Liberalismo che uccide le libertà

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aggiunta del 24/03/2009

 

Liberalismo che uccide le libertà! Questo slogan non è esagerato? Lo utilizziamo perché le spiegazioni date dai dirigenti dei nostri sistemi di potere economico, politico e sociale per riassicurare le opinioni pubbliche giocano anche sulle parole di modo ancora più ingannevole e manipolatore. La parola liberalismo è utilizzata per evocare in modo sottostante la libertà, in particolare la libertà del commercio e dell'industria per vendere e produrre ovunque nel mondo al massimo interessi dei dirigenti dell'economia mercantile. Questa libertà sarebbe così inevitabile che il liberalismo sarebbe la migliore soluzione per organizzare un sistema di potere economico soprattutto che la mondializzazione dell'economia è diventato un'acquisizione irreversibile. Pertanto, il capitalismo sarebbe anche e nonostante la crisi finanziaria attuale, sempre il migliore sistema economico concepibile. E non occorre soprattutto cercare altrove un'altra soluzione: non esisterebbe! In questa fase, questa dottrina è già che uccide le libertà: cerca di eliminare un altra scelta, eliminare la speranza di un'alternativa. La libertà si basa sulla possibilità di una scelta, quando questa scelta è vietata o eliminato, la libertà è eliminato e la parola che uccide le libertà è adeguata, giusto.

 La confusione è avere un colloquio tra le nozioni con capitalismo, con liberalismo, con libertà del commercio e dell'industria, di crescita economica sviluppata dall'aumento degli scambi multilaterali. Questa confusione è organizzata dai nostri dirigenti ed è trasmessa dai mass media al loro saldo per difendere il sistema capitalista e preservare i loro posti. Ora che l'analisi delle cause della crisi è ammessa da tutti ed anche se le conseguenze di questa crisi, la forma e la durata che avrà non sono conosciute, la questione primordiale diventata determinante oggi è di sapere se i dirigenti che sono stati al potere e non hanno saputo, voluto o potuto evitare questa crisi principale, è capace di cambiare il loro stato d'animo, abbandonare la dottrina neolibérale ed i suoi metodi di gestione autocratique per sviluppare un nuovo modo di organizzare la società nella quale il posto del denaro e delle finanze sarebbero messi su un piano secondario ed il posto dell'essere umano sarebbero nel cuore dell'organizzazione delle nostre società. In caso di risposta negativa, la sostituzione immediata di questi dirigenti si impone. È il caso sembra negli Stati Uniti e la crisi è una spiegazione seria del rinnovo dei gruppi dirigenti con l'arrivo alla casa bianca del primo presidente d'origine etnica nera. Le speranze sono multiple e quest'elezione al risultato simbolico segna certamente il couronnement del processo d'abolizione della schiavitù dei neri ma il questo presidente può anche occuparsi di seguito dell'abolizione del regno delle finanze più incontrollabili, del capitalismo più selvaggio e distruttore auto di ricchezze? Il caso della Francia è allora tanto più inquietante tanto il immobilisme delle pratiche dirigenti è secolare, tanto il funzionamento monarchico delle istituzioni è presente, tanto il paternalismo da più di un secolo le condanna ad avere le più cattive relazioni sociali dei paesi industrializzati.

 La crisi finanziaria dell'autunno 2008 si è rivelata un po'più attraverso la frode Madoff. Mentre le popolazioni temono il peggiore, che le banche restringano i crediti, i dirigenti del nostro sistema di potere tentano di farci credere che siamo capaci di superare questa crisi, lavorando più e facendo sacrifici di rinunciare ai vantaggi acquisiti dei nostri sistemi sociali e della nostra protezione sociale, riducendo sensibilmente i nostri servizi pubblici. Questo denaro economizzato sulla nostra “comodità„ sociale e che non dovrebbe più essere prelevato sui risultati delle imprese, deve permettere a questi ultimi di investire più e dunque a termine di creare nuovi impieghi. In breve sarebbe soltanto un cattivo momento da passare! L'argomentazione è semplicistica: certamente il capitalismo ha sempre nutrito crisi ma ogni volta è riuscito a superarle e la crescita globale su un lungo periodo è sempre stata favorevole. Dunque non c'è meglio del capitalismo. Qui dimostreremo la fine di questo ciclo del capitalismo, la fine di questo sistema di potere economico a causa degli errori, dell'incompetenza e della cattiva volontà dei dirigenti attuali del sistema.

 Per tenere conto della crisi finanziaria, i nostri dirigenti accettano tuttavia una critica: la libertà dei mercati non è più inevitabilmente il capo da tenere. Il protezionismo può ridiventare una soluzione in caso di crisi: la nazionalizzazione delle istituzioni finanziarie il cui fallimento minaccia il sistema è la prima parata per evitare la catastrofe. L'errore ammesso dai nostri dirigenti, è stato la liberalizzazione a marcia forzata del mercato finanziario e la conseguenza è stata un'assenza totale di controllo su questi movimenti di capitali. La messa sotto controllo dei mercati finanziari sarebbe dunque la soluzione per evitare che questa crisi si rinnovi. È la missione che si danno i dirigenti politici: giocare al capo di famiglia che sermonne e rimprovero i fili o la ragazza ingrata il cui comportamento sconsigliabile minaccia la reputazione della famiglia. È un'occasione di ridorare il blasone della classe politica che finora doveva riconoscere la sua impotenza dinanzi alle manovre dei dirigenti economici e finanziari. Del resto, questo passo di riduzione al passo delle finanze e dell'economia da parte dei politici è soltanto un seguito logico della tendenza al protezionismo neo: per evitare l'aggressività commerciale di alcuni paesi e le pratiche di dumping, basta rafforzare le misure di sicurezza sui prodotti, le misure sulla protezione sanitaria e fitosanitaria delle piante, di permettere di aumentare le tasse sui prodotti importati con prezzi che corrispondono ad un dumping.(vedere gli accordi OTC e SPS preso dall'OMC nel 1995). I dirigenti politici hanno sempre dovuto proteggere gli interessi dei loro consumatori e delle imprese dei loro paesi. Questa crisi rafforza l'importanza di questa preoccupazione riguardo agli elettori.

 Il cuore della dottrina del sistema capitalista si basa su un aumento continuo scambi: occorre vendere sempre più! Libero trascurare alcuni partner per proteggere la coppia ideale sulla quale riposa il successo della crescita di un paese: un più forte aumento del PIL collegato ad ulteriore domanda interna, un consumo interno poiché questo rappresenta la prova principale che il sistema funziona al suo optimum e che dunque i cittadini saranno soddisfatti di questo sistema, che il patto repubblicano per parlare della Francia è sempre verticalmente e che dunque essendo i dirigenti politici del nostro sistema di potere possono dormire calmo garantire della perennità delle loro carriere politicanti e della docilité della popolazione. In questa crisi principale del sistema economico capitalista, siamo molto lontano da questa situazione ideale! Vedremo più lontano di quanto la classe politica è nel cuore della crisi e che resta uno dei principali responsabili di questa situazione. Le manovre attuali per allinearsi da un lato di responsabilità non hanno nulla di diplomatici ma rappresentano un'ipocrisia di più, un segno di cinismo supplementare che porta la prova che quest'uomini e queste donne non cambieranno dottrine, di idee, di atteggiamenti e di comportamenti e che questa resistenza al cambiamento, ancora una volta, è tale da causare un insurrection nazionale in Francia, paese dove da 1789, con la volontà dei dirigenti politici da 1789, nessuna costituzione ha potuto essere messa in posto ed alcun'evoluzione nel regime politico non ha potuto avere luogo senza prima di tutto vivere guerre militari, guerre civili o disordini politici principali. Ne siamo restati a quest'abitudine repubblicana e, per attraversare questa crisi, è un handicap principale temibile! Gli Stati Uniti sono responsabili della crisi economica e finanziaria ma hanno appena cambiato modo radicale il loro Presidente e questo paese vuole credere che ci sia l'inizio di nuova e potente speranza di cambiamento nel funzionamento delle nostre società. Per noi, questo cambiamento passa inevitabilmente per l'abbandono del sistema economico capitalista e lo sviluppo delle organizzazioni in reti raccolte in confederazioni da cui i limiti si sono liberati dagli spazi nazionali attuali. I lettori di fileane.com lo sanno.

