Dio, non conosco

 

osservazione: questo testo funge da introduzione alla raccolta: I messaggeri

 

Non si tratta naturalmente di negare l'esistenza di dio soprattutto dopo avere redatto altrettante pagine nel nostro sito web. O piuttosto se, si tratta di negare l'esistenza di ciò che gli altri nominano dio o vogliono noi imporre come il solo dio da venerare. La rappresentazione divina designata sotto la parola “dio„ è un'invenzione dello spirito umano per tentare di riempire un vuoto di conoscenze sui misteri della vita su terra e sui misteri della vita nei vari universi come sul mistero ancora più indicible della vita in ciò che chiamiamo qui “la zona d'eternità„. Un poeta ha generalmente orrore di qualcuno che gli parla di dio, del suo dio a lui che sarebbe migliore del vostro. Quanto ai capi di guerra che invocano dio per guadagnare le loro guerre, il poeta le sfida in loro sputando ai visi, sola risposta che giudica ancora degna per questi criminali di guerra che occorre eliminare il più rapidamente possibile dell'umanità strappando loro delle mani le armi ed i segni dei loro poteri usurpati e tirannici.

 Dopo questa prima questione, il poeta confuta la seconda: vuole -il conoscere dio? La risposta è non. Non si tratta di un segno di frivolité o di imbécillité o di una sfida stupida di un poeta che si crede uguale o superiore a dio. Non, nel corso delle sue peregrinazioni tra cielo e terra, il poeta diventa un familiare di questi luoghi sovrannaturali dove si intersecano i misteri della vita. Di fronte a questi misteri, il poeta chiede altre precisazioni: un essere umano può incontrare dio nella sua condizione umana? L'iniziato che ha superato il pozzo di luce ha interesse a varcare la frontiera per entrare in questa zona d'eternità insondable ed incompréhensible? Non è -il molto più interessante e realistico approfondire le relazioni con queste presenze che le guidano oltre il pozzo di luce e prima di questa zona d'eternità incompréhensible? Dunque, la questione è semplice: vale -il rinunciare meglio all'eternità per accontentarsi dell'immortalité? Quando la personalità fonde con il cuore alla morte del corpo carnale, è -il preferibile per essa restare questa personalità umana capace di agire in questi spazi al di là del pozzo di luce o, è meglio -il ciò che questa personalità scompaia in questa fusione immensa che anima questa zona d'eternità insondable? La risposta del poeta è altrettanto semplice che la questione: non ha fatto tanti viaggi, tante riunioni tutto per abbandonare. Sa che al di là del pozzo di luce dopo avere superato i limiti della morte carnale, è già nella immortalité. La questione delle origini può essere interessante e motivando ma ha poca importanza rispetto alla questione del divenire della vita che è sorta su terra. Che gli altri mortali si disinteressano della loro condizione umana immortale o eterna, non è l'opinione del poeta. Senza fare opera di outrecuidance e d'egocentrismo forcené, le corrispondenze che ha stabilito durante la sua esistenza umana con il sovrannaturale non possono cancellarsi come ciò, naturalmente non in occasione del passaggio della sua morte carnale, ancora meno dopo avere superato il pozzo di luce quando è di fronte a queste presenze sovrannaturali che fanno parte della sua vita.

