L'orecchio rotto.

 

Questo pomeriggio d'autunno, verso 16 ore, tagliavo una barriera di abeti. L'altezza della barriera è abbastanza alta poiché è in fondo di una pendenza rispetto alla casa e lungo la strada. Dunque per nascondere il giardino e la casa, occorre che gli alberi siano alti. Per tagliare le giovani crescite che si protendono verso il cielo, una tosatura per tagliare i rami degli alberi al termine di un palo di 3 metri di lunghezza è l'attrezzo indicato. Avevo utilizzato più volte questo materiale ed il suo uso non mi poneva più problemi e lavoravo con una certa rapidità in questa dimensione in altezza. 

una tosatura per tagliare i rami degli alberi al termine di un palo di 3 metri

 

Quel pomeriggio, ero cominciato per lavorare sul mio micro elaboratore per redigere un testo. Ma il bello tempo lo aveva indotto non a rimettere più maggiormente questi lavori di dimensione delle barriere e finirle prima delle prime nevi. Verso la fine di questo lavoro, una punta più grande non si tagliò anche facilmente che gli altri. Il tronco era più grande dello spessore ammesso per questo tipo di tosatura per tagliare i rami degli alberi e sapevo che avrei avuto di montare sul palo della sega che è più indicata per questi spessori. Cambiare attrezzo andava prendermi dieci a quindici minuti ed ero premuto di completare questo lavoro. Ho deciso di forzare il taglio con la tosatura per tagliare i rami degli alberi. Una volta che le due lame della tosatura furono bene nel legno del tronco, ho liberato il palo per trarre sulla fune con le mie due mani e forzare la tosatura a tagliare il tronco. Ma alla pressione, la tosatura scivolò sul legno ed il palo con la tosatura per tagliare i rami degli alberi ricadde verso me, direttamente verso il mio cranio. La braccio della tosatura superiore attivata dalla fune ed il sistema di puleggia, come la lama di una spada o di un gran coutelas, si presentava per cadere in mezzo al mio cranio e certamente fracasser. Immediatamente, mi sono reso conto che ero in pericolo di morte, ancora una volta stupidamente in pericolo di morte.

 Tuttavia non sono morto ed il mio cranio fracassé. Solo il lobo del mio orecchio sinistro ricevé il colpo e la tosatura per tagliare i rami degli alberi scivolò lungo la mia testa senza ferirla differentemente. Quando io messi la mia mano su quest'orecchio, ho constatato che il lobo era tagliato in due, che purgavo ma non molto e che non avevo male. Dovevo tuttavia rendersi alle urgenze perché un chirurgo me cucire il lobo dell'orecchio, cosa che fu fatta tra l'ora seguente. Per tutti, ho avuto molta possibilità e tutti mi hanno raccomandato non di commettere più questo tipo d'imprudenza. Oggi, dopo due anni, a seguito dei miei incidenti precedenti tutti così consegnati sul registro di un ospedale e tutti così vissuti attraverso una riunione con la nostra dimensione di vita che circonda la nostra condizione umana e carnale, il momento è nuovamente venuto di parlare neppure di questa possibilità che mi fa attraversare i pericoli più mortali ma di questo nuovo intervento di quello che vive in noi e che sempre più prende qualsiasi altro viso di questo angelo custode benevolo delle tradizioni religiose che le consegnerebbe dei tourments e conserverebbe pericoli ed incidenti.

