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Il poeta di fronte all'impostura economica

 

Non è la prima volta che utilizziamo la parola “impostura„. Quando eravamo studente, abbiamo preso il partito di tagliare il nodo delle favole che ci assegnano a residenza e le trattano in questo sistema di potere, noi sapevamo tutto il peso delle menzogne, dei cinismi e delle ipocrisie che sono di fronte a noi. Non siamo soli, certamente non ma questa crisi finanziaria ed economica, la questa guerra economica dal 2007 ha rivelato le manovre, i dogmi, le menzogne, il cinismo dei nostri avversari. Nel gennaio 2011, nel discorso del poeta alle Glières, abbiamo dato il capo, designato i nostri nemici: i vincitori della seconda guerra mondiale. Vincitori poiché sono loro che lo hanno voluto, come la prima del 1914-1918; sono loro che hanno armato i nazisti dopo avere finanziato e trascinato la banda a Trotsky nel gennaio 1917 nei locali del Sandard Oil di Rockefeller nei pressi di New York in previsione delle guerre che andavano arricchirle favolosamente quando sovietici e nazisti finirebbero per sé entretuer di lasciare posto ad un governo mondiale dell'oligarchia finanziaria che proclamerà che è il solo capace di evitare le guerre mondiali garantendo lo sviluppo economico di tutti i popoli attraverso il libero scambio e le teorie di Ricardo, di Malthus ed altre. L'8 febbraio 2010, in un ristorante di New York, i 5 dirigenti di hedges funds sui consigli ed informazioni delle banche, in particolare di Goldman Sachs, si mettono d ` accordo per speculare contro l'euro attaccandosi in primo contro la Grecia ed il suo debito pubblico che fanno esplodere attraverso l'aumento sragionato dei tassi d'interessi che si applicano ai prestiti degli stati europei. Queste manovre sono seguite giorno per giorno, particolarmente durante l'autunno 2011 quindi nel 2012 quando gli stati dell'Unione europea decidono di rafforzare la gestione della loro moneta unica con trattati che instaurano un nuovo potere centrale tecnocratico finanziario privato sui governi ed i popoli.

Accanto a questa guerra finanziaria ed a questa dittatura dei fondi per gli investimenti e delle banche centrali private, alcuni economisti danno anche della voce e della piuma per denunciare ed aggiornare l'impostura economica che governa il liberalismo e la sua dottrina del libero scambio, della libertà necessaria dei mercati alla quale i popoli devono piegarsi in un'offerta liberamente consentita, possibilmente, visto che non ha altre alternative secondo questi impostori e come lo dichiarava con la superbia insolenza ignorante e dell'ostinazione ingenua e stupida colpevole, la signora Thatcher a Londra negli anni 1980: la società non esiste, ci sono soltanto i mercati, dunque non ci sono alternative al liberalismo economico. All'inizio del marzo 2012, è uscita la traduzione francese del libro dell'economista Erik S. Reinert: “Come i paesi ricchi sono diventati ricchi. Perché i paesi poveri restano poveri„, pubblicata nelle edizioni della roccia. L'autore li gratifica di una presentazione illuminata della storia dell'economia, le due scuole, e soprattutto mette in evidenza il processo di creazione di ricchezze, il cerchio virtuoso dei rendimenti crescenti e il circolo vizioso dei rendimenti decrescenti che lascia i paesi nella povertà. La storia degli autori e dei fatti economici mostra che dall'antichità, alcuni sapevano come sviluppare una città, una regione, un paese come altri hanno saputo tuffare e mantenere popoli nella povertà, soprattutto attraverso il colonialismo ed i rendimenti decrescenti. Utilizzeremo questo libro per consolidare la nostra posizione su fileane.com. Qui non prenderemo in considerazione la storia del pensiero economico né la dimostrazione che spiega come le istituzioni di Washington, FMI e Banca mondiale, ha saputo désindustrialiser paesi come la Mongolia, il Perù per renderli poveri. Alcuni rifiutarono questa dottrina del libero scambio di Ricardo e sono sfuggiti alla povertà, troviamo gli esempi dell'argentina, dell'Irlanda e soprattutto i paesi asiatici, Corea del Sud, Giappone e Cina. È un elemento importante dell'impostura verso i paesi poveri: paesi ricchi abbiamo sviluppato la nostra industria grazie al protezionismo ma voi, i paesi poveri, vi proibiamo il protezionismo e tanto peggio se non potete industrializzarsi. Questi paesi poveri devono dunque fare poiché hanno fatto i paesi ricchi ma soprattutto non adottare i discorsi attuali di questi ultimi. Il secondo elemento dell'impostura riguarda il controllo del processo di creazione delle ricchezze con i rendimenti crescenti. I dirigenti dei sistemi di potere economico lo hanno sempre conosciuto dall'antichità ma in funzione dei loro interessi particolari, la hanno proibita o trattato, sistemato a varie riprese e questo si è sempre concluso con periodi di miseria e di sommossa della miseria. Ma, li nascondono che siamo oggi in tale periodo di crisi e di ritorno della povertà precisamente perché hanno scelto di utilizzare queste dottrine liberali contrarie al cerchio virtuoso della crescita, per difendere le loro entrate e le loro ricchezze personali sacrificando ancora una volta il bene comune. Tratteniamo il cuore dell'opinione di Reinert in questo libro: il processo di creazione di ricchezze che è riuscito ieri in città organizzate in reti, in sistemi di potere e che utilizzeremo domani nello sviluppo delle reti di vita.