 Fra le nostre riunioni, in occasione della nostra terza décorporation, dopo il pozzo di luce, abbiamo ricercato queste presenze che conoscevamo ed abbiamo chiesto a quello che vive noi in di aiutarle a contattarle. Naturalmente volevamo comprendere ciò che fa a meno à ce moment-là della nostra esistenza, non per ritornare su terra bensì per cominciare una nuova tappa della nostra vita molto più ricca e splendida della nostra povera condizione umana. Ma lo abbiamo appreso ai nostri costi, queste presenze che erano di fronte a noi, non potevano risponderci.  Ne non avevano il diritto. Nella nostra raccolta di poesie “illuminazioni„, abbiamo descritto questa terza décorporation. Per completare ciò che abbiamo scritto, abbiamo bene visto e capito che c'erano due presenze che si occupavano di noi. C'era la presenza che vive in noi e che era uscita per andare alla riunione dell'altra presenza. Ovviamente i due avevano lo stesso livello di responsabilità e di potere. Io ero là ed attendevo che ci si occupa del mio destino. Poiché aspettavo, il mio sguardo ha portato in una direzione ed ho sentito come una parete invisibile che la separava da una zona d'eternità che corrisponde ad un universo insospettato nel quale presto o tardi, un giorno, dovevo andare. Ma ne non avevo fatto domanda ed ovviamente non ero pronto per varcare questa frontiera e penetrare in questa eternità. Di conseguenza non c'erano più molte soluzioni per le due presenze che si occupavano di me. La presenza nuova con la quale discuteva quella che vive in me, immediatamente a proporre che vada in altri mondi che su terra. Era semplice: non c'era nulla è cambiato al mio stato attuale, ero bene uscito dal pozzo di luce e dunque atto a ciò che la mia personalità ed il mio cuore, almeno la presenza che vive in me, tutti e due noi combiniamo in questa direzione e verso un'altra forma di vita abbastanza simile a quella della nostra condizione umana su terra.

 La presenza che vive in noi non condivideva questo parere. Prima di partire là-bas occorreva verificare se su terra tutto era in ordine, che questa presenza poteva abbandonare il legame che ci collegava tutti e tre con la mia busta carnale. In chiaro che ero bene morto e che tutti e tre potevamo disinteressarsi della mia busta carnale. Naturalmente ero d'accordo e non avevo più voglia di occuparsi della mia busta carnale umana su terra. Molto rapidamente la situazione si è complicata. La presenza che vive in li ha constatati che potevo riacquistare il mio corpo senza troppe difficoltà poiché era possibile per la presenza che vive in raccompagner nella mia busta carnale. Ciò non gli poneva problemi tecnici. Successivamente ho saputo che i miei camerati lo consideravano come morte o almeno così colpito e poiché mi sono dipeso dalla mia barella quasi 20 minuti dopo l'incidente, al termine di un certo tempo certo si erano bene considerato come che è morto. Questa situazione non poneva alcun problemi per la presenza che vive in noi. L'altra presenza si è cancellata dinanzi a questa constatazione. E la presenza che vive in ci ha dovuto andare interrogare ovviamente qualcuno in questa zona d'eternità che visualizzavo sempre. Ma ha -t-elle dell'andata interrogare qualcuno? Ciò è stato estremamente rapido e tutti e tre allo stesso tempo, abbiamo saputo che la presenza che vive in ci aveva ricevuto il potere di fare ritornare il mio corpo carnale nella mia condizione umana. Ho avuto la netta certezza che la presenza che vive in li aveva di cercare di un'energia nuova, supplementare, dei poteri speciali, che era partito nella zona d'eternità per fornirsi poiché la situazione era speciale: normalmente, raggiunto questo posto, non era più possibile ritornare su terra nella condizione umana. Avevo visto e compreso alcune cose normalmente vietate per un essere umano.