 Per preservare il capitalismo, i suoi difensori sarebbero dunque pronti ad abbandonare tanto sia poco la dimensione liberale di questo sistema economico. Il capitalismo sarebbe sempre il migliore sistema economico, non distruggerebbe regolarmente le ricchezze che ha creato e non distruggerebbe tutti gli ostacoli che ostacolerebbero la sovranità senza divisione dei proprietari più ricchi dei mezzi di produzione. È il liberalismo che sarebbe distruttivo e che uccide le libertà spargendo troppo rapidamente e brutalmente la legge più di molto economicamente in paesi male preparati da ricevere tale scossa. Questa legge economica liberale distrugge la protezione sociale, i servizi pubblici degli stati, la libertà del lavoro che passa per la protezione dei lavoratori dipendenti, il diritto all'alloggio, il diritto al rispetto della dignità della vita umana su pretesto che la privatizzazione delle attività economiche e sociali sarebbe più proficua per tutti gli operatori economici, che avrebbero la possibilità di spendere meno e che devono avere scelta tra molti livelli di soddisfazione delle loro necessità. In breve che sarebbero molto più liberi! Sarebbe un'evidenza ma si tratterebbe di avanzare meno rapidamente, più prudentemente, il tempo che tutti comprendono ed accettano di partecipare a quel gioco! Non si tratta là di una retromarcia, semplicemente di una pausa prima di ripartire più di bello verso la massimizzazione dei profitti poiché non ci può essere un altro scopo legittimo in un sistema economico che si basa sulla libertà di ogni agente di questo sistema. Occorre rivedere i programmi scolastici perché i bambini conoscano meglio le realtà economiche e capiscano che non ci sono altre soluzioni. Occorre che i cittadini accettano a nuovi di fare sacrifici e sforzi poiché un sistema di protezione sociale pubblica rigida sono incompatibili con le evoluzioni economiche e le variazioni della crescita. È meglio per lo stato esternare questo servizio pubblico e privatizzare la protezione sociale e che ogni cittadino prenda liberamente le sue responsabilità. Ne siamo là e per i militanti del sistema di potere attuale, occorre infine saltare questo passo. Solo la fuga davanti nella privatizzazione e la liberalizzazione dei servizi pubblici darà la soluzione per uscire da questa crisi. Alcuni numeri di responsabili politici, per prudenza o chiarezza, e poco importano il loro campo politico, si premurano bene di rifiutare di saltare in questa direzione. Il fatto non di potere ignorare che il liberalismo non ha nulla da vedere con la mondializzazione degli scambi ma soltanto è soltanto il bulldozer che rasa le pareti ed i canali per permettere meglio al capitalismo di investire il posto e predominare il funzionamento del sistema economico, sono tali da spaventare i più settici sulle capacità reali del capitalismo di eliminare le contraddizioni sulle quali si basa.

 Un breve richiamo: lo sviluppo dell'industria, l'utilizzo a fini economici dei progressi delle tecnologie di produzione ha posto due realtà:

 Di conseguenza dopo 1830 e questo massacro dei canuts a Lione quindi il fallimento della rivoluzione di 1848, perché il sistema capitalista possa svilupparsi e consolidare la sua legittimità nel cuore delle istituzioni, fu necessario costruire una dottrina capitalista, un corpo di pensiero coerente capace di essere insegnato per sottoporre i cittadini a questo ragionamento sommario economico che aveva il vantaggio immenso di rendere possibile sul piano politico l'arricchimento illimitato dei proprietari dei mezzi di produzione. 

aggiunta del 24/03/2009

Le origini del capitalismo restano un argomento controverso: Per Fernand Braudel, sono i grandi commercianti del medioevo che sono cominciati per impegnare di importanti somme di denaro in progetti. Ma queste famiglie, Fugger, Jacques Coeur, Necker… non hanno voluto concorrenza: cercarono di tagliarsi degli imperi commerciali che riposano su un diritto d'esclusiva negli scambi. Polanyi ritiene anche che il grande commercio internazionale precedi il commercio nazionale. La constatazione è giusto e falsi allo stesso tempo poiché molto incompleta: i archéologues ed i biologi fin dal 1992, a Ulm, hanno dimostrato che le mummie egiziane, 3.000 anni prima di J-c, contengono della coca e della seta. La coca che non è mai riuscita a coltivarsi naturalmente al di fuori delle Ande, arrivava Egitto con la strada marittima del Pacifico, più vicino del polo Nord poiché più breve, quindi con la strada dei caravan della Cina fino al Mediterraneo. Sappiamo che la corsa alle spezie delle India ha utilizzato il meccanismo finanziario della tontine per raccogliere importanti capitali ma questa corsa alle scoperte marittime ha avuto luogo dopo la distruzione dell'ordine cavaliere del tempio che proteggeva l'organizzazione in rete delle città libere e delle abbazie degli ordini benedittini. La flotta del tempio attraversava l'Atlantico seguendo la strada dei vichinghi e certamente anche la strada degli alizés che Christophe Colomb aprì nuovamente dopo il divieto posto dai papi per difendere i dogmi della chiesa cattolica romana, dogmi contraddetti dalla cultura delle Ande e di Tiahuanaco, città mégalithique nella quale un gruppo di cavalieri templiers venne a rifugiarsi dopo la distruzione del loro ordine per rafforzare la colonia degli ex vichinghi e dei templiers che si era stabilita in questa regione delle Ande da molti secoli. Questo gruppo combinato ai popoli locali intraprese di sviluppare l'impero inca che fu distrutto sull'ordine del papa di Roma dai conquistadores spagnoli. L'impresa politica, economica e sociale dell'organizzazione in rete dei Templiers non aveva nulla da vedere con il capitalismo, era esattamente il contrario e garantiva una ripartizione delle ricchezze sotto il gouverne di dirigenti che avevano fatto desiderio di povertà. Finché i divieti ed i tabù che occultano questa parte fondamentale della storia occidentale non sarà eliminata ed i dirigenti attuali che mantengono in vigore questi tabù non saranno allontanati dalla vita pubblica, il capitalismo non potrà essere eliminato radicalmente della nostra cultura occidentale ed il imposture del nostro sistema economico progettato e sviluppato per i profitti dei più ricchi si manterrà alla meno peggio. Siamo nel cuore dell'opinione sviluppata nel nostro sito fileane.com.

Keynes e Schumpeter definiscono il capitalismo piuttosto da partire dal ruolo motore dell'imprenditore industriale che realizza e sviluppa nuove tecnologie nelle sue fabbriche. Il capitalismo industriale si basa sull'utilizzo massiccio dell'energia e l'arrivo di una mano d'opera prolétarisée in un sistema di produzione in cui l'operaio è soltanto la braccio umana che viene a completare il lavoro della macchina e nulla più. Il capitalismo non è una nuova forma della storia eterna degli scambi e del commercio, sono un sistema di produzione di ricchezze molto nuovo che si sviluppa a partire dalle fabbriche. È la tecnologia che modifica la cultura ed il sistema politico, economico e sociale. Questa tecnologia non può arricchire in modo così esagerato i soli proprietari individuali dei mezzi di produzione senza una nuova dottrina la cui opinione fondatore è semplice: occorre giustificare che il diritto di proprietà individuale ha il potere accaparer ciò che è il risultato di un lavoro comune ed ha il potere di proibire ogni riferimento ad una proprietà comune degli attori dell'impresa o ad una proprietà collettiva dello stato. (fine dell'aggiunta del 24/03/09: idee e riferimento tratti del libro anti manuale d'economia, il 2 cigales, p 43, di Bernard Maris, edizioni Bréal, 2006, con i nostri commenti).

 In questa dottrina, troviamo le teorie economico, i principi della gestione, l'utilizzo della matematica per costruire modelli di modi di raggiungere l'optimum nel funzionamento del sistema, i servizi resi dalla scienza per soddisfare le volontà d'arricchimento dei dirigenti del sistema o la loro pazzia distruttiva in occasione delle guerre e dei conflitti mondiali. Hannah Arendt ha mostrare come siamo arrivati all'orrore economico. L'esperienza di Milgram spiega come milioni di gente possono essere messa in stato agentique dai dirigenti di un sistema di potere e come questo conformismo diventa l'offerta ad ordini più cinici ed i criminali. Infine Pierre Legendre ha chiesto ai poeti di avere il coraggio della codardia per studiare l'industria e venire a troncare questo nodo di favole. Queste favole, questi ideali, questi miti e queste utopie ci assegnano a residenza nei limiti di questo sistema di potere che precisamente priva l'essere umano delle sue ragioni di vivere e della sua libertà per intraprendere un passo allo scopo di di trovarle e seguire la sua condizione umana nel rispetto della dignità attaccata alla vita ed ai suoi misteri. I lettori di fileane.com lo hanno capito: abbiamo avuto il coraggio della codardia ed abbiamo studiato l'industria! . e siamo sempre poeta.

Non abbiamo bisogno qui di riprendere nel dettaglio la costruzione di questa dottrina che devia l'economia al servizio degli interessi dei dirigenti del sistema capitalista e liberale, noi lo hanno redatto su altre pagine web di questo sito. Questa dottrina è cava e non resiste alla prova dei fatti. Il liberalismo non è la faccia virtuosa del capitalismo su pretesto che la parola liberalismo è in assonance fonetico con la parola libertà: la libertà del commercio e dell'industria diventa liberale quando un'impresa richiede ed ottiene il diritto di produrre o vendere in altri paesi per ottimizzare i suoi profitti, senza che le conseguenze sociali della soppressione di occupazioni in un paese possano esserglirimproveratge. È tutto! In Francia, questa speranza falsa nella libertà del commercio e dell'industria che nel 1945, aveva percorso gli spiriti dei resistenti al nazisme e dei liberatori del paese, è stata distrutta dalla giustizia e la decisione famosa Brinon del 31 maggio 1956: il potere del datore di lavoro può andare fino a chiudere alla sua fabbrica e rinviare i lavoratori dipendenti. Non deve occuparsi della loro sorte e trovare loro una nuova occupazione! Lo stato dovrà risolversi a legiferare per rendere obbligatoria l'elaborazione di piani sociali. La situazione non ha subito evoluzioni da allora tranne che sono i fondi per gli investimenti anglosassone per la maggior parte, che chiudono le fabbriche per ragioni di redditività finanziaria. Il liberalismo è la finestra commerciale del sistema di produzione capitalista. Lo abbiamo mostrare, i due fanno la paio; uno non va senza l'altro anche se lo sviluppo del liberalismo è stato realizzato più di un secolo dopo il capitalismo. Oggi, i lavoratori dipendenti lo hanno capito, accumuliamo i méfaits e gli attacchi dei due e soprattutto del secondo! Ora che i mezzi di trasporto e le tecnologie permettono di scambiare su tutto il pianeta, la volontà dei dirigenti del sistema capitalista è di approfittare di tutte le occasioni mondiali per portare al massimo i loro profitti. Gli stati sono allora ostacoli che occorre ridurre ed è l'impresa che conducono attualmente i dirigenti del sistema liberale distruggendo diritti e speranze fra le popolazioni dei paesi occidentali, cosa che è nuova ed incompréhensible per i cittadini di questi paesi soprattutto quando sono i suoi eletti che collaborano così ovviamente con il oligarchie finanziario anglosassone che dirige il neolibéralisme. Arriviamo allora alla trahison della classe politica ed alla rottura del patto repubblicano da parte dei politici al servizio dei dirigenti del sistema economico. Non c'è nessuna libertà qui sicuro la legge implacabile più di molto che distrugge la libertà degli altri. Per l'interesse generale, spetta alla mano invisibile agire! Si cresce sognare! Per un poeta, è un incubo di constatare che milioni di gente si sottopongono ancora a questo tipo di lotti!… e non preferisce sempre leggere i suoi sogni d'umanità, le sue illuminazioni poetiche sulla vita secondo la morte del corpo carnale, sui valori di pace e d'amore!