Il nostro lettore conosce le nostre opinioni sul tempo delle cattedrali, questo periodo fiorente in Europa tra 1100 e 1307. La filiazione tra i cavalieri templiers, i monaci benedittini, il movimento cénobite dall'anno 500 al monte Cassin e la filiazione, la relazione diretta tra il monte Cassin e la preservazione degli insegnamenti e della conoscenza di Dendérah e di Eleusis, non soffrono alcuna contestazione. Il contenuto di questa conoscenza salvaguardata dei tempi egiziani è stato combattuto dal papato poiché viene a contraddire i dogmi della chiesa romana e soprattutto, mette in valore la fonte iniziatica, il passo spiritoso che si oppone alla volontà théocratique dei dirigenti dei sistemi di poteri religiosi, in primo luogo del sistema di potere théocratique cristiano come in secondo luogo dei poteri théocratiques musulmani e delle altre teocrazie religiose che proibiscono il passo individuale spiritoso. Il libro di Reinert pubblicato nel 2007 a Londra si basa sulla storia dell'economia per confrontare le teorie e le situazioni reali che dimostrano come alcuni paesi, alcune città si sono arricchiti e si sono sviluppati mentre altre sono restate povere o sono condannate oggi a restare povere dal paese ricco. Fino ad oggi su fileane.com, abbiamo mostrato il funzionamento delle organizzazioni in reti su un piano “giuridico„ ed istituzionale: il principio di sussidiarietà, l'alleanza degli opposti, la democrazia locale partecipe, la capitalizzazione dei diritti sociali indissociabile della capitalizzazione delle azioni commerciali e tuttavia vietata e tabù. Con il libro di Reinert, abbiamo le basi economiche che vengono a completare le basi istituzionali: come si costruisce il cerchio virtuoso della crescita economica, come si sono sviluppate le città e le campagne, quindi i paesi industrializzati, come funziona il circolo vizioso della povertà e dell'assenza di crescita economica. Reinert parte dagli esempi e delle teorie dal 1400 circa, mira soprattutto agli autori e realizzazioni del Rinascimento quindi del secolo delle luci fino ad oggi. Scrive che questo cerchio virtuoso della crescita esisteva già nell'antichità ma questo autore non prende il cammino dell'Egitto e di Dendérah (probabilmente che nessun editore lo avrebbe seguito su questo cammino tuttavia così eccellente, almeno per un poeta).

Reinert distingue due concezioni dell'essere umana alla base delle scienze economiche, due visioni dell'umanità che si riassumono nelle dichiarazioni di Adam Smith e quelle di Abraham Lincoln.

Riprendiamo gli estratti seguenti di questo libro:

Le differenze tra le due teorie dell'economia sono profonde, e sono il risultato di due idee opposte delle caratteristiche più fondamentali dell'uomo, e dell'attività più fondamentale dell'uomo. Adam Smith e Abraham Lincoln ha accuratamente definito questi due punti di vista diversi dalla natura umana e le teorie economiche che ne derivano.

 La teoria fondata sul baratto è stata esposta nelle Richesses delle Nations di Adam Smith:

La divisione del lavoro deriva da una tendenza della natura umana… a caricare, cambiare e scambiare una cosa per un'altra… è comune a tutti gli uomini, e non trova ad alcuna altra specie animale che non sembra conoscere né questo né nessuna altra specie di contratti… Nessuno ha mai visto un cane scambiare equamente e volontariamente un'osso con un altro cane.

Lincoln ha descritto la sua teoria fondata sulla produzione e l'innovazione in un discorso della campagna elettorale di 1860:

I castori costruiscono case, ma non le costruiscono né differentemente né meglio, questo quasi da cinque mille anni… L'uomo non è il solo animale che lavora, ma è il solo che migliora il suo lavoro. Questi miglioramenti, li effettua con scoperte ed invenzioni.

Queste due visioni diverse dalle caratteristiche economiche fondamentali degli esseri umani conducono a teorici economici e proposte di politica economica completamento divergenti. Adam Smith parla bene di invenzioni, ma vengono del resto, al di fuori del sistema economico (sono esogene), esse sono libere (informazione perfetta) ed hanno tendenza su tutte le società e tutte le persone simultaneamente. Allo stesso modo, le innovazioni e le nuove tecnologie sono create automaticamente e gratuitamente da una mano invisibile che, nell'ideologia economica attuale, si chiama “il mercato„.

Le due teorie enunciavano due origini molto diverse per l'umanità: sia, per quella di Abraham Lincoln, all'inizio c'erano relazioni sociali mentre per Adam Smith, all'inizio, c'erano i mercati….Il punto di vista di Smith, nella tradizione inglese conduce ad un'economia di baratto edonistico e ad un sistema di valore e d'incitamento. La crescita economica tende a essere considerata come un'aggiunta meccanica del capitale al lavoro. Nella tradizione continentale, la benzina dell'essere umano è uno spirito potenzialmente nobile, con un cervello attivo che costantemente registra e classifica il mondo attorno a lui, secondo gli schemi definiti. L'economia è allora centrata sulla produzione piuttosto che sul baratto, e sulla produzione, l'assimilazione e la divulgazione delle conoscenze e delle innovazioni. La forza motrice di quest'economia non è il capitale in sé ma lo spirito umano e la volontà. La prima vista dell'umanità rende possibile una teoria economica statico, semplice, calcolabile e quantificabile. Il secondo punto di vista, molto più complesso, ha anche bisogno di una teoria molto più complessa e dinamica, di cui il centro non può ridursi a cifre ed a simboli. È importante notare che “la saggezza ortodossa„, in una teoria può essere considerata sotto un giorno interamente diverso nell'altra teoria. Per Jeremy Bentham, “la curiosità„ era una cattiva pratica; per Thorstein Veblen nel 1898, “la curiosità libera„ diventava il meccanismo con il quale la società umana accumula conoscenze.

A seguito di Adam Smith, quattro dei concetti importanti per comprendere lo sviluppo economico sono stati allontanati dal modello dominante:

La prima volta su che una teoria di tipo “baratto e scambio„ ha prevalso, fu con i physiocrates in Francia, negli anni 1760. La seconda volta fu durante gli anni 1840. Soprattutto per fornire ai suoi operai d'industria del pane economico, l'Inghilterra fermò di proteggere la sua agricoltura con barriere tariffarie e, allo stesso tempo, cercò di indurre altri paesi a fare la stessa cosa con la loro industria. Si pensava allora che la crescita delle disuguaglianze sociali - e questo durante un secolo, sarà stato chiamato “la questione sociale„ - scompare appena sarebbero eliminate tutte le restrizioni sull'economia. Alla fine, ciò ha comportato disordini sociali molto più gravi. Il Stato assistenziale moderna si è costruito passo per passo a partire da questo caos.

In termini di politica economica, nessun periodo storico somiglia altrettanto agli anni 1990 soltanto gli anni 1840. I due periodi sono caratterizzati da un ottimismo immenso e irrazionale basato su una rivoluzione tecnologica. Nel 1840 l'età del vapore era in piena espansione. Nel 1971, Intel sviluppò il suo primo microprocessore e, negli anni 1990, un nuovo paradigma tecno economico si spiegava nuovamente. Tali paradigmi, fondati sui buoni della produttività di settori specifici, portano in loro salti possibili quantici di sviluppo. Ma portano anche in loro una frenesia speculativa e di numerosi progetti e pratiche che voglia che le industrie normali si comportano come industrie nel cuore di questo paradigma. (pagina 188) in occasione di questi due periodi, sono state incoraggiate da un mercato borsistico euforico che voleva fermamente credere che ciò potesse essere reale - e per molto tempo, fu reale - semplicemente perché sufficientemente persone vi credevano. Ma la maggior parte dei casi non si è conclusa modo felice. (pagina 189).