 La seconda presenza è intervenuta un'ultima volta piuttosto in mio favore. Ha fatto osservare a altro che il mio ritorno su terra andava lo stesso porre problema poiché ero bene considerato come morte. Gli altri avevano compreso ciò, lo avevano accettato poiché era una deduzione logica dell'incidente. Invece ritornare nella mia busta carnale senza alcuna sensazione di dolore o di un pregiudizio qualunque andava inevitabilmente sembrare loro strano. Dovrei fare fronte a loro incompréhension ed ora che avevo compreso un po'ciò che avviene al di là del pozzo di luce, la mia esistenza umana andava inevitabilmente complicarsi. Sarei su terra uno rifiutato del cielo, uno respinto, un déporté di forza dalla sola volontà di quello che vive in noi poiché era lui solo che aveva preso quest'iniziativa non di lasciare rompersi l'ultimo legame che esisteva ancora leggermente tra la mia presenza qui, oltre del pozzo di luce e questa busta carnale poco importante là-bas, da qualche parte su terra, un posto ovviamente non così consigliabile che ciò secondo l'altra presenza con la quale eravamo. Naturalmente eravamo in fusione tutti e tre, intendevo e comprendevo tutto tranne che avevo sempre una lunghezza di ritardo perché ero incapace di immaginarmi l'esistenza di tali questioni e di tale problema. L'altra presenza segnalava che valeva forse meglio ora che vada verso quest'altri mondi di cui era questione all'inizio. Sarò molto più utili là-bas che su terra. La vita su terra, questa presenza non la giudicava buona: era minacciata, c'era disordine ed inviarmi in questo contesto rappresentava come un pasticcio poiché sarei la vittima diretta di questi disordini portati alla vita su terra. era estremamente danno dopo ciò che noi venivamo vivere tutti tre insieme a uscita di pozzo di luce, che io torna in il mio condizione umana subire incompréhension e moqueries di il mio contemporaneo poiché come vivere su essendo terra in me che tacono ed in incapace parlare di ciò che avevo vissuto e che sono fino ad oggi i più bei momenti della mia vita. Questa ripresa della mia condizione umana andava essere un fallimento poiché andavo dovere proseguire questa vita umana senza ciò che avevo scoperto oltre del pozzo di luce. Era profondamente ingiusto e, al limite, potevo decorosamente porre un reclamo di fronte a quello che vive in noi poiché mi privava di questa fonte d'amore infinita che me aveva tuttavia rivelare. Eravamo in piena contraddizione ed in piena assurdità.

 Oggi posso liberamente parlarne. Ho avuto la prova del patto che si è legata à ce moment-là. La decisione del mio ritorno su terra era stata presa in questa zona d'eternità e l'altra presenza sapeva bene che non poteva impedire questa decisione di obbedire. Non posso dire oggi che ha preso l'iniziativa poiché le due presenze hanno fuso ed è la presenza di quello che vive in noi che mi ha parlato per garantirmi che non avevo essere semplicemente rinviato su terra, molto solo. Naturalmente ritornava con me, ciò lo sapevo dalla nostra prima riunione, ma la ha informata che il resto della mia esistenza umana, avrò sempre la sua presenza vicino a mese e che prima di ritornare nel mio corpo, tutti e due potevamo utilizzare i poteri del mondo superiore. Attraverso questa prova, non dovrei più dubitare della sua presenza. Reddito sopra il paesaggio nel quale avevano appena vissuto quest'incidente, ho trovato tutte le mie sensazioni d'essere umano ed ho saputo che potevo fare cose impossibili per un essere umano. Ho capito che possedevo un corpo sdoppiato rispetto a quello che gisait su una barella là en-bas. Avevo previsto di andare mostrareo a persone che inevitabilmente si trovavano in questo posto che avevo scelto, vicino a questo villaggio ed a questi chalets di montagna che vedevo. Volevo rendermi conto che non constaterebbero alcuna differenza tra il mio corpo sdoppiato ed il mio corpo carnale. Come lo ho già detto, in particolare nel romanzo “di Eleusis a Dendérah, l'evoluzione vietata„, la presenza che vive in me ha constatato che coloro che si occupavano del mio corpo stavano rompendo per ignoranza e mancanza di abilità il legame che li collegava a lui e che occorreva imperativamente ritornare immediatamente in questa busta carnale. Erano tutto vicino alla strada ed un veicolo andava portato via il mio corpo io non sanno dove. Avrebbero di lasciare del mio corpo sul luogo dell'incidente, non il contatto e muoverlo ed attendere che ritorni nella mia busta carnale. Mi sono dipeso dalla mia barella molto in rabbia riguardo ai miei camerati, sono stati molto sorpresi dalla violenza delle mie parole ed ho capito che la prendevano per un matto: l'incidente lo aveva reso pazzo! Sono andato diritto come se di nulla non fosse.