 È grande tempo che lo schermo di fumo che dissimula questa realtà all'opinione pubblica si dissipa e che tutti comprendono.

 Il capitalismo non ha un futuro ed è un sistema pervertito e pericolosi poiché è incapace di superare suo primo ed ultimo limite: su capacità di produzione. Le tecnologie sono capaci ovviamente di produrre sempre più fino all'esaurimento risorse e materie prime molto così ovviamente. Ma il capitalismo non ha alcun interesse a lanciarsi in questa direzione poiché molto rapidamente, in su capacità di produzione, non venderà più o venderà senza avere potuto ottimizzare i suoi profitti. A partire da un certo volume di produzione che supera la domanda solvibile, la sola soluzione è di dividere l'eccedenza di produzione gratuitamente o in cambio di altro bene e servizi. Questi scambi potranno avere luogo soltanto evitando all'utilizzo le valute statali poiché queste persone non saranno solvibili in valuta statale. Ma allora perché avere venduto inizialmente in valuta statale?

 La seconda difficoltà per evitare su capacità di produzione, tocca il liberalismo di frusta piena: quello che produce oggi un bene, può avere il diritto domani di proibire questa produzione ad un altro paese o concorrente potenziale su pretesto che questo ultimo supererà la soglia su capacità e dunque di introdurre un rischio mortale nel sistema economico? Nell'assoluto, lo occorrerebbe ed i primi pensatori e teorici dell'economia liberale la hanno scritta: il mercato deve distruggere ed eliminare i più deboli, i meno efficienti e senza alcuno stato di cuore, con il cinismo il migliore, che siano imprenditori o paesi poiché senza questa distruzione, molto rapidamente, il mercato è in su capacità di offerenti. L'ideale è la specializzazione di ogni paese rispetto ai suoi vantaggi, i suoi vantaggi comparativi, le sue risorse più abbondanti, i suoi "know-how" più avanzati. Gli altri devono abbandonare questi mercati perché i migliori realizzino l'optimum dei guadagni di produttività e che il costo unitario di questa produzione sia più sotto il possibile rispetto al livello di qualità auspicato. Allora tutti i consumatori approfitteranno di quest'offerta di qualità realizzata al costo più appena e più basso. È la teoria! Come tutti lo sanno dopo avere incontrato un economista tanto sia poco onesto nei suoi corsi o i suoi libri o dopo avere constatato in occasione di un licenziamento economico o del fallimento di un piano economico governativo: la teoria non va! È utopistico, cioè che non potrà mai essere realizzata completamente o sufficientemente per evitare alle crisi il sistema. La ragione? La vediamo spargersi in tempo reale sul pianeta e la crisi finanziaria non fa che accelerarlo ad una velocità che fulmina: il paese che cede la sua produzione perde occupazioni e la domanda interna più debole rallenta la crescita. I lavoratori dipendenti di questi paesi allora rapidamente si troveranno nell'incapacità di rimborsare i loro crediti soprattutto se il loro sistema economico nazionale ha già approfittato dei crediti al consumo per avere un colloquio un tenore di vita superiore alle capacità reali di questo sistema economico. Accablons gli USA! Nel 1998, per uscire dalla crisi asiatica, gli USA hanno continuato ad importare in maniera massiccia dall'Asia, cosa che ha permesso di evitare il crollo generale dell'economia ma questa crisi non ha funto da lezione precisamente perché questa lezione, i dirigenti di Wall Street ne non volevano! Oggi la lezione è perfettamente conosciuta di tutti ed occorrerà tenersi! Non ci sono più scappatoie possibili: la crisi asiatica del 1997 è causata dalla corruzione del sistema bancario dei paesi asiatici che deviano una parte degli investimenti dei fondi di pensione e dei fondi per gli investimenti americani. Di qui il ritiro brutale di questi fondi dei paesi asiatici del Sud-Est. Questi fondi hanno di distribuire del loro risparmio in Europa ma eccetto le privatizzazioni in Francia, c'erano poche occasioni. Agli USA, c'era la possibilità di investire nel settore immobiliare perché tutti abbiano una casa. Abbiamo visto questa relazione tra il settore immobiliare ed il finanziamento a medio termine delle spese sociali supplementari causate dall'allungamento della durata di vita. Il fallimento di questa strategia si basa sulla corruzione di Wall Street e del sistema bancario e d'assicurazione americano, sulla corruzione del sistema finanziario in generale che serve soltanto a portare al massimo i nuovi profitti dei ricchi. È sempre una logica di produzione di profitti massima che prevale sulla logica di una migliore ripartizione. L'importo favoloso del risparmio mondiale anziché distribuirsi su migliaia di progetti di sviluppi a medio termine, si concentra al contrario in bolle speculative su un mercato particolare o su una tecnologia: questo comportamento moutonnier, questo modo di comportarsi poiché una gregge di pecore non è più soltanto stupida, è diventata criminale poiché causa queste crisi a ripetizione del sistema finanziario. Chi metterà ne mette questa logica di ripartizione? I lettori di fileane.com sanno che le organizzazioni in rete garantiscono una ben migliore ripartizione delle ricchezze che il sistema capitalista.

 I teorici del capitalismo e del liberalismo époumonent attualmente per réciter gli ultimi versetti dei loro cantiques: i lavoratori dipendenti dell'industria o del settore terziario che hanno perso le loro occupazioni certamente guadagneranno meno in altre occupazioni meno rimunerative ma poiché beneficeranno di prodotti venduti meno costosi poiché che provengono da paesi capaci di produrre a costo inferiore, in media, è possibile che conservino il loro potere d'acquisto. Questo potere d'acquisto non aumenterà certamente più, si abbasserà certamente un po'ma in una proporzione tollerabile. È la dottrina “Wal Mart„, del nome del numero una della distribuzione mondiale che ne ha fatto il suo slogan pubblicitario: con i nostri prodotti meno costosi conservate il vostro potere d'acquisto… anche se abbiamo eliminato il nostro fornitore americano e dunque le vostre occupazioni per preferirgli un fornitore cinese o asiatico e se abbiamo chiesto fermamente al nostro fornitore americano di produrre in Cina per essere capace di ridurre i suoi prezzi del 30% almeno!

Questa strategia di schiacciamento dei prezzi per mezzo di importazioni massicce dalla Cina spiega il successo finanziario di Wal Mart: questo distributore che ha conquistato quasi un monopolio può realizzare margini commerciali fino all'all'80% su un prodotto, cioè che di un anno all'altro ha potuto moltiplicare per 3 o 4 suoi margini (300 o 400%). Il noioso in quest'affare, da un lato è la volontà cinica di imporre i suoi prezzi ai fornitori senza ciò disturbire delle loro sorti ma in ciò questa direzione d'impresa applica alla lettera le raccomandazioni di Adam Smith e questo non sarebbe grave, poiché d'altra parte Wal Mart da parte della sua direzione di fatto della distribuzione agli USA, fa aumentare considerevolmente le importazioni dalla Cina. La bilancia delle transazioni, la bilancia commerciale è diventata molto fortemente deficitaria. Normalmente, dinanzi a questa situazione, uno studente in economia che vuole conseguire il suo diploma, segnala nella sua copia che la sanzione per un paese che vede aumentare esageratamente il deficit della sua bilancia commerciale, è la svalutazione della valuta. Fu il caso in Francia nel 1983. Dunque, questa situazione può condurre il paese sul bordo della rovina. I dirigenti di Wal Mart e tutti i dirigenti épris della dottrina neo liberale hanno qualsiasi altro discorso conosciuto da tempo ma che si realizza da allora in questi ultimi anni. Uno stato non può proibire ad un distributore privato di fornirsi soltanto nei paesi a debole costo di mano d'opera per ottimizzare il suo profitto. Rifiutare questa possibilità offerta dall'apertura della Cina all'economia mercantile è impensabile. Se c'è un problema per la contabilità nazionale di un paese e che di fronte a questa situazione, la risposta di una svalutazione della valuta non ha più nessun senso, la soluzione è semplice: poiché è impensabile proibire alla Cina di aprirsi all'economia di mercato, occorre seriamente pensare di eliminare l'intervento degli stati in questo tipo di commercio. In chiaro i funzionari che calcolano la bilancia commerciale non servono più a nulla, basta leggere nella stampa people, nei mass media, che ci sono sempre più miliardari attraverso il mondo. Tutti sapranno che il sistema funziona a meraviglia! In questa storia, se un dirigente americano ha commesso un errore grezzo, lo conosciamo. Quando verso 1998, Bill Clinton ha firmato con il primo segretario della parte comunista cinese un patto commerciale che permetteva ai prodotti americani di essere liberamente venduti in Cina, tutti pensavano che le fabbriche americane avrebbero prodotto per il mercato favoloso del consumo cinese! Ma, dieci anni fa più ancora di quanto oggi, i consumatori cinesi non hanno un denaro per comperare prodotti americani o occidentali! Un giorno, occorre sperare che avranno questo potere d'acquisto. Per ora e per a lungo certamente, la Cina è soltanto il libero mercato della produzione mondiale e l'OMC ha bello évertuer per protestare le virtù degli scambi multilaterali. Nella triade, la parte del commercio che si sviluppa più corrisponde agli scambi sopranazionali, al decentramento della produzione in Cina ed in Asia. Per proteggersi contro le devastazioni conosciute del liberalismo neo, su ogni continente si sviluppano gli scambi zone intra, la regionalizzazione dell'economia. Non sono i dirigenti cinesi che esportano il veleno nel sistema economico mondiale, sono i dirigenti americani del più grande gruppo mondiale di distribuzione. Siamo entrati nell'era della sovranità dei distributori che sono ora capaci di dettare la loro legge ai produttori. ed agli stati ancora meglio ieri dei produttori non lo facevano.