Fine degli estratti del libro di Reinert.

Inutile di precisare che questo raffronto tra i cani o i castori e l'essere umano resta molto terra terra e che siamo molto lontano dalla visione che il poeta riporta su terra dai suoi dialoghi del cuore per il cuore ed il suo confronto con i misteri della vita. Naturalmente, la visione di Lincoln è nel filo diritto della concezione intelligente e viva dell'essere umano che esiste dalle origini dell'umanità ed è molto vicina a quella che sviluppiamo nell'organizzazione delle reti di vita. Manca innegabilmente un pezzo d'avanzamento spiritoso ma questo limite non è spiacevole per noi poiché l'orientamento è il buono… e che chiedere di più ad un economista che nel suo libro compie molto sforzo per restare comprensibile dei diversi economisti ortodossi che cerca più di convincere di un poeta già convinto dalla notte dei tempi!

Molto più della questione di visione dell'essere umano, troviamo nel libro di Reinert, la spiegazione economica chiara e netta del processo della crescita virtuosa verso lo sviluppo economico. Questo meccanismo ci mancava mentre stiamo redigendo nella quarta parte, il funzionamento delle reti ed in particolare ora il funzionamento delle reti di produzione di beni e servizi indispensabili alla sopravvivenza quindi il funzionamento della realizzazione delle opere che alzano il tenore di vita. Questo libro cade ripido e ci toglie una difficoltà grave per rendere le nostre opinioni chiare e nette, limpide così sul campo economico. Sapevamo che dovevamo esprimere altre opinioni che quelli tenuti dagli economisti ortodossi che difendono il dogma del liberalismo economico sul quale si basa il sistema di potere del capitalismo. Prendevamo come base delle nostre opinioni lo sviluppo delle città libere al tempo delle cattedrali, l'esempio del Décapole di Alsazia dopo del 1354 cioè quasi cinquanta anni dopo la distruzione dell'ordine del tempio. Sapevamo che quest'esempi comprendono la soluzione tecnica, il processo di sviluppo economico che vogliamo attualizzare nell'organizzazione delle reti di vita, una volta lasciati i nostri sistemi di poteri. Con questo libro di Reinert, abbiamo questo processo e sappiamo quando e come è stato utilizzato, come e quando i dirigenti dei sistemi di potere hanno proibito questo processo di sviluppo per imporre altre teorie per proteggere le loro ricchezze personali ed i loro poteri politici.

Reinert pone la distinzione fondamentale che tutte le attività economiche non si valgono di creare ricchezze. Alcune attività contengono più intelligenza che altri ed alcune situazioni portano guadagni di produttività e sinergie che altre non avranno mai. Dobbiamo dunque scegliere le buone attività e le buone situazioni di garantire lo sviluppo delle ricchezze nelle nostre organizzazioni in sistema o in reti.

Estratti del libro:

Da un tempo immemorabile, la maggioranza degli abitanti della terra vive semplicemente, in una povertà relativa, ed in un equilibrio spesso fragile tra la dimensione della popolazione e delle risorse disponibili. Come lo esprimeva Alfred Marshall, uno dei fondatori dell'economia neoclassico, tutte le migrazioni nella storia è stato creato da una diminuzione dei rendimenti: una densità di popolazione crescente controbilanciata da una disponibilità delle risorse naturali ed una tecnologia invariata. Questo meccanismo è descritto nella bibbia a proposito delle tribù di Israele che hanno dovuto separarsi poiché se la rintana non poteva portarle per rimanere insieme. In tale mondo, la ricchezza e la povertà si collegavano ad un gioco a somma nulla; la ricchezza era principalmente acquisita tramite beni già esistenti che cambiano proprietario. Questa visione del mondo è stata codificata da Aristotele. Alla fine del Rinascimento si produce un cambiamento di mentalità: numerosi fattori si combinarono per causare la scomparsa progressiva del gioco a somma nulla come visione del mondo dominante per nello stesso tempo introdurre un elemento di progresso oltre alla natura ciclica della storia. (pagina 206).

La visione del mondo di Aristotele, come un gioco a somma nulla, ha lentamente fatto posto alla comprensione crescente che nuova ricchezza poteva essere creata - e non soltanto la conquistata - grazie all'innovazione ed alla creatività. (pagina 208).

“Verso XIIIe secolo, Florentins, Pisans., Amalfitains, i veneziani e Génois hanno iniziato ad adottare una politica diversa per aumentare la loro ricchezza e la loro potenza, che ha osservata che le scienze, la cultura della terra, l'applicazione delle arti e dell'industria, come pure l'introduzione del commercio estensivo, potevano permettere loro di generare una popolazione importante, soddisfare i loro bisogni innumerevoli, mantenere un alto livello di lusso ed acquisire ricchezze immense, senza dovere conquistare nuovi territori. „ Sebastiano Franci, riformatore delle luci milanesi, 1764. (pagina 205)

Molto presto, è stato chiaramente, per la gente, che la maggior parte delle ricchezze si trovava nelle città, ed in particolare in alcune città. Le città riparavano cittadini liberi; alla campagna, la gente era generalmente servi che appartenevano alla terra ed al signore locale. A partire da quest'osservazioni, indagini sono state condotte per riuscire a comprendere quali fattori rendevano le città a questo punto più ricco della campagna. Poco a poco, la ricchezza delle città è stata percepita come il risultato di sinergie: gente che viene da numerosi e diversi commerci e professioni e che forma una Comunità. L'erudito Florentin ed uomini di Stato, Brunetto Latini (1220 - 1294) ha descritto questa sinergia come “egli ben comune„, cioè aprire “il bene comune„. La maggior parte dei primi economisti, i mercantilistes ed i loro omologhi tedeschi - i caméralistes - ha utilizzato queste sinergie come elemento fondamentale per comprendere la ricchezza e la povertà. È il bene comune che rende le città grandi, ripete Nicolas Machiavel (1469 - 1527), quasi 300 anni dopo Brunetto Latini. (pagina 207)

Tramite questa comprensione sociale della ricchezza che può essere compresa soltanto come un fenomeno collettivo, il rinascimento ha riscoperto e sottolineato l'importanza e la creatività dell'individuo. Se non si tiene conto di queste due prospettive - il bene comune ed il ruolo dell'individuo - non si può comprendere né la visione della società al Rinascimento né il fenomeno di crescita economica. (pagina 207).

Fine degli estratti del libro di Reinert.