 All'accampamento ho sistemato i miei affari e sono stato condotto all'ospedale di Chamonix che ha rifiutato di assumersi. Ho dell'andata all'infermeria della scuola militare di alta montagna dove il responsabile gli ha anche rifiutato di assumersi e lo ha rinviato all'ospedale che ha rifiutato una seconda volta di assumersi. In occasione del secondo passaggio alla EHM, comandandolo personalmente ha di chiamare dell'ospedale perché lo conservino per la notte prima di il giorno dopo mattina essere evacuato sull'ospedale militare Desgenettes di Lione. Sorridevo in morbida dinanzi a tanta incompréhension sulla mia situazione ma sapevo che il mio corpo andava pagare l'aggiunta di quest'eventi. Certamente non avevo male, ero estremamente lucido su ciò che avveniva: sapevo che gli altri non comprendevano ciò che avevo vissuto e che mi era impossibile spiegare loro questa riunione sovrannaturale splendida e terribile allo stesso tempo. Dovevo ruser: non dovevano prenderlo per un matto o più probabilmente per un soldato chiamato che voleva approfittare di una piccola difficoltà di salute, di un piccolo incidente di montagna per resquiller e farsi portare paziente per sfuggire alla caserne e partire in convalescence da lui, alla casa. Il mio viso coperto di terra e di sangue essiccato doveva bastare a persuaderli della gravità della mia situazione. In occasione del terzo passaggio alle urgenze dell'ospedale, una sacca d'aria si è sviluppata sotto il mio occhio diritto ed ha fatto fece uscire l'occhio e la palpebra chiusa dell'orbita del cranio. Il mio viso è diventato improvvisamente difforme ed orribile. Immediatamente le discussioni sono state chiuse e tutti hanno capito che non ero uno affabulateur. Alcuni minuti più tardi, ero in una camera ed avevo un letto per passare la notte. Una settimana più tardi e durante tre settimane, non potevo andare più diritto tanto la mia testa era pesante e si faceva sournoisement male. Avanzavo tenendolo alle pareti. Sapevo che il mio corpo doveva evacuare le conseguenze carnali di quest'incidente. All'uscita dell'ospedale Desgenettes, il responsabile del servizio ORL mi ha fatto bene capire che io uno miraculé, che ed il suo gruppo non gli era per nulla nella mia cura, che avevo avuto possibilità che il mio corpo aveva regolato la situazione molto solo. Lo ho osservato negli occhi ed ho visto che era possibile di tutto dirgli, di spiegargli che il mio corpo non era per nulla nella mia cura e che normalmente non dovevo essere più in questo corpo carnale. Ma mi sono tu e gentilmente lo ho ringraziato lui ed il suo gruppo. Lo ha spinto piacevolmente verso l'uscita, contento ovviamente débarrassé del mio caso.