Questa storia diventa più seria quando il ravvicinamento è fatto tra questa strategia di Wal Mart che si traduce con migliaia di soppressione di occupazioni nel sistema di produzione americano e la crisi dei subprimes. È completamente comprensibile che i finanzieri non avevano immaginato la scomparsa rapida e brutale di altrettante occupazioni agli USA negli anni 2004 e successivi. Questi lavoratori dipendenti che hanno perso la loro occupazione o hanno trovato una nuova occupazione meno ben pagata sono stati messi in difficoltà per rimborsare i loro crediti ed i loro crediti immobiliari. Wal Mart ha un'ampia parte di responsabilità nel disastro dell'economia americana e l'errore sarebbe di vedere soltanto il caso delle società delle finanze. L'esempio di Wal Mart è la prima realtà politica, economica e sociale della messa degli stati fuori circuito. Adottare una politica monetaria a partire dall'equilibrio della bilancia commerciale raggiunge oggi il tetto del ridicule di fronte a questa volontà dei dirigenti di Wal Mart. La sola risposta politica immediata è la nazionalizzazione di Wal Mart (per un dollaro e non più, visti i danni che questa società ha già causato! ). Lo stato, anziché potere cambiare i fornitori che producono in Cina, può almeno fissare una politica di margini commerciali capace di garantire un reale guadagno di potere d'acquisto per i consumatori, cosa che può sostituire in egual misura aiuti pubblici per sostenere la domanda. Wal Mart applica la dottrina neo liberale e stiamo assistendo alla messa alla divergenza delle politiche pubbliche classiche. Questo liberalismo corrisponde esattamente alla volontà della oligarchie finanziario mondiale: evitare, eliminare all'intervento gli stati per lasciare corso alle possibilità mondiali di portare al massimo i profitti senza tenere conto delle conseguenze sociali immediate di tali misure: la gente non ha altre scelte in ogni modo che quello di consumare sempre più! A questo scopo, non ci sono affatto posti per uno stato! Per arricchirsi sempre più, occorre approfittare del lavoro sempre di più gente (che non ha più inevitabilmente lo statuto di lavoratori dipendenti). Dunque a termine, i ricchi hanno bisogno della piena occupazione! A termine, egli là nessuna minaccia sul piano sociale! Occorre semplicemente sottoporsi, non volere più essere libero per diventare un dissident rispetto al funzionamento di tale sistema! E se tutto ciò non è che uccide le libertà! …

Se questa politica non va sempre, l'imprenditore capitalista può chiedere allo stato di creare nuovi impieghi. Il reddito per la Francia è conosciuto ed i militanti delle parti politiche di destra la diffondono: la Francia deve lasciare partire le sue produzioni più modeste e stabilire le sovvenzioni pubbliche per mantenerle in vita. Deve creare nuovi impieghi nel turismo, il restauro poiché ricchi e nuovi i ricchi del mondo intero, in particolare cinese ed asiatico, vogliono venire da noi a visitare il nostro bello e che incanta paese e comperare i nostri prodotti di lusso… riservati ai più ricchi. Per i francesi, si tratta di creare nuovi impieghi nei servizi alle persone, soprattutto a destinazione dei pensionati e delle persone anziane… soprattutto che abbiamo una speranza di vita che è un vantaggio su questi nuovi mercati. Per finanziare queste nuove occupazioni, la privatizzazione di questi mercati non pone alcun problemi in teoria: il tasso di risparmio dei francesi è elevato, troppo elevato, per relazioni ai nostri vicini: occorre farlo abbassarsi ed i francesi devono consumare maggiormente, compresa la domenica possibilmente! Alcuni anni fa, gli studenti in economia apprendevano che questo livello elevato di risparmio proveniva dal timore dei giorno dopo e di poca fiducia che mette un paese nei suoi dirigenti. Questo risparmio ed è anche e soprattutto destinato a segnare una responsabilità familiare: i genitori, in occasione del loro decesso, vogliono trasmettere, come ai ricchi, un patrimonio ai loro bambini ed è un'ultima prova che i genitori hanno attuato con successo la loro vita e che i loro bambini possono essere fieri. Se questo risparmio non basta a pagare per anni in casa di pensione o finanziare i servizi alla persona in caso di dipendenza, la famiglia deve potere vendere la casa dei genitori per pagare queste spese. Il ritardo preso in Francia nell'adesione alla proprietà immobiliare è allora fâcheux ed i ministri dell'edilizia popolare devono spingere alla costruzione di casa poco costose per migliorare questo tasso di proprietà. Naturalmente, è fuori questione di volere permettere a tutti i cittadini di costituirsi un patrimonio superiore a queste necessità economiche essenziali: i migliori potranno arricchirsi e trasmettere un patrimonio, gli altri non devono volere richiedere questo diritto poiché vengono a distorcere il libero gioco del sistema capitalista e liberale. Dunque, lo sviluppo delle classi medie in trenta gloriose è un effetto perverso della ricostruzione dopo il 1945 che minaccia a termine il funzionamento del sistema liberale ed impedisce ai ricchi di raggiungere l'optimum dei loro profitti, cosa che rischia di demoralizzare coloro che vogliono diventare così ricchi e sono il cambio del capitalismo. Tutti i sondaggi lo indicano: i francesi conoscono perfettamente questa musica e non vi credono più. Meglio, non hanno più voglia, ma più invidia molto di intenderla ancora ai loro orecchi, vederla in giornali, di di intenderla con sorrisi radianti di bocche di dirigenti di questo sistema di potere. Vogliono che questa gente si tace e se ne vada se non arrivano a dire cose più intelligenti, a rimettere speranza nei cuori!

 

E soprattutto, occorre dare prova di memoria, leggere la storia innanzitutto sul piano dello sviluppo dell'economia industriale e post industriale.

 

Il primo limite del sistema capitalista è stato raggiunto quando c'ha stato sovracapacità di produzione nei paesi industriali. Il francese ed uomo politico Jacques Duboin lo avevano denunciato fin dagli anni 1920. La capacità industriale alla fine della 1a guerra mondiale era già diventata straordinaria. Mai tale picco di produzione sviluppato per fabbricare granate e cannoni, non poteva essere raggiunto per produzioni “civili„ e beni di consumo correnti poiché mai i consumatori, la domanda interna non avrebbero bisogno di tale volume di produzione. Il pensiero economico è stato costruito verso 1850 mentre la produzione utilizzava molta mano d'opera e che il fenomeno della penuria era universale. Nel 1920, la situazione è cambiata: le macchine eliminano il ricorso ad una mano d'opera abbondante e per evitare il crollo dei prezzi causato dall'abbondanza della produzione che è difficile limitare in funzione di una domanda perfettamente conosciuta, egli occorre distruggere raccolti, beni nei paesi ricchi mentre la gente muore di fame nei paesi poveri. Nel 1920, la sola possibilità per aumentare le nostre capacità di produzione era di vendere l'eccedenza ai paesi in via di sviluppo. Cioè di produrre per loro utilizzando le nostre capacità di portare al massimo i guadagni di produttività, in altri le economie di scala, nelle nostre fabbriche piuttosto che di investire in questi paesi poveri che dovevano seguire un altro modello di sviluppo, a cominciare per ottimizzare la loro agricoltura alimentare per essere capace di nutrire le loro popolazioni e regolare la questione dell'approvvigionamento di acqua potabile. Ma in questa fase, dinanzi all'insolvibilità di questi paesi per pagare i prodotti manifatturieri dall'industria, non c'erano soltanto poche soluzioni altrimenti fare loro pagare al valore marginale la produzione delle nostre fabbriche e non al prezzo di vendita abituale. Queste sovvenzioni mondiali rappresentavano un'economia, un guadagno preventivo per i paesi industrializzati che sarebbe stato reale ma di qualsiasi altra natura che nel sistema capitalista: si trattava di evitare i costi di nuove guerre mondiali o regionali, evitare l'esodo dei paesi poveri verso i paesi ricchi con l'economia sotterranea ed il commercio di droga e di esseri umani che questi movimenti comportano, le prigioni ed i centri di ritenzione sovrappopolati, di economizzare i prestiti delle istituzioni internazionali generalmente deviate dalla corruzione dei dirigenti locali, evitare anche il radicalisation della sommossa delle miserie attraverso conflitti organizzati dai fanatiques religiosi. In breve, questa prospettiva completamente ragionevole ha avere un colloquio la motivazione con alcuni politici pacifisti negli anni 1920 e 1930 ma la crisi del 1929 ha riportato tutti al cinismo ed agli aspetti più criminali della speculazione finanziaria. La constatazione è reale, sincera ed irréfutable. Lasciamo parte di qui la soluzione raccomandata da Jacques Duboin, esiste sempre nel pensiero economico e vedremo più lontano di quanto non è stata presa in considerazione. Vedremo la risposta che fu realizzata negli anni dal 1900 al 1945 per eliminare quest'evidenza della divisione delle ricchezze, questa migliore ripartizione della produzione richiesta da Duboin e Keynes.