Siamo bene al XIIIème secolo, questo secolo fiorente organizzato attorno agli ordini monastici e cavalieri che hanno sparso la conoscenza e la hanno difesa contro i re ed i papi. Abbiamo mostrato il ruolo della complementarietà discendente svolto da questa conoscenza salvata da Dendérah e l'Egitto da parte di Jean, Antoine, Pacôme quindi in 500 da parte di Bernard de Nurcie, conoscenza che fu trasferita a Cluny negli anni 900 per essere messa al riparo dalle minacce dei papi di Roma. Il processo del cerchio virtuoso dello sviluppo economico è una lezione sempre magistrale di gestione delle organizzazioni: raccogliere gente informata e formata in lavori multipli per creare un progetto comune: una città libera, liberata dal sistema di potere dominante, ieri il sistema feudale, oggi il sistema capitalista liberale. Il progetto comune: ieri una città libera, oggi le nostre reti cittadini di vita. Questo gruppo svilupperà sinergie. I rendimenti crescenti si basano sull'effetto d'apprendistato (l'aumento delle competenze, fonte sempre possibile di guadagni di produttività), le economie di scala che provengono dalle innovazioni nella produzione per economizzare le quantità di fattori di produzione e soprattutto del commercio a lunga distanza capace di portare nuovi clienti soprattutto quando questo commercio è difeso con mezzi militari. Le flotte di commercio protetta dalle marine militari sono state così gli strumenti dello sviluppo delle ricchezze dei primi paesi ricchi come lo era la flotta dell'ordine del tempio che vendeva con le Americhe bene prima del 1492. Le sinergie vengono in seguito a rafforzare questo processo di ricchezze fondato alla partenza sulla conoscenza, lo sviluppo delle conoscenze. I rendimenti decrescenti sono esattamente il contrario e si applicano soprattutto all'agricoltura: rendimenti decrescenti estensivi quando si tratta di utilizzare sempre più terre per nutrire una popolazione o il bestiame. Rendimenti decrescenti intensivi quando occorre sempre più lavoro per coltivare una terra o che se li rintanino non bastano più a nutrire una popolazione sempre più grande senza trovare la sinergia inferiore.

Riprendiamo qui una definizione della nozione di sinergia: la sinergia riflette generalmente un fenomeno con il quale molti attori, fattori o influenze che agiscono insieme creano un effetto più grande della somma degli effetti attesi se avessero operato indipendentemente, o creano un effetto che ciascuno di loro non avrebbe potuto ottenere agendo isolatamente. Nella lingua corrente, la parola connoté positivamente, ed è utilizzato per designare un risultato più favorevole quando molti elementi di un sistema o di un'organizzazione agiscono di concerto. Più prosaicamente, c'è sinergia positiva quando il risultato di un'azione o di un elemento è superiore alla somma dei risultati delle parti. Questo è riassunto molto semplicemente dall'aforisma uno ed uno fa tre. I lavoratori dei campi, i servi sono formati alla partenza dai monaci dell'abbazia. Diventano maniscalchi, muratori, carpentieri, musicisti, medici, pescatori, tessitori, ecc. insieme costruiranno la città ed i suoi rifugi, le sue fortificazioni. Quando un signore feudale vuole venire a recuperare alcune famiglie che hanno abbandonato la sua terra, anche con una cinquantina di uomini di armi, egli deve fermarsi dinanzi ai muri della città e se questo signore insiste, sono migliaia di uomini in armi che montano sui rifugi o faranno un'uscita per cacciarlo. Questa nuova relazione di forze è anche il risultato di una sinergia sviluppata nel quadro della nuova città libera. Questa potenza tanto economica, culturale che politica cementa questo bene comune, questa proprietà comune alla Comunità urbana. Ma il processo dello sviluppo non si limita alla città.

Come Reinert lo mostra, c'è complementarità tra lo sviluppo della città e della campagna vicina alla città. I cittadini per nutrirsi utilizzeranno i loro redditi di artigiani, commercianti, funzionari, artisti, i professori per comperare i raccolti dei contadini ai dintorni. I contadini produrranno più, realizzeranno economie di scale e con l'aiuto degli artigiani della città, perfezioneranno i loro attrezzi, i loro metodi agricoli. I raccolti saranno messi al riparo in soffitte dietro i rifugi, nel recinto delle abbazie. I monaci che fanno desiderio di povertà, garantiscono la divisione equa delle riserve in occasione delle penurie o dei periodi di cattivi raccolti. La fiducia si sviluppa ovunque e le eccedenze sono oggetto di commercio con le città vicine. La constatazione è semplice durante questo periodo storico: la complementarità città-campagna fa sorgere lo sviluppo locale. Una campagna che non ha a prossimità una città resta povera. Una città costruita senza terreni agricoli si svilupperà poiché le ricchezze che crea gli permetteranno di sviluppare l'agricoltura nella regione vicina. Gli esempi sono conosciuti: Venezia, i porti italiani, le città dell'Olanda non hanno terreni agricoli da esse dunque esse non possono contare che sui loro artigiani, i loro marinai, i loro commercianti. Le città marittime si svilupperanno più rapidamente poiché utilizzano migliaia di artigiani, carpentieri, operai per costruire le loro flotte commerciali e di guerra. L'esempio dello sviluppo della città di Delft in Olanda è un caso di scuola: a partire dalla dimensione e dalla lucidatura del vetro per fabbricare lenticchie, la città prodotto della lunga-vista per la marina di guerra e la marina commerciale. Attira gli scienziati che mettono a punto ed utilizzano i primi microscopi. I pittori si mettono ad utilizzare la lente d'ingrandimento per realizzare tavole estremamente precise e meticolose restituendo in modo perfetto i giochi di luci, i dettagli di un ritratto come una fotografia vant l'ora. Le lenticchie servono anche agli artisti a preparare camere oscure e lanterne magiche bene prima del cinema. Commercio, armamento, scienze, artisti comportano un aumento delle conoscenze e dei redditi tutto attorno alla città.

Una lezione politica si applica: le città devono allontanare dal potere i grandi proprietari terrieri che ragionano differentemente e sono partigiani logici del conservatorismo e tradizioni ancestrali ed i cui interessi particolari minacciano gli interessi delle città. La gestione della proprietà comune, del bene comune in una città è una lezione di democrazia locale partecipe come precedentemente nelle città greche o egiziane. Nulla a vedere con il potere dispotico e feudale del signore della terra. Firenze, situata in una regione agricola, proibirà l'accesso al potere dei proprietari terrieri e saranno i commercianti, gli artigiani, gli artisti che gestiranno lo sviluppo della città. La ricerca dell'innovazione, l'esercizio della creatività passa per il principio della complementarietà insegnato dai monaci e che troverà la sua applicazione la più visibile ancora oggi nei piani delle costruzioni delle cattedrali, una volta che lo sviluppo delle città permetterà un'eccedenza di lavoratori che occorrerà occupare nella realizzazione di opere su molte generazioni.