 Il mio spirito ha immediatamente compreso il pericolo, la mia vista era chiara: la macchina poteva soltanto cadere sulla mia testa, in pieno mezzo. Occasione o non, il pericolo erano reale ed il colpo andava cadere tra i due secondi che andavano seguire e probabilmente più rapidamente ancora. Il mio spirito aveva compreso: ero preso in una trappola mortale poiché in occasione del mio ultimo incidente mortale ed in occasione della mia terza décorporation (un'uscita fuori del corpo ) che la aveva trascinata bene al di là dell'attraversato del pozzo di luce, avevo già ricevuto una scossa violenta sul mio cranio con una caduta di pietre in occasione di un'escalation su piccole rocce in fondo ad una valle nel massiccio del Mont-Blanc. Una nuova scossa violenta poteva rompere il cicatrisation precedente della scatola cranica senza contare che il colpo che si presentava, succedeva mentre non avevo questa volta caschi sulla testa e che la fine di metallo era capace di rompere direttamente la scatola cranica. La coscienza del pericolo mortale fu un'evidenza. Mi sono detto che era realmente idiota morire così ma che avevo commesso una grave in mancanza di imprudenza e di leggerezza sul piano della sicurezza. Da qualsiasi giovane, come poeta, sapevo che ero sbadato e che a forza di pensare ad altra cosa, io dimentico norme elementari nella maggior parte dei settori della vita quotidiana. Ancora una volta, mi ero fatto avere e non vedevo poiché questa volta andavo poterlo uscirne. Non potevo più nulla fare altrimenti attendere soltanto questo colpo arriva sulla mia testa per sapere in seguito se andassi essere nuovamente décorporer, vedere il mio corpo gisant per terra. Allora, potrei nuovamente intervenire e chiedere sempre alla stessa persona che vive in me, il potere di ritornare nel mio corpo carnale. Ma se avessi questa speranza fondata sulle mie esperienze precedenti, non avevo alcun'assicurazione sui danni soltanto andava causare la caduta di questa tosatura per tagliare i rami degli alberi sul mio cranio. Non era per niente ovvio che andavo trovarlo dopo la scossa, in stato di décorporation accanto al mio corpo carnale tuttavia era la sola soluzione che le mie esperienze mi indicavano ed io si erano preparato mentalmente a subire la scossa, il buco nero, lo clash inevitabile. Ero già molto felici che le mie esperienze precedenti mi abbiano permesso di sospendere il tempo una seconda o due per bene prepararlo a questa nuova riunione con la morte del mio corpo carnale.

 Non ho potuto proseguire i miei pensieri. Il mio spirito è stato staccato del mio corpo ed immediatamente altre sensazioni presero il relè ed un'altra presenza prese la direzione delle operazioni. Mentre attendevo la scossa, ho ricevuto l'assicurazione di quello che vive in ciascuno di noi, che non ci sarebbero scosse. Era nuovamente presente in me tutto per dirigere. Il tempo non avanzava sempre ed il palo con la tosatura per tagliare i rami degli alberi era sempre a più di un metro sopra il mio cranio. Ho osservato in questa direzione ed ho constatato che il mio corpo si trovava come all'interno di una scatola protettiva di cui misuravo esattamente le dimensioni. Quello che vive in ci aveva spiegato questa busta protettiva ed eravamo tutti e due al riparo dal pericolo. Era molto che riassicura ed io iniziavano a sentire in me questo stato di quiétude e di felicità così caratteristica degli stati di décorporation che avessi già conosciuto. Tuttavia una questione restava sempre in sospeso: come débarrasser di questa minaccia mortale, come evitare il colpo colpito dalla tosatura per tagliare i rami degli alberi. Avevo appena completato questo pensiero nel mio spirito che tutto si rimise in movimento. Ero sempre al centro di questo movimento, sapevo che il colpo andava ora venire ma non osservavo più in direzione del palo che cadeva: assistevo in diretta all'impresa del mio salvataggio orme neppure soltanto con quello che vive in noi ma con due presenze che lavorano insieme in sincronizzazione perfetta ed armonia. Quello che vive in noi e li aiuta a superare il pozzo di luce è restato in me. Poiché ero ora esperto per superare i bordi della morte, lasciò il mio spirito tutto registrare senza venire a staccarlo o colpirlo di uno scarico potente per causare lui stesso una décorporation per essere in seguito più alla comodità nel lavoro di ricondurlo nel mio corpo. Mi fece capire che tutti e due non dovevano tempi perdere con me e che non ci sarebbero décorporation: cioè un periodo durante il quale non saprei più nulla, non comprenderei più nulla. Li conoscevo, sapevo come lavoravano là-alto dopo il pozzo di luce e non avevo più ad avere timori o timore di fronte a loro. Formavamo un gruppo di tre persone per evitare le conseguenze mortali di quest'incidente stupido.