 Dopo il 1945, il livello di sviluppo raggiunge soprattutto con i redditi salariali ottenuti nelle fabbriche, ha permesso lo sviluppo del settore dei servizi: banche, assicurazioni, sistema sanitario, sistema scolastico e di formazione, settore degli svaghi e del turismo…. Il cambiamento ha avuto luogo e la diminuzione lenta del settore industriale è passata quasi inosservata dinanzi allo sviluppo rapido del settore terziario.:Agli USA, più dell'dell'80% dei lavoratori dipendenti lavorano nel terziario, in Francia abbiamo ancora quasi 10 punti di ritardo e molto più in alcune regioni. Problema: la crisi attuale proviene esclusivamente dal settore finanziario. Ma i subprimes, questi crediti immobiliari conceduti a famiglie che hanno superato le loro capacità di rimborso, sono legati al mercato immobiliare. Il sistema finanziario ha tenuto conto di questa volontà dei dirigenti del sistema liberale tranne che la speculazione è venuta causata un aumento dei prezzi molto rapido, aumento avere un colloquio dall'arrivo sui mercati immobiliari dei capitali enormi portati dai fondi di pensione ed i fondi per gli investimenti (e meno qui con i hedges funds per che il settore immobiliare non è abbastanza proficuo a breve termine e che preferiscono le speculazioni sui valori delle imprese attraverso il meccanismo del L.B.O.). La crisi finanziaria bêtement ha distrutto migliaia di miliardi che erano indispensabili per finanziare le nuove sfide delle nostre società occidentali sul piano sociale: finanziamento dell'allungamento della durata di vita, sul piano ambientale: la lotta contro gli sregolamenti dei climi ed il riscaldamento del pianeta, sul piano economico e l'estirpazione della miseria come pure il finanziamento dei flussi migratori causati dal riscaldamento del pianeta.

 Quest'errore gravissime dei dirigenti finanziari e dei dirigenti del sistema di potere liberale chiede la precisazione di fondo: il capitalismo può essere il sistema di potere adattato alle nuove sfide della nostra civilizzazione? Abbiamo tendenza da tempo a dire: non! Non, poiché il sistema capitalista e liberale, lo abbiamo già detto, non andiamo fino alla fine di una logica di produzione di ricchezze per tutti e pertanto, non utilizza correttamente la funzione economica di ripartizione delle ricchezze. Sappiamo perché e da sei anni, questa spiegazione è nel cuore del sito web fileane.com e del nostro movimento cittadino. La volontà di un imprenditore di conservare per lui i guadagni di produttività e richiedere la possibilità di vendere la sua produzione il più lontano possibile per eliminare i suoi concorrenti si basa in diritto sulla volontà politica di privilegiare il diritto di proprietà individuale, di proibire il diritto della proprietà comune, di limitare il diritto della proprietà collettiva. In tutte le civilizzazioni fiorenti ed in tutti i popoli che hanno una cultura fondata sui valori di pace e d'amore, la ripartizione delle ricchezze passa per la proprietà comune. La proprietà collettiva è stata sempre limitata al patrimonio dei più alti dirigenti: i re e conosciamo le conseguenze dei cattivi allievi di Karl Marx, soprattutto di Lénine, che hanno cercato di imporre con la forza la proprietà collettiva. Il lettore di fileane.com conosce i nostri sviluppi sull'errore principale in 1789 di eliminare le vestigia della proprietà comune del tempo delle cattedrali organizzata dalle reti degli ordini monastici e cavalieri. Abbiamo mostrare in che consiste questa proprietà comune e non abbiamo finito di descrivere come restaurarla oggi ma questo lavoro continua.

 L'errore all'origine della crisi attuale proviene come sempre anche da un cattivo utilizzo delle ultime tecnologie.  L'apertura dei mercati finanziari si basa veramente sui progressi dell'informatica e delle reti mondiali che utilizzano Internet. È diventato molto facile muovere capitali in alcuni secondi di un continente all'altro e questo permette di speculare tranquillamente dal suo microcalcolatore. Di stesso è possibile raccogliere somme enormi in fondi per gli investimenti i cui titoli potranno essere venduti attraverso le reti bancarie del mondo sotto forma di prodotti derivati, senza legame nessuno con l'economia reale. La crisi finanziaria ce l'ha mostrare, grazie a quest'informatica, egli è diventato possibile industrializzare le finanze e fare in modo che il denaro produca ulteriore denaro. Il collegamento con l'economia reale passa sempre attraverso il credito: finché la gente sottoscriverà a questi crediti per comperare questi prodotti finanziari, l'industrializzazione delle finanze resta possibile. La mondializzazione e la liberalizzazione dei mercati non sono dunque idee o teorie ma la conseguenza logica del progresso tecnologico, questo progresso tecnologico può essere utilizzata differentemente che come lo vuole la dottrina neolibérale. Ancora occorre -il che questi progressi tecnologici siano spiegati alle popolazioni affinché queste accettino le conseguenze realizzate dai dirigenti dei sistemi di potere. La crisi finanziaria dimostra ancora una volta che i nostri dirigenti non lavorano per l'interesse comune ma per il oligarchie finanziario dei più ricchi.

 La storia recente mostrare anche il ruolo essenziale dei dirigenti del nostro sistema liberale nel verificarsi delle crisi passate ed attuali.

 Su fileane.com, abbiamo mostrare l'esempio di popoli che prima dello sviluppo industriale o anche oggi, hanno culture molto più umane ed un tenore di vita globale (materiale e spiritoso) superiore a il nostro che è esclusivamente materiale. Il patto repubblicano instaurato dopo 1850 si basa soltanto su uno sviluppo materiale del tenore di vita, nella speranza che il progresso materiale eviterà ai cittadini di proseguire i loro litigi sulla monarchia e la repubblica, i litigi religiosi tra cattolici e protestanti, oggi tra musulmani, cristiani, ebrei o semplicemente tra fanatiques religiosi ed inesatti e mécréants! Abbiamo appena visto che lo sviluppo economico da partire dall'era industriale ha saputo colmare alcune lacune originali del capitalismo: il settore terziario ha saputo essere il seguito logico del settore primario e del settore secondario. È il motivo per cui, fino ad oggi, le nostre società hanno superato le crisi principali del capitalismo. Tuttavia fin dalla partenza, era possibile evitare di entrare nel sistema di potere capitalista quindi, ad ogni crisi o guerra mondiale, la possibilità di lasciare il sistema è esistito. Sono bene i dirigenti del sistema capitalista e liberale che hanno rifiutato quest'occasioni e che hanno realizzato di altre risposte, di altre politiche capaci di proseguire i loro interessi ed i loro profitti.

 Abbiamo mostrare che nel 1920, Jacques Duboin, in Francia proponeva un'uscita del capitalismo e che sviluppa la funzione di ripartizione delle ricchezze e richiedendo allo Stato di dirigere questa nuova organizzazione della società. Allo stesso momento, Keynes scriveva il programma di un governo mondiale fondato sui valori di pace e d'amore. Ma Duboin è stato definito economista utopistico e Keynes non è stato ascoltato interamente. I dirigenti del sistema capitalista hanno preferito organizzare teorie ed un'ideologia al servizio dei dirigenti dei paesi ricchi.