Questa logica, questo meccanismo di sviluppo si riprodurrà alla partenza dell'industrializzazione dei paesi.

Estratti del libero di Reinert con il nostro riassunto e nuova formulazione:

Il vantaggio concorrenziale in gestione procura temporaneamente entrate, un'eccedenza di vantaggi rispetto agli altri, cosa che garantisce un posto di capo su un mercato. La minoranza di città-Stato più ricche, a Venezia ed in Olanda, possedeva una posizione dominante sul mercato in tre settori: in economia, beneficiavano di entrate che generavano vantaggi crescenti capaci di sopportare veri salari ed imposte importanti per finanziare la loro struttura statale (polizia, esercito, giustizia, insegnamento). Queste città-stato avevano un settore industriale ed artigianale molto ampio e differenziato che controllava un importante mercato di materie prime: il sale a Venezia, il pesce in Olanda. Infine queste città-stato hanno sviluppato un commercio estero molto proficuo. (Venezia fu a lungo la capitale del commercio degli schiavi tra l'Asia ed il Medio Oriente “grande consumatore di schiavi„ (anche se verso 600, il messaggero profeta Mohammed riacquistasse gli schiavi attorno a lui per affrancarli), ndrl). Le città dell'Olanda vendevano a partire dalla loro produzione manifatturiera nel tessile, la dimensione delle pietre preziose, le lenticchie di vetro e l'aringa salata e marinata… La ricchezza creata era protetta dietro barriere solide all'entrata sul mercato. Queste barriere all'entrata erano conoscenze superiori, tecniche di fabbricazione e soprattutto l'utilizzo di sinergie potenti attraverso attività manifatturiere differenziate. Questa produzione era sostenuta da economie di scale ottenute grazie al commercio rassicurato dalla potenza militare. Dopo del 1485, l'Inghilterra imitò la struttura delle entrate triple create dalle città-Stato dell'Europa. Tramite un intervento economico molto autorevole, l'Inghilterra creò il suo sistema di entrate triple: l'industria manifatturiera, il commercio a lunga distanza ed entrate di materia prima basata sulla lana. Il successo dell'Inghilterra andava finalmente condurre alla morte delle città-Stato ed allo sviluppo degli stati nazione, le sinergie essendo trovate nelle città-stato estese ad una più ampia zona geografica. (pagina 214).

Fine dell'estratto del libro di Reinert.

In Inghilterra dopo del 1485, l'assolutismo reale e la gestione assoluta hanno sostituito l'organizzazione in rete difesa dall'ordine del tempio ed il tentativo di restauro del tempo delle cattedrali da parte di Giovanna d'Arco è stato allontanato e distrutto dal papato ed il re della Francia combinato per la circostanza con le truppe inglesi. Non è più importante. L'essenziale è che il processo virtuoso di sviluppo funziona. La flotta templière faceva il commercio a lunga distanza con le Americhe: gli indiani iroquois al nord, il Messico e le Ande al centro ed al sud. Le entrate dell'ordine del tempio a livello delle materie prime si basavano sulla gestione del 90% delle proprietà fondiarie del suolo della Francia, cosa che rovinò il re della Francia che non aveva soltanto il 10% delle terre per vivere e pagare un esercito inevitabilmente poco importante. È stato necessario i crimini di Philippe il bel da ottobre 1307 per distruggere i templiers, l'organizzazione in reti della Francia e fondare l'assolutismo reale. Il sistema di potere industriale resterà su questo meccanismo, questo processo di creazione di ricchezze tranne che in questo sistema, in questo processo, l'interesse comune, il bene comune, la proprietà comune gestita dai monaci e difesa dai templiers, sarà vietata e scomparirà. Restaurare il bene comune, la proprietà comune nel processo di creazione di ricchezze e di sviluppo politico, economico e sociale rappresenta una delle missioni fondamentali del movimento espresso su fileane.com.

Di conseguenza, la storia dello sviluppo industriale nel sistema di potere capitalista si può riassumere chiaramente e brevemente attraverso i mezzi attuati dai proprietari dei capitali investiti nelle fabbriche ed il commercio. I paesi dell'Europa hanno capito che dovevano sviluppare un'industria differenziata e per garantire la fiducia degli investitori nel capitale delle società industriali, i poteri pubblici hanno protetto la loro industria nascente con barriere doganali. Lo scopo originale era di saturare il mercato interno di beni materiali prodotti in massa per superare la miseria (punto di vista degli stati) e per raggiungere una dimensione critica per potere realizzare economie di scala su altri mercati (punto di vista dei capitalisti). Quando il mercato interno fu saturato, la soluzione del colonialismo riguardo ai paesi che fornivano le materie prime si impose. La spiegazione diventa limpida attraverso il libro di Reinert: il colonialismo è l'estensione internazionale del protezionismo che gli stati hanno predisposto per proteggere le loro industrie ed utilizzare il cerchio virtuoso della crescita economica. Dunque, il colonialismo osta a che i paesi esportatori di materie prime si industrializzino. Ovviamente poiché altrimenti, imparablement e logicamente questi paesi verrebbero a rovinare o almeno rallentare lo sviluppo dei paesi industrializzati in primo. Ci furono pochi paesi che si opposero a questo colonialismo. Il primo e più importante fu gli Stati Uniti d'America che si rivoltarono contro il colonialismo inglese alla fine del xviiio secolo. Fin dagli anni 1800, gli USA svilupparono la loro industria secondo il processo ben noto ed utilizzando ovviamente il protezionismo per favorire la loro giovane economia. Il divieto fatto ai paesi colonizzati di industrializzarsi lascia inevitabilmente nella non industrializzazione, cioè apertamente nella povertà ed il non sviluppo economico. 

