per una cooperazione con organizzazioni in rete che sono l'esempio inverso perfetto rispetto a questa dittatura politica. Allora nel 2007, queste parti raccolgono inevitabilmente nuove adesioni poiché c'è crisi. Si può scommettere che ciò basterà a guadagnare il combattimento elettorale? La sola certezza è conosciuta: se i voti di questi militanti di destra estrema ed i voti protestataires dei cittadini che vogliono causare la sconfitta delle parti democratiche per vendicarsi delle loro politiche del passato, se questi due voti si raggiungono per fare eleggere la destra estrema, allora l'ora della rivoluzione con il insurrection civile avrà suonato. Saranno gli orrori della via che faranno certamente arretrare di molte generazioni le condizioni per lasciare i nostri sistemi di potere civili e religioso e realizzare le organizzazioni in rete fondato sulla democrazia partecipe diretta e la complementarità tra le tre forme di proprietà.

 

A destra: ci sono molte scommesse,

 

o l'aumento delle spese pubbliche attraverso ogni specie di promesse elettorali. A questo piccolo gioco il candidato attuale batte a cucitura piatta il Presidente uscente che non aveva osato andare a là in occasione dell'ultima elezione del 2002 poiché c'è lo stesso la situazione lancinante del debito pubblico che è bene il risultato delle politiche governative scorse. Qualsiasi studente in gestione ed in economia conosce i cicli di crescita. Ecco che questa parte ressert questa insalata intellettuale: eccetto la certezza che un giorno effettivamente ci sarà nuovamente una forte crescita e che sarà il momento per pulire con una spugna i debiti pubblici, quest'istanze decisionali politiche non osano osservare di fronte le politiche messe non mette dai dirigenti società industriali e finanziarie: la crescita è altrove, in altri continenti. Sviluppare condizioni per favorire la crescita in Europa non le interessa più: i nostri paesi devono consumare ciò che è prodotto altrove, un punto è tutto. Si può finanziare la crescita sul solo attrezzo di distribuzione mentre di ordinario è l'apparato produttivo che crea il valore aggiunto e dunque il PIL? I margini commerciali nutriscono i nuovi ricchi quando non c'è la guerra dei prezzi e che per mantenere un vantaggio concorrenziale, le imprese utilizzano strategie d'innovazione al posto delle strategie della sovranità con i costi, altrimenti i margini commerciali sono schiacciati dai produttori che non sopportano che i loro distributori installano tali freni al consumo sui loro mercati. Qualsiasi studente in gestione, per conseguire il suo diploma ve lo dirà. La Francia è campiona nell'innovazione? La rovina delle sue strutture di ricerche e la fuga dei ricercatori portano una smentita cinglant.

Questa fuga davanti alle spese pubbliche oltre al loro carattere estremamente pericoloso chiede tuttavia una precisazione essenziale: i dirigenti di questa parte apertamente o in modo discreto, non stanno facendo la scommessa dell'arrivo dell'oligarchie finanziario anglosassone di cui abbiamo mostrare che la cultura si basa sui valori malthusiennes ed il cui scopo consiste nel estrarre il potere degli stati e liberalizzare le politiche economiche nazionali per lasciare il campo libero alle loro tesi monétaristes ed ultra conservarici destinate a portare al massimo la protezione dei ricchi ed evitare alla minaccia il sollevamento dei poveri attraverso il mondo? Se i candidati di questa parte vogliono sollecitare ad un posto di scelta in questa oligarchie finanziario mondiale, non c'è che riunioni adulatrici con il clan Bush negli Stati Uniti, occorre effettivamente guadagnare il potere in Francia per servire efficacemente questi nuovi padroni del mondo che non hanno ancora perso il loro potere economico e finanziario e non sono stati ancora gettati in prigione agli USA o qui in Europa, Svizzera e paradisi fiscali tra cui.(e questo farà parte delle attribuzioni prossime del ministro dell'interno, in particolare in Francia).