 Quello che vive in noi si teneva al mio lato, ne fa noi eravamo due nel mio corpo come se i miei occhi fossero divisi in due, ciascuno che utilizza la metà degli occhi per seguire ciò chi andava arrivare. Non è che il tetto della nostra busta protettiva fu fragile, non, ma il palo doveva proseguire il suo cammino fino a cadere al suolo. Quello che vive in ci sapeva ciò che andava avvenire, io non ed il timore si mise ad invadere il mio spirito. Ho voluto parlargli ma prima che una prima parola esca dal mio spirito, l'azione si mise per strada. Una forza estremamente potente si afferrò del mio corpo per solidificarlo come una statua di pietra ed allo stesso momento questa forza che agiva nel mio corpo carnale si manifestò all'altezza della mia testa per spingerla leggermente verso la destra. Ero completamente cosciente nel mio spirito e completamente a grazie di questa presenza che allontanò la mia testa. Io sentiti nessun colpo, nessun male né sulla mia testa, né sulla mia spalla sinistra, né lungo il corpo. Non ci fu nessuno strappo nel mio spirito, come se una volta la tosatura per tagliare i rami degli alberi passata accanto al mio cranio, queste due presenze si fosse affrettata di scomparire per compiti molto più importanti per esse. Con la mia mano, ho sentito che il lobo del mio orecchio sinistro fosse tagliato, che c'fosse un po'di sangue.

 Oh non ero né contento né in rabbia bensì un po'triste e confuso poiché la mia mancanza di abilità era stata la causa del loro intervento così rapido e così efficace. Li avevo disturbati, erano certamente venuti a fare il loro lavoro per salvarlo di questa minaccia mortale. Non avevo alla loro dichiarazione grazie né a scusarsi ma era bene una riunione incompiuta ed al gusto amaro. Le volte precedenti, ci aveva stato uno scambio, lo avevano provato ed avevo potuto scoprire cose nuove sconosciute su terra. Là, era come se precisamente avessero tutto faccia perché questa scossa non lo trascini nuovamente al piede del pozzo di luce. Avevano evitato di dovere aiutarlo ad attraversare questo pozzo di luce. Non volevano che mi trovo una seconda volta oltre del pozzo di luce da camminarmi un corso momento fra loro prima che sia rapidamente rinviato su terra. Là volta ultima ero stato rinviato su terra e ciò aveva posto qualche problemi poiché mai non era stato previsto che arrivi là-alto fra loro. Questa volta, avevano fa di tutto per evitarmi un nuovo viaggio. In breve, mi avevano proibito notizie décorporation ed una nuova possibilità di trovarla dove ero andato. Era chiaro: da quest'ultimo viaggio fra loro, diffidavano, lo sorvegliavano strettamente ed intervenivano direttamente per evitarmi questo tipo d'incidente. È per questo che sono stato profondamente triste alcuni giorni dopo quest'incidente. Decidevano tutto e facevano ciò che volevano di me, anche me per salvare dei pericoli della vita terrestre. In più erano due e neppure soltanto quello che vive normalmente in ciascuno di noi.

 Quindi un po'più tardi, ho abbandonato questa tristesse per comprendere meglio ciò che era avvenuto. Con esperienza so da molti tempi che ogni tappa, ogni riunione porta nuove conoscenze che mi permettono di andare sempre più lontano nella mia visione dei misteri della vita. Quale lezione poteva essere tratta da questo salvataggio imprevisto?