 Fin da 1850, di fronte a questa divisione delle ricchezze resa possibile dalle capacità di produzione di massa dell'industria, la risposta intellettuale e scientifica dei paesi industriali è stata l'utilizzo delle tesi razziste ed eugénistes a seguito di Malthus. Breve esattamente il contrario di un movimento pacifista fondato sui valori di pace e d'amore come lo raccomandava Keynes nel suo governo mondiale. Sulla terra, c'erano sous-races che non valevano la pena di essere aiutata ma che al contrario dovevano restare in una certa schiavitù rispetto alla razza bianca capace di sviluppare le industrie. L'eugenismo è stato fondato in Regno Unito da Galton in 1869 quando studiò l'eredità dell'intelligenza. In France Théodule Ribot era convinto dell'eredità della malattia mentale ed i medici dovevano dire che era degenerato. Ai Stato-collegati, c'ha stato Charles Davenport che introdusse l'idea “di un quoziente intellettuale„. Queste politiche eugénistes proibissero ogni riproduzione ad argomenti afflitti da disordini genetici ma anche ad argomenti aventi comportamenti anti-sociaux. Alcuni stati come Indiana adottarono leggi di sterilizzazione obbligatoria con castrazione ed irradiazione. Negli anni 1900 l'erede della famiglia Krupp in Germania, “Fritz„ Krupp organizzò un prezzo per coronare un lavoro in biologia capace di mostrare un legame tra l'eredità biologica di un popolo e la sua storia politica e sociale, questo per affermare il suprématie di alcuni popoli su altri, in particolare la Germania con la sua popolazione di razza aryenne che poteva legittimamente volere predominare l'Europa. Lo scopo era di mostrare che il nazionalismo è intrinseco alla vita politica e che le idee socialiste e rivoluzionarie sono interamente false. Preservando la sua eredità biologica ed eliminando i malati mentali e gli asociali, una nazione otterrebbe un vantaggio nella lotta competitiva per la sopravvivenza contro altri stati nazione. Le politiche eugénistes hanno funto da sostegno ai movimenti nazionalistici degli anni 1910 e 1920. L'eugenismo evolse rapidamente verso le tesi dell'igiene razziale ispirata dal pseudo darvinismo. Quando Hitler lut nel 1924 nella sua prigione di Landsberg gli scritti di Lenz che occupava il primo quadro di comando d'igiene razziale all'università di Monaco a partire dal 1923, sappiamo che fu il tournure mondiale degli eventi ed i genocidi che seguirono. Il parossismo di questo rifiuto della divisione a livello mondiale è naturalmente stato l'aumento degli fascismes e del nazisme, la crudeltà dei dittatori per eliminare in massa gli oppositori ed i sotto-uomini, “queste vite che non valevano la pena di vivere„ e che consumavano le risorse delle popolazioni elette, sane sul piano razziale e della biologia. Per sostenere il capitalismo prima della possibilità tecnica di un commercio mondiale a grande scala e mentre il colonialismo proibiva di fatto sul piano politico gli scambi multilaterali, i movimenti nazionalistici e le dittature furono utilizzati senza vergogna e rammarico per garantire la prosecuzione del sistema. Abbiamo rifiutato la soluzione della divisione mondiale negli anni 1920 e di milioni di gente a seguito di dirigenti fascistes e di dittatori, hanno preferito la soluzione mortale del razzismo e della guerra contro i sotto-uomini. La caduta dell'ultimo sistema di dittatura sorto negli anni 1910 corrisponde anche all'arrivo della dottrina neolibérale sul pianeta. Oggi, in questa crisi principale del sistema capitalista che ha cominciato, ignoriamo il viso che prenderà questa sommossa dei popoli contro questa spoliation del loro lavoro e dei loro desideri di vivere, contro questi danni alla dignità umana. Proseguiremo in questa stessa via tracciata dalla storia più sanguinante? Le lezioni crudeli della storia sono sempre segnate nelle nostre carni anche se la tendenza alla dimenticanza è umana e se il mostro può sempre riapparire. Allora?

 Una prima risposta: negli anni 1980, allo stesso momento in cui il sistema finanziario liberalizzava ad eccesso i mercati, economisti, fra l'altro Rifkin, negli Stati Uniti, nel suo libro “la fine del lavoro„, hanno chiesto ai governi stati, di aprire il quarto settore economico: l'economia quaternaria, l'economia non mercantile sotto pena di mettere delle loro popolazioni in crisi politiche economiche e sociali sempre più terribili. Per lanciare l'economia quaternaria non mercantile, occorreva cominciare per ridurre l'influenza dell'economia mercantile capitalista sulle popolazioni riducendo l'orario di lavoro, cosa che permetteva anche una divisione del lavoro inizialmente in modo da alleviare i bilanci sociali di lotta contro la disoccupazione per orientare questi bilanci verso l'avviamento della pompa economica non mercantile. Sappiamo ciò che si verificò delle 35 ore in Francia e più ancora della raccomandazione di Keynes che segnalava verso 1920, che nell'anno 2000 per garantire ad ogni cittadino un minimo di redditi per vivere decorosamente, avrebbe occorso lavorare tra 15 e 20 ore alla settimana nell'economia mercantile, essendo il resto del tempo utilizzato dalla produzione di ricchezze nell'economia non mercantile. La produzione non mercantile è valorizzata dalla capitalizzazione dei diritti sociali proposta da Pierre Leroux negli anni 1850 in Francia, all'assemblea nazionale. La capitalizzazione dei diritti sociali fu allontanata inizialmente per organizzare la capitalizzazione delle azioni per sviluppare le grandi ditte industriali capaci con i loro investimenti giganteschi in capitale tecnico di garantire la produzione di massa di beni di consumo. Questa produzione di beni materiali, nel patto repubblicano, ha avuto come finalità di sradicare la miseria ed occupare il cittadino perché passi il suo tempo da soddisfare le sue necessità materiali e che non si occupano più di questioni politiche specialmente monarchistes, di questioni religiose, particolarmente cattolici intégristes e che infine, la repubblica conosca una pausa nelle guerre civili tra partigiani di un regime politico o di un altro e nelle guerre tra cattolici e protestanti quindi nei conflitti tra cattolici e cittadini laïcs che ne avevano più che abbastanza dei dogmi oscuro della papauté romano. Questa crisi del capitalismo riporta i politici francesi a questo punto di partenza: non è -il infine tempo di rimettere sulla tavola questa capitalizzazione dei diritti sociali?. Secondo di Pierre Leroux le 2 forme di capitalizzazione erano compatibili in 1850, ciò che non ha immaginato, è che la classe dei politici servirebbe soltanto gli interessi dei più ricchi a confiscare questa tecnica di valorizzazione delle ricchezze prodotte e proibirla fino ad oggi all'insieme dei cittadini! Su fileane.com, presentiamo da sei anni la migliore delle soluzioni che ha fondato le civilizzazioni più brillanti. Questa soluzione noi viene dai bordi del Nilo ed è stata salvata della distruzione del tempio di Dendérah per essere conservata al supporto Cassin fin dall'anno 500. Questa soluzione passa per l'economia non mercantile, con la capitalizzazione dei diritti sociali, i nostri lettori lo sanno. I dirigenti del sistema capitalista rifiutano quest'apertura dell'economia quaternaria e cercano di eliminare ed occultare quest'evoluzione normale del sistema economico. Il liberalismo su questo punto è anche che uccide le libertà!

 Abbiamo appena visto l'aspetto intellettuale della crisi attuale. Ci sono soprattutto scelte politiche che non sono state fatte, dei rifiuti di lasciare il sistema capitalista mentre era tempo e che l'occasione si prestava a male inferiore, che il tempo di una transizione socialmente accettabile era possibile. Dagli anni 1980, gli uomini politici hanno di tenere conto di questa realtà. Alcuni hanno compreso più rapidamente che altro che il peso delle decisioni politiche in questo modo di organizzare la mondializzazione era molto debole o inesistente finché la rimessa in discussione globale del sistema non era messa sulla tavola. Di qui, inizialmente, un certo désintérêt per queste questioni economiche.

 Questo désintérêt della classe politica poteva avere un certo vantaggio per le istanze decisionali economiche. Avevano le mani più libere per realizzare affari. Prenderemo un caso tipico suscettibile di diventare un caso di scuola in Francia: la storia di Thomson-CSF e Thomson Multimédia che abbiamo sviluppato nel nostro sito. Questo caso illustra un errore di gestione grezzo commesso in nome del rispetto della dottrina liberale mentre il gruppo disponeva di tutte delle tecnologie per garantire il suo sviluppo nelle tecnologie di telecomunicazioni e di sistemi d'informazione con i brevetti sugli schermi piatti a cristalli liquidi che aveva recuperato nel riacquisto di RCA, allora numero un mondiale sul mercato dei televisori. Quest'esempio non è isolato: la classe politica francese è caratterizzata dall'abbandono, il rifiuto di questi problemi di imprese o di ramo professionale in piena evoluzione. Dai padroni di forges che rifiutarono dinanzi a Gaulle di investire per modernizzare la siderurgia dopo il 1945 pur rifiutando l'aiuto del piano Marshall, il riflesso è restato lo stesso: garantire la sua pace di datori di lavoro o di eletti della nazione allontanando tutti gli argomenti che contrariano e sono capaci di agitare gli elettori. Dopo il braderie della siderurgia, del tessile, della costruzione navale e l'elenco resta incompleto, i politici di destra si sono messi al lavoro débarrasser delle imprese pubbliche e ridurre i servizi pubblici. Il liberalismo, le politiche neolibérales consistono nel importare nei servizi pubblici i metodi di gestione delle imprese capitalisti. I profitti degli uni che devono necessariamente trovarsi agli altri. Tranne che un'amministrazione non ha per finalità di realizzare profitti durevolmente. Basta allora invertire la macchina: i profitti che diventano economie nelle amministrazioni e le amministrazioni che devono convertirsi a diventare imprese capaci di realizzare profitti !

 L'utilizzo di politiche efficienti basta a raggiungere obiettivi senza sprecare le risorse. Ma non siamo più in questa fase. Le economie sono diventate indispensabili per i politici neo liberali per due ragioni :

 La tentazione è dunque grande per lo Stato di eliminare questo problema affidando il massimo del servizio pubblico al settore privato. Solo la dottrina del neolibéralisme permette di legittimare tali misure che vanno contro il contratto repubblicano. È dunque bene una rottura del contratto repubblicano e questo senza cambiare il funzionamento monarchico delle istituzioni francesi. Troviamo qui l'origine delle schizofrenia francesi, per riprendere il titolo del libro di Ezra Suleiman, Grasset 2008.  “Siamo bene il paese attaccato ad un modello repubblicano giudicato indépassable fra cui il capo supremo e, alla sua immagine, tutti coloro che detengono un lotto d'autorità, si comportano in monarca. Il paese che idealizza il principio d'uguaglianza e che si trova governato da un'elite che fa figura di casta quasi impenetrabile. Un paese fiero della sua repubblica una ed indivisibile e che lascia fiorire il communautarisme sul suo suolo„ (Marianne 03.01.09). Per conservare il loro posto al potere, i dirigenti politici seguono alla traccia l'evoluzione della gestione nelle imprese private. Hanno soltanto questa dottrina per pubblicare un piccolo poco di coerenza nelle loro manovre politicanti e favorire la loro elezione re presso gli elettori.