Un'ultima prova dell'efficacia temibile di questo metodo risale al 1945 quando con il piano Morgenthau deciso dagli inglesi ed i conservatori americani, si è trattato di impoverire durevolmente la Germania a titolo di sanzione di guerra. Gli alleati occidentali come sovietici cominciarono per distruggere e recuperare le macchine delle fabbriche tedesche per trasformare la Germania in un paese principalmente agricolo con rendimenti decrescenti. Da 1947, i risultati furono disastrosi e c'erano 25 milioni di tedeschi in troppo rispetto alle capacità agricole del paese allora. Prima anche di di prevedere la loro morte di fame come Stalin la avevano fatta per quattro milioni di ucraini nel 1930 attraverso la sua riforma agraria per collettivizzare le terre, i dirigenti anglosassone hanno capito che questi tedeschi andavano preferire raggiungere la Germania Est che fungeva allora da finestra del comunismo di fronte all'occidente. Molto rapidamente il piano Marshall dal 1947, andava réindustrialiser tutti i paesi limitrofi del blocco sovietico per svilupparli per potere ricambiare la minaccia dell'Unione sovietica. Questo piano Marshall non fece che riprendere le entrate del passato e che gli USA avevano anche adottato dopo la loro indipendenza. La costruzione del mercato comune europeo riposa sulla stessa base, quello dei rendimenti crescenti. “Il mercato comune è stato presentato agli elettori sul postulato di rendimenti crescenti che aumenterebbero la ricchezza (relazione Cecchini, 1988)„ (pagina 171). Di conseguenza, diventa ovvio che lo sviluppo di una struttura centrale a Bruxelles che funge da relè alla dottrina liberale del libero scambio può essere soltanto in contraddizione con le radici europee e rende impossibile il completamento della costruzione europea, costruzione europea il cui completamento può bene realizzarsi meglio attraverso organizzazioni in reti riunite in confederazione. Resta che oggi il colonialismo neo osta a che sempre i paesi poveri esportatori di materie prime si industrializzino per svilupparsi. La sola differenza con il passato, sono che questa politica è camuffata, nascosta sotto le teorie del libero scambio e del liberalismo economico.

Il libro di Reinert rappresenta un contributo notevole a questa démystification del libero scambio e ad una condanna implacabile delle teorie ortodosse sviluppate soprattutto da Adam Smith e David Ricardo mentre un'altra scuola difesa soprattutto da Schumpeter e Keynes prosegue la visione dell'essere umano intelligente, innovatore e creatore che non deve essere predominato dal capitale e calcoli matematici astratti che fondono delle teorie e dei modelli che non tengono assolutamente conto delle realtà ed ancora meno delle esperienze e delle lezioni della storia. Abbiamo visto che sono i periodi rari di grandi cambiamenti tecnologici che offrono agli speculatori di qualsiasi bordo una credenza illimitata nelle forze dei mercati. Il loro credo soltanto è troppo conosciuto: tutti devono potere liberamente utilizzare queste nuove tecnologie per arricchirsi su nuovi mercati che per svilupparsi non devono incontrare alcun ostacolo, particolarmente quelli legati al finanziamento degli stati e delle loro politiche sociali. Ogni volta la storia dimostra il fallimento di queste politiche liberali e le rivoluzioni che seguirono questi anni di sviluppo rapido e scandaloso della miseria sociale. Le rivoluzioni di 1789, di 1848 furono le conseguenze di quest'errori economici monumentali. Le guerre da 1870 al 1945 succederono a queste rivoluzioni come se i dirigenti dell'oligarchia finanziaria anglosassone avessero capito che valevano meglio organizzare essi stessi i disastri umani per tirare profitto piuttosto che vedere una rivoluzione operaia finalmente male girata per i loro interessi privati. La fine della guerra fredda e la rivoluzione tecnologia dell'informatica e delle telecomunicazioni sono due eventi importanti che spiegano questa credenza sfrenata e sconsigliabile nel successo degli affari e l'arrivo di un governo mondiale stabilito dalle potenze finanziarie dell'oligarchia dirigente. La speculazione contro l'euro dal febbraio 2010 è stata rallentata dagli acquisti di euro della banca centrale cinese ma non è sufficiente ad evitare alla minaccia un aggravarsi della crisi finanziaria e dell'utilizzo delle politiche di austerità e d'impoverimento delle popolazioni occidentali.

Per uscire da questa crisi ed eliminare questo sistema di potere finanziario, per lasciare il capitalismo, il cammino si illumina e si precisa: il processo di sviluppo economico è sempre lo stesso, suppone innovazione, competenze, guadagni di produttività, creatività, sinergie tra le attività economiche. Affinché le popolazioni aderiscano a questo progetto di sviluppo, la Comunità deve condividere un bene comune, una proprietà comune. Allora l'uscita dei nostri sistemi di potere e lo sviluppo delle organizzazioni in reti di vita non ha più bisogno di una visione ortodossa o eterodossa. Reinert può appendersi agli scritti di Friederich Liste (1789-1846):

Estratti del libro di Reinert:

È per questo che i difensori più entusiasti dell'industrializzazione (per la protezione tariffaria) come Friedrich List (1789-1846), erano anche i difensori più entusiasti del libero scambio della globalizzazione, una volta che tutti i paesi saranno industrializzati. Fin dagli anni 1840, Friedrich List formulò un reddito “della buona globalizzazione„: se il libero scambio si sviluppasse dopo che tutti i paesi del mondo si erano industrializzati, il libero scambio sarebbe ciò che c'è meglio di per tutti. Il solo punto di divergenza è il calendario stabilito per adottare il libero scambio e la sequenza geografica strutturale nella quale si svolge lo sviluppo verso il libero scambio (pagina 226)

Fine dell'estratto del libro di Reinert.

Sì, il miglioramento del nostro sistema economico resta possibile correggendo gli errori del libero scambio e del liberalismo, controllando i mercati finanziari e mettendo fuori di stato di nuocere l'oligarchia finanziaria ed il suo gruppo di speculatori cinici. Keynes affermava che la produzione resta nazionale per quanto possibile, questo per garantire la piena occupazione ed eliminare la disoccupazione. Keynes affermava che la valuta doveva restare imperativamente nazionale per finanziare soltanto la produzione e non fungere da mezzo di speculazione attraverso una tesaurizzazione incontrollabile da parte degli stati. Keynes segnalava che nell'anno 2000 avrebbe occorso lavorare 20 ore alle settimane perché tutti abbiano i redditi minimi per ottenere i beni e servizi indispensabili alla sopravvivenza. Invece Keynes non ha mai spiegato ciò che i cittadini potrebbero fare con il resto un orario di lavoro disponibile, in particolare nell'economia non mercantile o per utilizzare la prima fonte di sapere. Oggi il dibattito si mette a fuoco sul protezionismo intelligente: il protezionismo offensivo per difendere una giovane industria europea come quella delle tecnologie delle energie rinnovabili contro le importazioni a costi bassi della Cina. Protezionismo difensivo per proteggere l'agricoltura ed i suoi rendimenti decrescenti. Protezionismo intelligente per difendere l'economia dell'Unione europea contro le malefatte della globalizzazione e la sregolatezza dei mercati. In questo dibattito politico, Reinert riprende le opinioni di Gunnar Myrdal (premio Nobel 1974) per denunciare l'impostura:

“l'ignoranza opportunista„ si basa sul fatto che siamo aperti ad un mondo dove le ipotesi “delle scienze„ economiche sono trattate per raggiungere obiettivi politici. La tecnologia ed i rendimenti crescenti, che sono le principali fonti di potere economico, creano barriere all'entrata. Dimenticando questo, gli economisti servono gli interessi acquisiti delle nazioni che sono al potere."