 Naturalmente che non conosco ciò che avviene in questa zona d'eternità. Nel romanzo, dieci anni più tardi, ho immaginato il transfiguration della coppia formata da Pierre e Laurie, quando tutti e due accompagneranno Maud precisamente in questa zona d'eternità. Nel mio lavoro di poeta ed attraverso le corrispondenze che ho stabilito con le presenze sovrannaturali, sono diventato familiare della forma che queste presenze assumono di fronte a me. Mai non mi hanno fatto timore o hanno cercato di giocarmi un giro moquer di me. Lo hanno sempre aiutato, soprattutto ad evitare nuovi incidenti mortali. In occasione di un incidente di giardinaggio, quando ho avuto l'orecchio sinistro tagliato, ci abbiamo trovato tutti e tre ed è la seconda presenza che aveva voluto inviarla verso altri mondi che ha aiutato quello che vive in a muoverci il mio cranio per evitare che il colpo sia mortale. Questa presenza era ritornata in me in alcuni millesimi di secondi e probabilmente più rapidamente ancora. Il patto sigillato tra noi tre era reale. Ciò che ho compreso, è che queste presenze esistono al di fuori della zona d'eternità. Naturalmente hanno la possibilità naturale ed immediata andare cercare ciò che vogliono in questa zona d'eternità. Ma ho anche capito che se rientro in questa zona d'eternità, la mia personalità umana fonderà e scomparirà. È logico poiché c'è tanto e tanto a fare con poteri e possibilità insospettabili che la nostra esperienza umana non ha più nessun interesse. In questa zona d'eternità, non abbiamo più bisogno di queste presenze che le accompagnano durante la nostra esistenza umana e non abbiamo più bisogno di avere la possibilità di andare verso questi altri mondi da cui esseri vivi vengono anche a raggiungere questa zona d'eternità.

 Un poeta, un iniziato ai misteri della vita dopo la morte, può capire che per un essere umano la questione non si pone: qualsiasi felice di avere superato il pozzo di luce, manifesta interesse per il fatto che quello che vive in noi gli dica di andare direttamente in questa zona d'eternità, meglio, è a lui di chiedere di potere entrare nella zona d'eternità ed ha dell'essere formato nel corso della sua esistenza umana per essere capace di formulare questa domanda vitale. Il poeta e l'iniziato sanno anche che non è anche facile ed automatico che ciò. Abbiamo incontrato l'inviato delle oscurità e se ne è occorso di poco che siamo catturati da lui e che la nostra esistenza umana non si completa in questa zona in cui nulla è possibile e nessuna prosecuzione della vita permessa. Nel corso delle nostre riunioni, precisamente abbiamo avuto la notizia dell'esistenza di queste scelte di vita e nonostante i nostri errori iniziali, abbiamo appreso a fare la buona scelta, a porre la buona domanda, essere, su averci una fede inébranlable e rientrare contatta in immediatamente con quello che vive in noi. Allora la questione diventa limpida: la prossima volta voglio provare a chiedere di potere entrare brevemente nella zona d'eternità ma a condizione che possa sorgerne per diventare simile a queste presenze che si sono occupate di me all'uscita del pozzo di luce. La ragione ne è ovvia: non ho voglia di abbandonare gli esseri umani che dovranno fare questo cammino. E non ho voglia di abbandonare il patto sigillato con quello che vive in noi e la seconda presenza. Al contrario, vorrei essere come loro, fare ciò che fanno e che è meraviglioso. Ciò me basterebbe e sarebbe come un ritorno delle cose, un modo di rendere a diversi ciò che hanno fatto per me, un modo di condividere queste fusioni delle nostre vite strettamente legate nel mistero della vita dopo la vita umana.