 Su fileane.com, abbiamo mostrare l'importanza del movimento dei cerchi di qualità negli anni 1980 che avevano permesso ai lavoratori dipendenti di praticare una gestione partecipe. Dinanzi al timore dei dirigenti di perdere la ragione del loro potere, negli anni 1990 gli azionisti hanno imposto la generalizzazione della gestione d'impresa. In gestione, siamo così passati dalla qualità totale al risk gestione. Non si tratta più di chiedere a gruppi di lavoratori dipendenti volontari di utilizzare attrezzi di risoluzione di problemi per dare prova di iniziativa e di responsabilità utilizzando il principio di sussidiarietà a livello locale. La gestione d'impresa richiede ad alcuni esperti di redigere l'elenco delle procedure che, se sono seguite alla lettera, devono ottimizzare i risultati ed evitare gli errori, i conflitti, il dubbio sul modo di realizzare un compito. Di conseguenza i lavoratori dipendenti devono rispettare queste procedure e non dare più prova di iniziative crearici. Troviamo qui un restauro dello stile autocratique di gestione o la prosecuzione dello stile paternaliste, il rifiuto dello stile di direzione partecipe. Siamo dunque in pieno immobilisme al livello della gestione! L'evoluzione verso la gestione partecipe ed una democrazia più diretta che sa meglio utilizzare le risorse umane è dunque fermata netto dall'inizio degli anni 1990. Per il presidente Mitterrand la scelta politica prioritaria è l'Europa e la messa in atto dell'euro ma allora, altrettanto dire che ha trascurato la sorte dei lavoratori dipendenti francesi! Lo hanno capito e lo sanno! Il problema viene per il fatto che numero di lavoratori dipendenti è stato formato ai cerchi di qualità ed ha compreso perché i loro dirigenti proibiscono loro di proseguire questo movimento partecipe, o di generalizzarlo alle amministrazioni ed alla vita politica democratica. Le conseguenze sulla motivazione dei lavoratori dipendenti e le loro retribuzioni sono conosciute con i loro effetti negativi di grande ampiezza. L'applicazione di questa politica di governo d'impresa nelle amministrazioni con questa nuova forma d'obbedienza imposta per seguire alla lettera le procedure inizia a causare risultati negativi intollerabili concretizzati da morti inutili che colpiscono i cittadini. Mentre la Francia resta campiona dei paesi industrializzati per le sue cattive relazioni sociali, l'adozione di questo modo di gestione autocratique con la sua processione di procedure obbligatorie e di obiettivi di economie che corrispondono alla declinazione della dottrina néolibérale, conduce il paese sul bordo dell'esplosione sociale, soprattutto quando le conseguenze della crisi vengono ancora ad appesantire la sua situazione sociale difficile.

 Senza esaminare tutte le amministrazioni pubbliche, l'esempio dell'ospedale pubblico diventa caricatural di questa deriva autocratique e liberale. Dal 1995, gli errori di gestione si sono moltiplicati. C'ha stato innanzitutto l'intervento del primo ministro Alain Juppé che con una logica sconcertante, aveva trovato bene di ridurre i posti di medici e di infermieri per ridurre il deficit cronico della sicurezza sociale: eliminando attori, inevitabilmente si eliminerebbero le spese generate dal lavoro di quest'attori! L'applicazione automatica delle 35 ore successivamente ha reso la situazione delle risorse umane ingérable. In questi ultimi anni, l'introduzione del rischio gestione con le sue biblioteche di procedure amministrative conduce a derive capaci di uccidere pazienti o lasciarli morire al pretesto di rispettare alla lettera la procedura. Sotto questo regno delle procedure, non c'è più ascolto dei pazienti e dunque più diagnosi ragionevole ed umana. In una situazione data, si tratta di effettuare analisi prescritte e seguire il trattamento indicato nella procedura. Quando le famiglie si rivoltano dinanzi alla morte incompréhensible dei loro bambini o dei loro parenti, i dirigenti si tagliano dietro le procedure e quest'atteggiamenti vengono a rafforzare la sensazione di incompréhension tra i cittadini e le elite che le governano. Vecchio ciclista dilettante, siamo particolarmente colpiti dal decesso incompréhensible di un giovane ciclista verificato nell'autunno 2008 all'ospedale Hautepierre di Strasburgo. Questo ciclista in categoria junior si era ferito all'addestramento ed aveva la manca éclatée. Alle urgenze, il gruppo di guardia ha seguito il protocollo alla lettera: non occorreva togliere la manca e poiché nessun chirurgo competente era là per riparare la manca, è stato necessario attendere la fine del fine settimana fino a che morto se ne segua mentre il chirurgo di guardia, sembra, era competente per togliere la manca! La maggior parte degli sportivi fa delle concorrenze la domenica e possono ferirsi. Se devono ora sapere che non saranno più ordinati correttamente e che possono morirne, altrettanto muovere le concorrenze e gli addestramenti in settimana e fare in modo che siano qualsiasi professionista nei loro sport e partecipino alla vendita di spettacoli sportivi! Ciò farà meno allievi ancora nel sistema scolastico. Basta seguire la dottrina neo liberale per arrivarne là!

 Per ottenere economie auspicate, la preoccupazione del governo attuale è di realizzare guadagni di produttività nelle amministrazioni. Nel settore privato, le imprese in concorrenza utilizzano come prima fonte di guadagni di produttività, le economie di scala. Si tratta di produrre più con la stessa quantità di fattori di produzione. Quando il mercato è saturato o che la sua organizzazione è già oligopolistique, la soluzione consiste allora nel fare economie di scala negative: si tratta di produrre altrettanto ma con chiaramente meno fattori di produzione. La seconda fonte di guadagni di produttività di solito utilizzata riguarda l'utilizzo delle nuove tecnologie, esempio: vendere direttamente su Internet per ridurre i suoi costi di distribuzione. Una terza fonte di guadagni di produttività risiede nel cambiamento di struttura per ottenere in generale più flessibilità e semplicità. Nell'industria, questo cambiamento di struttura corrisponde alla messa in atto appena di tempestivamente (J.A.T.) con i suoi mezzi che sono i flussi tesi, il kanban, ecc. infine egli resta l'ultima fonte di guadagni di produttività sempre possibile in modo permanente: l'aumento del livello di competenza e lo sviluppo delle competenze soprattutto per arrivare a gestire meglio gli imprevisti ed evitare i problemi prima che si verifichino. Nelle imprese, il marketing insight è un esempio: il marketing cerca di conoscere maggiormente gli atteggiamenti e le motivazioni dei consumatori per rispondere meglio alle loro necessità e fidéliser meglio. Abbiamo visto che l'adozione di una gestione mediante le procedure non è in realtà un guadagno di produttività ma il pretesto per mantenere uno stile di direzione autocratique o paternaliste. L'ospedale, la medicina e la maggior parte dei settori scientifici possono gestirsi e svilupparsi soltanto utilizzando la competenza e l'alto livello di competenza del suo personale. È un settore dove il lavoro di gruppo è primordiale e la gestione partecipe indispensabile. Sottoporre questo personale all'obbligo di rispettare le procedure è già un pasticcio d'intelligenza ed una fonte di demotivazione. In questo mese di gennaio 2009, abbiamo la celebrazione dell'esempio inverso, quello di questo pilota americano che in alcuni secondi a New York, dopo avere decollato, ha preso le sue responsabilità ed ha dato prova di iniziativa per salvare il suo equipaggio ed i suoi passeggeri ammarando con il suo aerobus A320 sul fiume Hudson. Ad un'età dove le imprese francesi non li vogliono più, quest'ex pilota da caccia ha saputo utilizzare tutte le sue competenze per evitare una catastrofe. Quest'esempio mostrare bene l'importanza dell'esperienza e del primato della conoscenza come pure della libertà d'azione, delle capacità di prendere iniziative crearici di valore. Questo caso diventa così simbolico del cambiamento che dobbiamo condurre nella gestione delle nostre risorse umane e dell'abbandono necessario pratiche liberali in questo settore.

 Il sistema scolastico, d'istruzione e di formazione ha per finalità principale di permettere ai cittadini di acquisire un giorno questa conoscenza e questo livello elevato di competenze per comprendere e partecipare allo sviluppo della società e trovare così anche risposte e soddisfazioni sul piano personale. L'aumento del livello di sapere e del livello di competenze è una fonte di guadagno di produttività per il paese. In Francia, il ministero dell'istruzione nazionale, sul piano della gestione delle risorse umane, alla particolarità precisamente non non di averne ed essere regolarmente incapace di tenere conto di precisione lo stato delle sue forze di lavoro, un tasso d'assenteismo preciso, fabbisogni di gestione di previsione delle occupazioni capaci di alimentare una mobilità interna soddisfacente. La prima fonte di guadagni di produttività è dunque l'introduzione delle tecnologie informatiche e dei sistemi d'informazione per organizzare una reale gestione delle risorse umane. Questo può essere realizzato, come in un'impresa privata, soltanto attraverso la partecipazione di ciascuno nell'alimentazione delle basi di dati in informazioni personali di qualità. Realizzare questo prodigio in un'amministrazione che proprio non il diritto d'espressione dei lavoratori dipendenti accordato nel 1982 al settore privato, dipende dall'illusione. L'istituzione preferisce conservare il suo stile di direzione autocratique e la sua cultura del dispetto dell'elite riguardo ai funzionari di base. Va notato che tutti i professori ed insegnanti hanno un livello di qualificazione uguale o superiore a vasca + 4, cosa che è quasi inesistente in un'impresa del settore privato. La seconda fonte di guadagni di produttività è dunque un cambiamento di struttura di direzione e probabilmente la fine del monopolio dell'istruzione nazionale nella repubblica grazie all'informatizzazione. La soluzione scelta dal governo attuale è molto più semplice e brutale: impone il conseguimento di economie di scala negative: fare tanto o più con meno forza di lavoro. Altrimenti utilizza la teoria famosa della riduzione di profilo poiché lo stato non ha più un denaro semplicemente! Il giurista e lo storico risponderanno su questo punto che la chiave d'uscita del "ancien régime" prima di 1789, la valvola di sicurezza, era l'obbligo di riunire gli stati generali quando le casse del regno erano vuote. Abbiamo detto che i rivoluzionari di 1789, che conoscono questa lezione, si sono affrettati, per difendere i loro nuovi posti, di eliminare questa disposizione nelle costituzioni repubblicane da 1789 e ne siamo sempre là, ad una delle cause principali del immobilisme francese e delle sue molto cattive relazioni sociali e politiche. Quando un gruppo si afferra del potere, difende inizialmente il suo posto… in contraddizione con i valori repubblicani e le norme che scrive della sua mano! I cittadini lo sanno, lo vedono tutti i giorni e non lo sopportano più.