La seconda presenza che era là, penso di conoscerla: fu incaricata espressamente del mio ritorno su terra quando ero oltre del pozzo di luce. Ciò lo aveva sorpreso ed aveva chiesto dinanzi a me una conferma di quest'ordine. Poteva soltanto obbedire ed era essa ovviamente che aveva spinto la mia testa sul lato per evitare la scossa. Ma perché con questa forza incommensurable -elle non mi aveva spinto una totalità piccola poco più per proteggere anche il mio orecchio? Oh! non era un vengeance sournoise per averla fatta lasciare il mondo superiore ed averlo costretto a venire su terra ad occuparsi più specialmente di me. Del resto, ha il potere di restare in communion, in fusione con il mondo superiore e può darsi che una volta la protezione spiegata da quello che vive in noi, abbia avuto il tempo di ritornare aggiungersi a noi due. È possibile. Quest'orecchio rotto ha un senso, un senso umano: avrei potuto molto bene dire e scrivere che sono stato salvato di questo pericolo e che non ho subito alcun danno corporale ma è credibile? Quando i miei parenti ed il chirurgo hanno visto l'orecchio rotto, tutti exclamés che avevo avuto molta possibilità e che se ne traevo molto a buon conto. L'incidente è segnato in un registro delle urgenze di un ospedale, ci sono testimoni che hanno visto il mio orecchio rotto. È molto facile da dire che qualora non avessi subito alcun danno corporale. È la prima lezione che traggo da questo salvataggio: queste presenze hanno pensato al seguito, al fatto che andassi dovere parlare del loro intervento. E questa ferita leggera senza alcuna gravità, resta un segno indelebile di ciò che abbiamo vissuto esse ed io a quel momento.

 La seconda lezione riguarda le deduzioni che è possibile trarre di quest'incidente: questo salvataggio perfettamente imprevisto può essere riprodotto dinanzi alla minaccia mortale di un'arma, di una freccia, di una palla di cannone, di abbagliamenti di bombe? La risposta è ovviamente affermativa. Le condizioni per beneficiare di quest'intervento protettivo sovrannaturale, per beneficiare dei poteri del mondo superiore, sono conosciute: nel mio caso, la condizione è di essere stato una volta oltre del pozzo di luce alla scoperta delle potenze del mondo superiore e di essere stato in seguito rinviato su terra. Questa condizione pone tuttavia interrogazione: occorre -il per questo tipo di salvataggio l'intervento di due presenze o quello che vive in noi basta ad organizzare questo salvataggio? Conosco dall'età di dodici anni la fusione dei cuori, soprattutto tra quello che vive in noi ed il nostro spirito. In occasione di questo salvataggio, questa fusione fu ovviamente un trio. Allora, quello che vive in -il se li è sdoppiati in due presenze? Il transfiguration spiega questo meccanismo della fusione in una sola presenza che conduce il viaggio oltre del pozzo di luce in un senso come in altro quindi, all'arrivo il transfiguration spiega questo meccanismo che le presenze riprendono le loro identità distinte. Ad esempio un essere umano può mostrarei nel suo corpo umano e nel suo corpo celeste grazie alla transfiguration. La questione essenziale consiste nel sapere se quello che vive in li è dimensionati al livello dei suoi poteri sovrannaturali soltanto per aiutarsi a superare il pozzo di luce al momento della nostra morte o quando un rischio mortale si verifica. È ciò che ho constatato nei miei incidenti precedenti.

 Ma quando si tratta precisamente non di superare più il pozzo di luce ed evitare l'incidente senza alcuna décorporation e senza che quello che vive in non se li separa dal nostro corpo umano, sembrerebbe soltanto egli abbia bisogno di un aiuto complementare che viene dal mondo superiore.