o lo smantellamento del diritto sociale e del patto repubblicano. Si tratta veramente qui di una rottura temibile nelle norme della repubblica. Il diritto è fatto per evolvere certamente a condizione di modificare inizialmente le cause che hanno portato questo stato del diritto. Questa parte non milita per organizzare un'organizzazione in rete, cosa che spiegherebbe in gran parte questo abbandono del diritto attuale a vantaggio di un diritto più protettivo ancora dei cittadini. Non, questa parte milita bene per trasformare il nostro sistema di potere a vantaggio delle classi dirigenti.:L'idea è semplicistica anche se è logico: più i dirigenti aziendali faranno vantaggi, più ci dovrebbero essere occupazioni e più le imposte dovrebbero rientrare nelle casse dello stato. Il sistema capitalista e liberale dà risultati soltanto nel quadro della massimizzazione dei profitti. Senza questi profitti, nulla va realmente ed in ultimo sono i lavoratori dipendenti che ne fanno le spese, lo stato dovendo allora aiutarle scavando in particolare i suoi disavanzi pubblici. In breve ciò trasferisce rapidamente all'incubo repubblicano. È bene una costruzione intellettuale logica ma non c'è nulla qui per rallentare l'immaginazione di un poeta ed osservare altre costruzioni molto così logiche e certamente più che motivano per i cittadini. Abbiamo mostrare l'errore di 1789 che ha accordato la priorità alla proprietà individuale ed a divieto la proprietà comune. Finché quest'errore non sarà eliminato in Francia e nei paesi sottoposti al sistema economico capitalista, l'opposizione tra diritto di proprietà individuale dei mezzi di produzione e di distribuzione delle ricchezze e diritto sociale, soprattutto diritto del lavoro resterà inutile e sarà un freno allo sviluppo duraturo nell'umanità. La soluzione che consiste nel fare di ogni lavoratore dipendente un azionista è particolarmente ipocrita ed indecente in Francia: dal 1945, nessun governo ha concretizzato l'obiettivo in questo settore del consiglio nazionale di resistenza di Alger ed ha instaurato il diritto di voto dei rappresentanti dei lavoratori dipendenti al consiglio d'amministrazione della società commerciali. Il piano Marshall lo ha imposto in Germania e la gestione partecipe delle imprese tedesche in particolare deve ispirare ogni candidato prima che dica sciocchezze. Senza ciò ritorniamo inevitabilmente a questa volontà di sregolare le nostre economie nazionali per favorire lo sviluppo della oligarchie finanziario anglosassone che certamente potrebbe fare un piccolo posto ai dirigenti francesi dei più grandi gruppi finanziari se arrivassero a fare applicare tali politiche anti sociali da noi, prodigio per niente ovvio anche per un'istanza decisionale potente economica di Manhattan o del City a Londra. Ma è una scommessa che può riportare il suo peso di dollari… se i lavoratori dipendenti francesi si comportano come nell'esperienza di Milgram, precisamente messo a punto a Yale, dell'altro lato del Hudson River….ma non occorre dimenticare che tutti questi territori prima della colonizzazione, facevano parte della confederazione iroquoise della grande legge che lega del popolo che costruisce, confederazione di popoli organizzati in reti e le sue radici importate dalla Francia e mai perse, ridarà presto o tardi vita a nuovi alberi della prosperità per tutti i membri della loro organizzazione politica, economica e sociale.

Sulla forma della campagna elettorale: la scommessa è che il controllo dei mass media nella vendita del candidato secondo le leggi del marketing più commerciale, darà il vantaggio decisivo per guadagnare il combattimento elettorale. Passando il suo tempo da attaccare ogni giorno l'avversario più che da esporre le sue proposte e convincere l'elettore, la scommessa per populista che è, non è inevitabilmente guadagnata e può anche girarsi contro questa parte. Tutto dipende se l'elettorato è realmente sciocco come questa parte lo prende e che i comportamenti dei cittadini nella loro maggioranza seguono ciò che avviene nell'esperienza di Milgram, cioè che si sottopongono a queste istruzioni chiare e nette di dare colpi all'avversario. Nel caso contrario, i cittadini che hanno seguito alcune istruzioni ed hanno conseguito alcuni diplomi stessi non riconosciuto sul piano salariale nella loro impresa o la loro amministrazione, possono molto bene trovare queste manovre perfettamente détestables e degne di più bel richiedente alla dittatura.

A sinistra: ci sono anche molte scommesse.

 