Troviamo qui il limite di queste teorie economiche: i rendimenti decrescenti ed il libero scambio di Ricardo sono utili per lasciare le popolazioni nella povertà o distruggere l'industria e l'artigianato in un paese per impoverirlo. Una popolazione più povera avrà meno i mezzi per rivoltarsi poiché sarà privata soprattutto di sapere e di tecnologie. Sarà messa alla divergenza del cerchio virtuoso dei rendimenti crescenti e sarà più deboli nella relazione di forza con i paesi più ricchi. I dirigenti dell'oligarchia finanziaria utilizzano il dogma del libero scambio completamente staccato delle realtà precisamente per rompere i sistemi educativi, le formazioni, i servizi pubblici ed i servizi sanitari per indebolire una società e renderla incapace di opporsi al saccheggio dei suoi mercati con il colonialismo neo. Quando un periodo di grandi innovazioni si presenta, le ricchezze devono normalmente aumentare molto sole a causa di quest'innovazioni, dunque, come la sciabica del pescatore in mare, i dirigenti delle finanze mondiali devono armarsi per captare il più possibile queste ricchezze e dunque richiedere alle popolazioni di pagare ulteriori tasse, imposte, pagare più per i beni e servizi di consumo. Il meccanismo finanziario è semplice ed è utilizzato in modo ciclico dal xviiio secolo: le banche centrali private tirano pretesto delle innovazioni per vendere crediti ad abbondanza quindi improvvisamente, chiedono in occasione di una crisi finanziaria che hanno organizzato, il rimborso immediato di questi crediti o organizzano l'insolvibilità dei loro creditori per costringerli a vendere a prezzi bassi i beni che hanno comperato, soprattutto i beni immobili. In questi ultimi anni, questo meccanismo ha anche riguardato gli stati che si sono indebitati presso le banche centrali private e siamo nella crisi dei debiti sovrani che i cittadini devono rimborsare sacrificando il loro tenore di vita. Per l'oligarchia finanziaria anglosassone, i padroni attuali del mondo, l'utilizzo dei rendimenti decrescenti riguardo ai paesi esportatori di materie prime e l'utilizzo del libero scambio per giustificare la sregolatezza dei mercati finanziari sono i due pilastri della loro potenza nella sovranità del sistema economico capitalista.

Come lo scritto Reinert a seguito degli autori dell'altra scuola, quella dell'intelligenza e della conoscenza, i rendimenti crescenti sono infatti “una patata calda„ tra le mani dei politici. Non è difficile creare un cerchio virtuoso di creazione di ricchezze e di sviluppo, ma per una minoranza dirigente in un sistema di potere che vuole arricchirsi a scapito delle altre, la difficoltà insormontabile appare quando si tratta di distribuire le ricchezze prodotte. Come improvvisamente spiegare che le ricchezze prodotte da esseri umani ben formati, istruiti, intelligenti e creativi, capace di gestire e trovare sinergie, come spiegare che queste ricchezze prodotte in abbondanza ritornano quasi esclusivamente ad una minoranza dirigente e non al resto del gruppo sociale? È assurdo! Nessuno non può accettare tale furto, tale spoliazione delle ricchezze, eccetto se il gruppo sociale è predominato da un regime politico che legittima e nasconde questa spoliazione e mantiene la sua sovranità attraverso una relazione di forza garantisce da parte dell'esercito e mascherato attraverso il conformismo sociale verso questa sovranità di una minoranza dirigente. Abbiamo su fileane.com, mostrato la storia dei conflitti permanenti tra i sistemi di poteri e le organizzazioni in reti. Abbiamo qui una conferma del caratère paradossale tra questi due modi di organizzare una società: l'organizzazione in rete si basa sul bene comune, la proprietà comune che è la sola forma di proprietà capace di distribuire equamente le ricchezze prodotta; i sistemi di potere proibiscono questa proprietà comune per utilizzare la proprietà individuale o collettiva per accaparrarsi le ricchezze prodotte per il profitto della minoranza dirigente. Le democrazie sono il regime politico che ha permesso finora il migliore sviluppo possibile senza potere evitare lo scavo delle diseguaglianze e l'arricchimento scandaloso dei loro dirigenti. I popoli non credono più ai meriti delle democrazie e cominciano a instruirent, a scoprire la conoscenza, le conoscenze che sono nascosti loro sotto le imposture dei dirigenti dei nostri sistemi di potere. Come Reinert lo indica e lo mostra attraverso il suo libro: le conoscenze di cui abbiamo bisogno per uscire dalle nostre crisi economiche e finanziarie organizzate dall'oligarchia finanziaria, touvent nella storia, nei fatti della storia politica, economica e sociale che ci mostrano come città, popoli, nazioni si sono sviluppati. E la storia dei popoli primi, Moso, la confederazione delle nazioni iroquoises, gli indigeni delle isole Trobriands in Melanesia, quelli di Amazzonia, Himalayas non è gli ultimi da mostrarci come vivere meglio, come sviluppare la pace ed i nostri amori.

 Infatti, cosa dobbiamo guadagnare salvando questo sistema di potere economico? Possiamo infine metterci in questo sistema la proprietà comune, il bene comune che ispira così tanto fiducia e distribuisce così bene le ricchezze prodotte attraverso le sinergie dei vari lavori e delle attività umane economiche differenziate? Possiamo attendere che tutti i paesi arrivano a svilupparsi sul piano industriale per infine sapere se il modello del libero scambio può o no funzionare sul piano mondiale? Il potere capace di organizzare un'umanità più sviluppata e durevolmente in progresso passa obbligatoriamente e soltanto per la fase industriale di tutti i paesi? La visione di un economista può limitarsi a questa prospettiva per questioni di razionalità, di logica, non la visione di un poeta che utilizza le due fonti di sapere.