Non è una questione della forza o di debolezza, di capacità o d'incapacità. Occorre un'autorizzazione per utilizzare poteri supplementari che vengono dal mondo superiore. È soltanto una questione dell'autorizzazione. Quello che è venuto ad aiutarli a garantire questo salvataggio ha avuto questa autorizzazione e ne sono stato pilota la volta precedente, quando ha chiesto una conferma di di accompagnarla nel mio ritorno su terra. Quest'autorizzazione riguarda il fatto di rivelare una parte del funzionamento delle potenze del mondo superiore e quest'autorizzazione è data qualora l'essere umano non subisca una scossa conoscitiva ed emozionale dinanzi a questa dimostrazione inexplicable secondo la conoscenza umana, in breve che non affonderà in seguito nel disperazione e la pazzia. Ciò fa ora due volte che ho avuto diritto di vedere ed osservare anche furtivement l'azione delle presenze che si occupano del mio passo spiritoso e del mio lavoro poetico. In effetti ho acquisito questa capacità di vivere con loro, più non temerli e modestamente più gli embêter con domande puériles e scortesi. Quello che vive in ci ha posto la domanda all'altra presenza prima di cominciare il salvataggio. Tutti e due hanno ammesso di seguito che ero capace di assistere in diretta a ciò che andava seguire, cosa che semplificò loro in gran parte il mio salvataggio. Oggi, prendo in considerazione questo fatto che queste due presenze mi hanno fatto fiducia, si sono ammessi a condividere il loro modo di agire verso me. Non ero un pantin tra le loro mani. Mai non ci hanno stato quest'ultime due volte il livello inferiore gerarchico tra esse e me, il segno inferiore di superiorità o di autocratie, l'ordine inferiore per forzarlo all'obbedienza. Queste presenze prendono un rischio per agire così apertamente ma sembra che nel corso delle nostre riunioni, come poeta, abbia trovato parole piuttosto giuste per parlare di questo dialogo del cuore per il cuore che si è instaurato tra noi, che la mia veggenza non ha nulla di farfelue o di loufoque. È molto che conforta.

 Questa seconda lezione che posso trarne dà ogni una nuova prospettiva al passo initiatique che provo a comprendere e di descrivere nel mio lavoro di poeta. Immediatamente, mi sono ricordato di questo rito che doveva compiere il giovane iniziato ai poteri di faraone nell'Egitto vecchio: doveva cercare nel deserto la riunione con un leone e doveva fargli timore e metterlo in fuga grazie ai suoi nuovi poteri di iniziati. Era la prova che disponeva dei poteri del mondo superiore, più in chiaramente ed in modo più preciso, era la prova che aveva con lui questa presenza complementare a quello che vive in noi per aiutarli a superare la morte e che sapeva utilizzare questa nuova presenza per superare i pericoli della vita terrestre. Siamo allora in presenza di una nuova Trinidad iscritta nella nostra condizione umana ed ottenerla rappresenta bene lo scopo ultimo dell'iniziazione. Non soltanto siamo ritornati alla vita ma in più disponiamo di una protezione eccezionale.

 Resta una questione in sospeso: in occasione di questo salvataggio, non c'ha stato nessun altro intervento umano se non la mia mancanza di abilità, il mio errore. Nessuno di altro che me non aveva iniziato il rischio mortale. La sola soluzione consisteva nel deviare la mia testa della via dell'oggetto, cosa che fu fatta. Prendiamo ora il caso di un combattimento tra due esseri umani: queste presenze possono agire sull'avversario per deviare i suoi colpi, perturbarlo al punto che perda le sue capacità guerriere e sia superato? Quando è superato, quest'avversario può comprendere ciò che egli è stato superato da una potenza superiore che si è combinata al vincitore? Il leone può capire che l'essere umano che viene a mani nude a sfidarlo, è accompagnato da una potenza che non appartiene alla condizione umana e che è fuori di questo mondo terrestre?