C'è anche la scommessa di parlare molto poco dello sviluppo dell'economia non mercantile e delle possibilità di solidarietà che permette. Effettivamente se si resta al ruolo dello stato keynésien, è lo stato ed il potere socialista che dirigerà la solidarietà nazionale senza restaurare la proprietà comune. Abbiamo appena sepolto l'abbot Pierre, sarebbe forse tempo a titolo posthume di riconoscergli il suo merito essenziale: nella Francia del dopo-guerra, mentre lo stato ed i politici si attivavano per ricostruire le infrastrutture del paese, le finanze pubbliche servivano più a finanziare attrezzature destinate alle imprese ed alla gente fortunata che alla gente nella necessità, soprattutto nel settore immobiliare in cui non c'era denaro per finanziare alloggi sociali. L'abbot Pierre ha preso l'iniziativa di montare un'organizzazione in rete: le Comunità di Emmaüs ed inevitabilmente, poiché era capace di affrontare i divieti o gli ostacoli dei dirigenti dei sistemi di potere civile e religioso, quest'organizzazione in rete poteva soltanto riuscire poiché il suo successo non dipende da risorse raccolte dalle istituzioni finanziarie ma dipende soltanto dal lavoro dei suoi membri senza dimenticare l'aiuto caritatevole della società. Questo meccanismo è in gran parte utilizzato nell'organizzazione in rete e potremmo oggi dire che un nuovo abbot Pierre non potrebbe riuscire più poiché rischia di cadere sotto il divieto del SALE pronunciato nel 1997. La camera dei lavori delle imprese di selezioni dei rifiuti potrebbe fare proibire la sua attività nei confronti di questa giurisprudenza éhontée… e siamo lontano purtroppo di una semplice discussione di cenciaioli! Sappiamo che la questione dello sviluppo dell'economia non mercantile è soprattutto posta dai movimenti alter mondialistes e che qui ancora una volta entriamo nei vecchi litigi della sinistra che non arriva mai a rifare la sua unità ma che spiegano così soltanto non compiendo lo sforzo di superarli, incontra tanti fallimenti politici.

Osiamo fare la scommessa che la sinistra non creerà questa rottura e questo cambiamento di cultura e che ancora una volta farà la parte posteriore rotonda sotto gli attacchi della destra al livello delle sue misure fiscali e del costo delle sue misure sociali… e che se ne morderà le dita. Ma lo faremo e non è un giuramento di madre di famiglia ma di poeta francese, figlio di Hugo, di Musset, di Mallarmé, di Baudelaire, di Rimbaud e di Verlaine, di Aragona, di Eluard, di bretone e tanto di altri uomini e donne ma non troppo bambino di Lamartine poiché in 1848, ha commesso molte sciocchezze mentre deteneva il potere rivoluzionario. Siamo stati ad un'altra scuola poetica, più intuitiva, meno poesia di salone e di giochi di parole, di rime.

Queste scommesse o queste non scommesse sono bene nella tradizione sociale della sinistra francese, ancora occorre -il avere il coraggio politico per intraprendere queste misure civilisatrices che servono lo sviluppo duraturo. La dichiarazione quindi provarlo con realizzazioni. Osare intraprendere il cambiamento profondo, la rivoluzione di velluto che i francesi non hanno mai attuato con successo (è vero soltanto il popolo russo non è mai riuscito a fare una prima vera rivoluzione per liberarsi dai tyrans ma non è una constatazione che conforta per noi).

Alla sinistra estrema:

c'è inizialmente la scommessa intrapresa dalla parte comunista di restare fedele ai valori del passato e che non arriva a rimettersi in discussione, cioè abbandonare la priorità accordata alla proprietà collettiva per osare restaurare la proprietà comune ed accordare un posto alla democrazia locale, che mette così fine al mito della dittatura della parte ed al centralismo dello stato. In breve, ammettendo infine che Marx ed Engels hanno commesso un errore pesante volendo utilizzare l'apparato statale per instaurare il comunismo e respingendo l'esempio dell'organizzazione in rete che avevano sotto i loro occhi e che ammiravano tuttavia studiando la confederazione delle nazioni iroquoises che funse da fonte alla costituzione degli Stati Uniti d'America.

Il movimento alter mondialiste, a parer nostro, non ha ancora posto i termini della sua scommessa: lottare contro il sistema ultra liberale basta a giustificare la sua esistenza? Scommettiamo soltanto non! Vi esercita là l'influenza ovvia degli ambienti sindacali: il syndicalisme francese non si è mai veramente rimesso della legge scélérate Waldeck Rousseau di 1884 che ha condiviso lo spazio politico tra le parti politiche ed i sindacati, che condanna quest'ultimi alla sola rivendicazione d'ordine professionale senza osare intervenire sul piano politico: le parti politiche che dominano ne hanno fatto uscire il mezzo operaio sempre rapido da scendere nella via o condurre sommosse che non conducono a nulla e non hanno nessuna forza di proposta. L'uomo politico appartiene bene all'elite dirigente del paese e l'operaio stesso deve cominciare da lui obbedire. Questo modo di vita del 1ø secolo per giustificare che poteva esserlo ieri, ed ancora non lo giustificheremo, non è più attuale ma resta presente e spiega in gran parte la disaffezione dei sindacati da parte dei lavoratori dipendenti. Lo avevamo spiegato fin dagli anni 1997 in alcune riunioni alle quali avevamo partecipato: il movimento alter mondialiste tiene un discorso che si concretizza in organizzazioni in rete. Sviluppare l'alternativa dell'organizzazione in rete è troppo precursore, presente un rischio di essere incompreso, essere respinto dalla classe politica? Fare la scommessa di restare sui valori della laicità e del razionalismo scientifico, della cultura anti d'ufficio ed ignorare lo sviluppo spiritoso che garantisce lo sviluppo delle relazioni di fiducia e di solidarietà, è federativo e portatore di successo? Facciamo la scommessa soltanto non!