 La soppressione di decine di migliaia di posti nell'istruzione nazionale si accompagna ad una riforma più o meno precisa dei programmi scolastici. La corda è così grande che è facile constatare che queste riforme di programmi sono là soltanto per giustificare questa soppressione in massa dei posti di insegnanti. Non soltanto il governo utilizza economie di scala negative ma lo fa ancora in contraddizione con la ricerca di un guadagno di produttività ottenuto da un aumento delle competenze nella popolazione. Volendo débarrasser della questione scolastica permettendo agli allievi di scegliere le materie del programma su pretesto che ciò favorisce il loro orientamento verso un'attività professionale, entriamo allora in una contraddizione totale. Più grave, le classi medie hanno capito che questa riduzione del servizio pubblico dell'insegnamento li colpirà in primo riducendo maggiormente le possibilità dei loro bambini di accedere ad occupazioni migliori e ad un tenore di vita più facile. Se occorre pagare più per riuscire degli studi che offrono poche possibilità di occupazioni ed ancora meno occupazioni interessanti poiché quest'ultimi sono forniti da cooptation attraverso i cerchi di relazioni private, la manovra politica diventa pyromane: altrettanto accendere di seguito la miccia e che il barile di polvere esplode. Almeno quello che agisce in tal modo mostrare che non è idiota e che sa ciò che fa!

 Non soltanto la Francia è campiona dei paesi industrializzati per le sue più cattive relazioni sociali e la abbiamo vista, ciò non cambierà perché lo Stato adotta il modo di una gestione d'impresa e gli attrezzi del rischio gestione per mantenere uno stile di direzione autocratique e rifiutare un'evoluzione verso uno stile di direzione partecipe, ma è anche riconosciuta come uno dei paesi industrializzati che da decine di anni non si preoccupa per creare ulteriori impieghi per proporre alla sua gioventù un futuro professionale all'uscita degli studi. Il nostro tasso di disoccupazione dei giovani ed il suo livello elevato corrisponde più ad un paese non industrializzato come la Grecia che ad un paese industrializzato. Questo tasso di disoccupazione dei giovani illustra il immobilisme dello stile di direzione paternaliste e la separazione tra il cittadino, la gioventù in particolare, e le sue elite nella repubblica. Pretendere di riformare il sistema scolastico senza eliminare quest'immobilisme dei dirigenti dell'economia mercantile è un vanité di più per alcuni spiriti smarriti nella politica.

 Attraverso quest'esempi, vediamo che tutte queste riforme hanno un solo scopo: consolidare il potere in posto, diminuire alcuni contro-poteri instaurati dalla repubblica nel funzionamento monarchico delle nostre istituzioni, rafforzare le capacità di manovra dei dirigenti di questo sistema interamente dedicato al successo del capitalismo. L'utilizzo della favola liberale non convince più nessuno. La mondializzazione non unifica il mondo, lo frammenta e le imprese sopranazionali reinventano una nuova forma di colonialismo. Il funzionamento dei nostri sistemi di potere è sempre lo stesso: di fronte ad una difficoltà, sa soltanto escludere. Su fileane.com, ciò fa oltre sei anni che diciamo che progressi si trovano neppure in questo sistema ma nella messa in atto di organizzazioni in reti. La crisi attuale del capitalismo finanziario ci apre una porta d'uscita per lasciare questo sistema. Abbiamo lente d'ingrandimento le occasioni precedenti e l'umanità la ha pagata molto caro: essendo le perdite finanziarie sepellite sotto montagne di cadaveri causati dai genocidi ed i crimini di guerra.

 In conclusione: le soluzioni sono sempre esistite ma i veri responsabili sono i dirigenti ed in primi luoghi i politici: 

hanno atteso che le ricchezze dell'industrializzazione delle finanze salvano il sistema e con ciò le loro mettono di politici. Sono stati obbligati a lasciare fare i dirigenti delle finanze e delle imprese ed hanno copiato i metodi di gestione imposti dagli azionisti per mantenere la loro sovranità ed uno stile di direzione autocratique. L'economia ed il sistema capitalista predominano sempre tanto il settore politico ed il posto dell'essere umano resta invariabilmente molto secondario. Questa crisi li obbliga a rimettere il posto dell'essere umano ai primi posti e quindi i dirigenti politici ed economici devono cedere i loro posti ed abbandonare l'ideologia capitalista e liberale. La strategia rivoluzionaria della putrefazione ha essa anche i suoi limiti: occorre che il frutto marcisse prima che l'albero o la pianta riappaia ma può -il là avere un'analogia con gli esseri umani? Nella polémologie, sì: le guerre sono allora utili per scegliere i migliori che usciranno vincitori ed elimineranno i più deboli. Queste tesi sono state utilizzate per i disastri umani che sappiamo. Oltre a queste fascinations per la morte e l'orrore, sappiamo anche che i nostri dirigenti dei sistemi di potere hanno reso tabù e frappé di divieti le conoscenze sulle civilizzazioni più brillanti fondate sulle organizzazioni in reti. Queste conoscenze esistono sempre e la prima fonte di sapere è sempre stata disponibile per un essere umano. Tutto è pronto, ogni giorno possiamo intraprendere questo ritorno verso l'evoluzione di una civilizzazione nuovamente humaniste. Occorre -il ancora attendere che il presidente americano d'origine etnica nera arriva a provare che questo cambiamento è possibile perché ce lo possiamo tutti qui ed ora?

 Barrack Obama va sulle tracce di Abraham Lincoln. Simbolo dell'abolizione della schiavitù, la sua adesione alla presidenza degli Stati Uniti non possono fare dimenticare che oggi occorre abolire la sovranità dell'industria finanziaria nel capitalismo ed il liberalismo prima di abbandonare rapidamente il sistema stesso per una nuova organizzazione più democratica ed humaniste delle nostre società. Gli USA sperano molto nel loro nuovo presidente ma non sono in ritardo di un'abolizione? l'esempio di Lincoln può essere utile per abolire la sovranità del denaro e di Wall Street? un solo uomo può -il portare due abolizioni: fare uscire le minoranze dei ghetti, superare i gated communities e la balkanisation della società americana pur facendo uscire il suo paese ed i paesi industrializzati del capitalismo più incontrollabile, nazionalizzando immediatamente Wal Mart ad esempio, senza dimenticare Monsanto ed alcune altre figure neo liberali?

 Aspettare! aspettare! soprattutto in Francia dove abbiamo almeno due mille anni di storia a riprendere cominciando per correggere gli errori di 1789 che hanno permesso al funzionamento del centralismo della monarchia assoluta di esistere nel centralismo repubblicano parigino! Per un poeta e probabilmente al contrario di un buon numero di filosofi, l'azione precede il pensiero, almeno il pensiero che porta una conoscenza globale che riunisce le due fonti di conoscenza possibile per un essere umano. La vita di un essere umano non è di essere esclusa da un sistema di potere politico economico e sociale dai dirigenti di questo sistema! C'è un'oppressione ingiustificabile ed intollerabile. Di fronte a quest'ingiustizie, la risposta si trova per un francese nei primi due articoli della dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino di 1789: l'articolo 2 riconosce il diritto fondamentale alla resistenza contro l'oppressione. In quest'oppressione, c'ha stato la tirannia della monarchia assoluta e sempre presente nel funzionamento delle istituzioni repubblicane, la tirannia delle dittature che hanno conquistato temporaneamente la Francia. Sono oppressioni militari e poliziesche, despotiques. Le conseguenze delle crisi del capitalismo e del liberalismo fanno sorgere da 1830 delle oppressioni politiche, economiche e sociali. Il dovere di un cittadino francese è di combatterli anche. Ha il diritto di resistere a quest'oppressioni per ricacciare fuori del paese le teorie del capitalismo e della sua facciata neo liberale. Questo diritto alla resistenza contro l'oppressione non è uno degli errori di 1789 che intendiamo correggere, il lettore di fileane.com lo sa molto bene come sa quella che vogliamo correggere e che i nostri dirigenti politici non vogliono sapere. La conoscenza è là! A di sceglierli, sono una questione della vita!

  

LA DISOCCUPAZIONE 

La storia delle ricchezze e della loro proprietà, attraverso l'umanità e nella storia della Francia

La crisi finanziaria 2007 2008

Il paternalismo fonte della crisi francese del lavoro

 

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