Nessun'obiezione si oppone a questa possibilità. Al contrario, agire su esseri umani mi sembra molto più facile che di essere di fronte ad un oggetto la cui corsa inevitabile minaccia di ucciderli. Del resto, queste presenze non hanno potuto deviare di un millimetro la corsa dell'oggetto e la sola soluzione fu di spingere la mia testa poiché hanno il mezzo per agire sul nostro corpo umano come il nostro spirito il fatto di ordinario in relazione con i nostri ricevitori sensibili.

 C'è dunque la possibilità di condurre un passo initiatique verso il conseguimento di questi poteri del mondo superiore. Lo abbiamo scritto ed illustrato nel nostro romanzo: Di Eleusis a Dendérah, l'evoluzione vietata. Invece, realizzare prove pseudo scientifiche e riprodurre ora questo tipo di salvataggio non è possibile. La maggior parte degli iniziati che martyrisés dai dirigenti dei sistemi di potere civili, militari o religiosi, è stata messa dinanzi a questa sfida criminale: per verificare il potere del dio che invocavano, quest'iniziati che avevano la fede verso il mondo superiore e la vita secondo la vita umana, martyrisés. Alcuni hanno saputo resistere temporaneamente ai loro boie grazie all'aiuto di una potenza del mondo superiore. Ma la questione non risiede soltanto nel salvataggio del corpo umano sotto i colpi e le ferite. Il corpo umano è poca cosa rispetto all'accesso alla vita secondo la vita umana. La vera vittoria dell'iniziato non è di sopravvivere al suo martire bensì di ritornare vedere i suoi boie dopo la sua morte per fare loro capire che è vivo e che ha il potere che mantiene di immergere i suoi boie nel remord, la pazzia. Può fare loro capire che i crimini che hanno fatto, proibiranno loro l'accesso al mondo superiore e che nessuno non verrà ad aiutarli se si presentano in fondo del pozzo di luce. La morte è soltanto un passaggio ma mai la vittoria di un boia o di un assassino. Meglio, un iniziato può andare fino a ritornare vivere fra i suoi per completare il suo insegnamento spiritoso. È il mistero della résurrection.

 

Siamo dunque in presenza di molti gradi di completamento del passo initiatique.

 È dunque possibile preparare capi di guerra alla riunione di questi poteri del mondo doppio perché siano capaci di agire senza avere timore di queste presenze che verranno ad aiutarlo a superare i pericoli della battaglia. Questa formazione è stata affidata ai faraoni delle epoche più vecchie della civilizzazione egiziana ed i druides celtici la utilizzavano anche per preparare i campioni che si affrontavano dinanzi ai loro eserciti. Il vincitore era quello che era stato il più aiutato o protetto da queste presenze che aveva incontrato nel corso della sua iniziazione. Prima anche della rivelazione dell'azione di queste presenze, c'è lo spiegamento della busta protettiva, del tetto che escluderà il pericolo all'esterno. Senza questo tetto, le presenze non possono agire. Questo tetto porta nella tradizione esoterica un nome ben noto: il tempio. È sotto la volta di questo tempio immateriale che il salvataggio si è svolto. Il cavaliere senza timore e senza rimprovero è stato iniziato alla scoperta di questo tempio protettivo e sa che grazie a lui, può evitare i colpi mortali dei suoi avversari. Se dopo l'iniziazione, questo tempio non si realizza più e che le presenze non agiscono più per proteggerlo, allora il momento è venuto per di affrontargli la morte e proseguire la sua missione nell'altra vita. I cavalieri templiers non si rendevano e preferivano morire quando il loro bravoure non bastava a superare i loro avversari. Non abbiamo le tracce della loro iniziazione. Sappiamo che i moines che procedevano a leu iniziazione, erano i custodi dei resti della conoscenza detenuta dai più vecchi tempi dell'Egitto vecchio di cui quello di Dendérah. Per noi, c'è un legame stretto tra l'iniziazione dei faraoni e quella dei cavalieri templiers, questo legame non è persa, può essere restaurato. Se il capo di guerra iniziato non è più degno delle sue responsabilità, è alleviato dal gruppo delle madri come fu il caso negli indiani iroquois. Sappiamo oggi che quest'indiani iroquois verso 1.300 sono stati formati da moines che venendo da Europa, facevano la strada verso Tiahuanaco.