 

Al centro

La parte ecologo

questo movimento esita, a parer nostro tra due scommesse: quello di restare fuori del campo delle parti politiche poiché il settore dell'ecologia è comune ad ogni azione politica. Si piazza allora come un movimento référent capace di dare la sua competenza alle istanze decisionali politiche, economiche e sociali. L'altra possibilità è diventare una parte politica come gli altri, ciò che è in realtà obbligato a diventare poiché in Francia, un movimento ottiene uno spazio di parola cittadina soltanto al momento delle elezioni, soprattutto delle elezioni presidenziali. Le sue azioni toccano alla modifica modi di vita sul campo e questi successi lo rendono credibile. Per sviluppare il suo movimento, a parer nostro, deve utilizzare la via dell'organizzazione in rete ed in particolare condurre a termine la confederazione dei diversi movimenti locali che si attivano attraverso il paese. Fondere questi movimenti in un'organizzazione in sistema di potere capace di garantire ad una direzione l'obbedienza dei diversi gruppi locali è contrario ai valori di questo movimento. Per noi la scelta è chiara ed i litigi favorevoli per fare funzionare un sistema di potere ecologo nell'ambito di una parte ecologo unico non li interessano! Tuttavia le opinioni di alcuni dirigenti ecologi sono esattamente le stesse che le nostre: “meno beni e più legami„, essere piuttosto che avere (diciamo in poesia: “vivere piuttosto che essere„ o “soltanto essere„, per segnare la differenza tra un essere umano nato alla vita ed un essere umano che riappare alla vita dopo la sua riunione con i misteri della vita, non è soltanto un dettaglio), mettere l'essere umano nel cuore dell'organizzazione…

 

Per fileane.com

non abbiamo scommesse. Sappiamo dove andiamo, da cui vengono i valori e le norme, i modi di vita della cultura in rete che cerchiamo di rimettere in posto. Conosciamo i nostri avversari che militano sempre per il rafforzamento dei nostri sistemi di poteri civili, militari e religiosi e che vogliono controllare sempre più molto i popoli all'ideologia dominante ultra liberale o all'ideologia religiosa dogmatica e fanatisée che si è instaurata come il combattente dell'ideologia ultra liberale. Non dobbiamo soffrire per questi combattimenti elettorali qui e subire questi combattimenti guerrieri che devastano altre regioni.

Se dobbiamo porre una scommessa, proporre una scommessa alle parti politiche francesi impegnate in questa campagna elettorale 2007, sarebbero quest'ultimo:

chiediamo ai candidati di impegnarsi sullo sviluppo della democrazia partecipe locale e sull'utilizzo del principio di sussidiarietà, principio da iscrivere in una nuova costituzione in una nuova repubblica, inevitabilmente la 6a del nome. Quest'impegno permette:

Se tutto ciò sembra mystérieux ed incompréhensible, il internaute ha a sua disposizione il sito web di fileane.com. egli può leggere l'esempio di uno sviluppo di un'organizzazione in rete attraverso il romanzo “di Éleusis a Dendérah, l'evoluzione vietata„. Anche se questo romanzo data dieci anni fa, come praticamente nulla ad evolvere nel senso del romanzo, egli resta sempre attuale. Ah se! un punto è stato appena realizzato! questo punto riguarda la guerra elettronica che i cavalieri conducono contro la NSA che è al servizio dei dirigenti della oligarchie finanziario anglosassone: da alcuni giorni, sappiamo che l'esercito cinese è capace di distruggere un satellite - spia che passa sopra la Cina come ad esempio un satellite della rete livello. Come ciò che, nel nostro romanzo, c'è poca utopia ed immaginazione intellettuale ma piuttosto un desiderio ardente di vivere secondo le nostre ragioni di vivere e non secondo gli ordini di un sistema di potere che conduce il pianeta al disastro. La scelta di vivere non sopporta alcuna scommessa.

 

 

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