Redigeremo nella nostra quarta parte, la descrizione delle reti di produzione di ricchezze materiali e di servizi, la descrizione delle reti che realizzano le opere per lo sviluppo sostenibile e l'aumento del tenore di vita. Redigeremo nella quinta parte, la transizione tra l'abbandono dei nostri sistemi di potere e lo sviluppo delle reti di vita utilizzando questo processo di produzione realistiche ed efficiente messo in evidenza da Reinert, lista, Schumpeter, Keynes e tanto di altre dall'antichità. Come lista, siamo favorevoli ad una progressione ragionata e controllata in questo cambiamento di paradigma, di visione del mondo. L'industrializzazione degli stati è veramente necessaria per sviluppare reti locali di vita e garantire la democrazia diretta partecipe a livello locale. Questo suppone l'eliminazione degli oligopoli e l'eliminazione del potere sopranazionale dei gruppi mondiali di produzione, il restauro dell'azione politica dei cittadini fra tutti i paesi. Vi verremo. Ma non si tratta di restare a Keynes, raggiungere gli economisti abbattuti, indignati o loro rivoltati contro il capitalismo. Sono diventati capaci dal 2002 e questa prima volta dove abbiamo chiesto questa precisazione sul netto, di dire chiaramente ciò che vogliono? Restare in un sistema di potere: migliorare quest'ultimo o uno instaurare un altro, o lasciare i nostri sistemi di potere per l'alternativa dell'organizzazione in rete, cosa che è bene maggiormente “di un altro cannone„, un'altra scuola eterodossa di economisti più o meno seri e lucidi nella loro visione dell'essere umano. Certamente dopo del 1400, gli città-stati più ricchi si facevano concorrenza bene maggiormente che al XIIIème secolo ma non erano più in un'organizzazione in rete che garantisce una regolazione al servizio della proprietà comune. Da 1350, c'ha stato la crisi finanziaria in Europa a causa delle politiche monetarie adottate da Venezia che capitalizzava il denaro portato del Messico dai templiers e che Venezia spillava in cambio di crediti reali ai re ed ai principi, e Firenze che capitalizzava l'oro ancora disponibile attorno al Mediterraneo e la cui origine risaliva in Egitto vecchio quando bastava abbassarsi per raccogliere l'oro di Nubia. 

Reinert parla del XIIIème secolo senza parlare una sola volta dell'ordine del tempio, è vero che sul posto finanziario di Londra o nell'ufficio di un editore tanto sia poco preoccupato dallo sviluppo e la crescita della sua attività, questo tabù non è pronto di cadere e non è poeta che vuole. Ne non gli facciamo in nessun modo rimprovero, ciascuno la sua parte di lavoro e sul piano economico, il suo libro c'è molto utile, a noi altro che difendiamo questa visione di un essere umano che bene meglio soltanto i castori e le loro dighe abili di legno sui fiumi hanno saputo durante alcuni secoli costruirono le nostre cattedrali e trovare la conoscenza dei più vecchi tempi dei bordi del Nilo come la conoscenza dei tempi rannicchiati nel cuore delle più alte montagne della terra. Questa conoscenza si basa sulle nostre due fonti di conoscenze e dal momento che vogliamo utilizzare la loro complementarità, la scelta di società si impone per logica, razionalità ed evidenza: questo bene comune non è stato mai ammesso in un sistema di potere tanto egli è tale da contraddire l'esistenza di una minoranza capace di volare il lavoro del gruppo sociale, capace di legittimare il suo potere politico attraverso le imposture più grezze o le perfide, negando la storia e le esperienze del passato per compiacersi in modelli matematici irrealistici ed inumani. 

La storia non perora nel favore dei nostri dirigenti, a noi di ristabilirla e di utilizzarlo nel nostro progetto umanistico e poiché questo processo di sviluppo delle ricchezze è sempre stato lo stesso, resta sempre anche la possibilità che se amino tanto produrre ricchezze, finiscono per venire a raggiungere le nostre reti di vita, egli basterà che scoprano a loro volta il piacere della divisione perché la loro conversione sia riuscita e che queste imposture economiche scompaiono definitivamente. Su fileane.com, utilizziamo il contributo di Hannah Arendt per strutturare e dare forma all'azione. Arendt si è basato sull'organizzazione citata delle greche, esse stessi copiati sul funzionamento delle città del bordo del Nilo per mettere in evidenza i 3 livelli d'attività in un'organizzazione in cui l'essere umano occupa il posto centrale: il lavoro indispensabile alla sopravvivenza, la realizzazione di opere capace di garantire lo sviluppo, l'azione politica diretta in democrazia locale partecipe. Con il contributo del libro di Reinert, completiamo questa forma con il suo contenuto: l'utilizzo giudizioso dei rendimenti crescenti e dei rendimenti decrescenti per creare le ricchezze e garantire lo sviluppo economico. È il motore sotto il cofano del veicolo; sono gli attrezzi che il ciclista utilizzerà sulla sua bicicletta… Abbiamo l'insieme capace di sviluppare una società, una nuova civilizzazione… e non abbiamo più nessuna ragione di sopportare queste imposture dai dirigenti dei nostri sistemi che hanno appena potuto e dei politici ai loro servizi sottoporrci alle loro imprese malefiche.

Il poeta che vede più lontano dell'orizzonte terrestre, una volta l'impostura dei tiranni rotta, ripete senza stancarsi che domani sarà bello e sono splendidi i momenti della vita secondo la vita umana che porta in lui, nel suo sguardo, attraverso le parole che sceglie nella sua libertà di creare ricchezze di vita senza limiti e che non hanno prezzi, su nessun mercato umano perché queste parole dei poeti servono i legami sociali dai bambini fino alle donne ed uomini fino al fondo delle loro età, da secoli e secoli bene prima che i mercati siano utilizzati per permettere ad alcuni di accaparrarsi produzione di popoli interi e lasciarli nella povertà. Con questo libro di Reinert, ce lo sappiamo bene maggiormente per volerlo ancora più molto poiché poiché ieri i nostri nonni hanno conosciuto un forte sviluppo economico, lo possiamo nuovamente tranne che questa volta sappiamo che questo sviluppo umanistico sarà duraturo, ancorato nella prevenzione, la solidarietà e la partecipazione per le nostre generazioni future e sebbene si verifichi delle avventure politicanti électoralistes qui o là all'interno dei sistemi di potere obsoleti ed impotenti attraverso le loro imposture e le loro menzogne che non le riguardano più. Domani sarà bello e farà bene vivere i nostri giorni felici, con il furto delle oche selvagge in Giappone o qui, i cani, i castori senza dimenticare i gatti e tutte quelle e quelli che amiamo per condividere la loro esistenza terrestre.

E perché preferiamo di gran lunga l'alba e l'alba alle dita di rosa, le mattine che si alzano piuttosto che le grandi sere, canticchiamo tra poeti “il mondo sarà bel, lo affermo, firmo„….

 

I nostri troppo cari nemici,i padroni del mondo,

Traduzioni italiane

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