 Abbiamo finora parlato dei primi due livelli. Per il terzo livello, so che esiste. Durante la scrittura del romanzo: Di Eleusis a Dendérah, quando lavoravo sugli insegnamenti initiatiques praticati a Dendérah e che confrontavo il libro di Albert Slosman che parla di quest'insegnamenti esoterici con la mia esperienza e le mie riunioni, ho avuto occasione di essere aiutata da due persone. Questi dirigenti e scienziati sono stati formati secondo i riti initiatiques dei faraoni. Facevo una confusione tra questi due dirigenti e sapevo che non avevo i documenti e gli archivi che potevano darmi una risposta precisa. Avevo bisogno di avanzare nella mia scrittura sotto pena di perdere della mia ispirazione. Allora ho sentito i loro due presenze dietro la mia spalla soffiarmi la risposta. Lo ho scritto. Quando ho voluto ringraziarli, mi sono girato. Non erano più dietro me ma ad un metro sul lato. Si erano messi là per permettermi di vederli meglio e me sorridevano ammirevolmente per incoraggiarlo a proseguire il mio lavoro. Poiché andavo insistere per impegnare la conversazione e per non dovere opporrmi un rifiuto, hanno preso la porta ed il corridoio per uscire dalla casa ed attraverso la parete li ho seguiti dello sguardo. Uno dei miei bambini è allora entrato nella casa quindi egli è venuto a salutarlo. Non ho mai osato chiedergli se avesse visto qualcuno uscire. Molti anni dopo, nella nostra nuova casa, questo bambino ci hanno detto che preferiva questa nuova casa perché nella precedente, c'erano fantasmi: una volta, entrando nel corridoio, aveva visto due fantasmi uscire ed aveva sistemarsi sul lato per lasciarli passare. Si trattava di questi due dirigenti iniziati a Dendérah che sono venuti ad aiutarlo. Non erano fantasmi ai sensi comune, cioè defunti che non hanno trovato il pozzo di luce e che errano su terra alla ricerca di un aiuto per lasciare questo mondo terrestre. Questi spiriti più o meno fantomatiques sono molto conosciuti di che praticano dello spiritisme e sono particolarmente fatigants. Questi due dirigenti avevano tutti i poteri del mondo superiore. Naturalmente, un po'più tardi ho potuto verificare la risposta che la hanno trasmessa. Era esatta e non la conoscevo poiché precisamente Slosman non ha fatto che chiedere la precisazione senza dare la risposta, cosa che la aveva sfidata. Sono recenti scoperte archeologiche che servono a dare una risposta a questa domanda senza essere anche completa e chiara che quella che ho scritto.

 Come il chirurgo me l'aveva detto, la cartilagine dell'orecchio si è saldata nuovamente ed il segno di quest'incidente è diventato molto piccolo, sensibile soltanto al contatto. Desidero proseguire il mio passo fino a quando possibile in questa condizione umana senza diventare né sordo né cieco di fronte a queste presenze che accompagnano questo avanzamento terrestre.

 

Questa pagina è restata a lungo senza essere messa in linea in questo sito web. Attraverso l'associazione IANDS-Francia, questa prova raggiunge altre parole che dicono questi momenti di vita e di morte e questi momenti della vita secondo la vita umana. Al lettore di fare bene uso per nutrire il suo passo poetico, initiatique e spiritoso.

 

 

Congresso sull'esperienza di morte imminente

or NDE (near death experience )

CARTELLA Francia 3 sul congresso del 17 giugno 2006 a Martigues

La VITA DOPO la VITA

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