 Dopo l'illuminazione, durante la mia evoluzione, ho bene cercato giorno dopo giorno sui visi di quella e quelli che incrociavo, le tracce della presenza che vive in loro e che è simile a quella che vive in me. Ho bene provato a mostrare loro il cammino, invitarli ad impegnarsi in una ricerca spiritosa ed initiatique. Perché tutto fermare varcando questa frontiera per entrare in questa zona d'eternità? Più tardi dopo quest'incidente, ho letto molti libri sul bouddhisme ed immediatamente questa nozione di bodhisattva mi ha convenuto. Una volta ancora, constatavo che altri erano passati con ciò bene prima di me ed avevano fatto questa stessa domanda: non restare nella zona un'eternità ma ritornare presso gli esseri umani. Occorrerà probabilmente allora che vada fare un tirocinio in questi mondi la cui presenza mi è stata indicata in modo che diventi polivalente nell'accoglienza degli esseri vivi in marcia verso questa zona d'eternità ma non ho voglia di sapere immediatamente tutto ciò che è possibile fare in questa zona d'eternità. Un poeta non è mai un essere umano flessibile. Non occorre soprattutto vedere in questa fase una sfida lanciata di fronte a dio, almeno di fronte alla presenza che sarebbe responsabile di tutti questi universi e di questa zona d'eternità. Ed ancora, deve -il inevitabilmente esistere un responsabile principale di tutto ciò? Non è -ce noi, piccoli esseri umani che abbiamo assolutamente bisogno di questa nozione di responsabilità e di capo? Non, questa zona d'eternità esiste poiché l'inviato delle oscurità esiste e la abbiamo incontrata lui anche. È molto semplice sfuggire all'inviato delle oscurità, lo abbiamo detto nel resoconto della nostra seconda décorporation. Allora occorre sviluppare quest'istruzione, mostrare questa divisione dei misteri della vita, stabilire le nostre corrispondenze con quello che vive in noi, fare corrispondere i nostri passi spiritosi initiatiques in culture capaci di sposarsi per soddisfare le nostre ragioni di vivere che sono le stesse che le nostre ragioni di morire.

 Comprendete dal momento che il dio di cui mi parlerete, ne ho orrore! Per cortesia li ascolterò. Se molto rapidamente capisco che avete attuato con successo la vostra iniziazione, che per dire semplicemente le cose, voi essete al corrente di ciò che avviene dopo il pozzo di luce perché la avete vissuta e che tuttavia parlate sempre di dio per tentare di convincere gli altri, non aspetterò e li caccerò. Se al contrario capisco che non avete mai seguito un passo spiritoso tanto cioè poco compiuto, vi ordinerò di tacersi. In alcune parole vi farò scoprire la via da seguire e li inviterò fermamente ad impegnarsi in questa via. Dopo è a voi di andare. In un'organizzazione in rete dei gruppi sociali, troverete sempre un gruppo che li accompagnerà in questo passo. A forza di percorrere il nostro sito web fileane.com, vi siete resi conto che viviamo nell'ambito di sistemi di potere. Qui siamo di fronte ai sistemi di potere religioso che si sono dati come missione l'istruzione dei popoli in un'obbedienza più o meno rigorosa alle volontà di dio. Abbiamo precisato in molti testi la nostra posizione di fronte a questi poteri religiosi ed a queste théocraties generalmente criminali. Qui e questo li interessa, è la questione centrale in molte religioni: occorre -il apprendere alle popolazioni a non dare una forma umana per personalizzare questa zona d'eternità, occorre sviluppare agli esseri umani un rispetto così assoluto dei misteri della vita per imporre loro non di immaginare un dio simile alla condizione umana? O al contrario, occorre -il cominciare per familiarizzare l'essere umano al mistero della vita parlandole di un dio simile al suo viso di esseri umani? Naturalmente nel corso dell'avanzamento spiritoso, farà riunioni con presenze e se egli in occasione di superare del pozzo di luce, si troverà presto o tardi di fronte a questa frontiera che le separa da questa zona d'eternità. Ma tale non è la questione poiché la maggior parte dei sistemi di potere religioso proibisce la via initiatique personale precisamente con ciò che fedeli potrebbero rendersi conto di ciò che abbiamo appena descritto, cioè dell'inutilità e della futilità da volere parlare di dio finché siamo esseri umani. C'è la parola dei profeti che li aiuta ad impegnarsi in questa via spiritosa. Non pone normalmente troppi problemi ma non risolve spesso nulla neppure tempo finché il profeta parla di dio per tentare di istruire le popolazioni.

 Attraverso tutto questo vocabolario, siamo interessati da un approccio più particolare, più semplice ed onesto: quella che ha utilizzato Gesù. Sostituire la parola “dio„ con la parola “padre che è ai cieli„ mi sembra più pertinente. Non si tratta più allora di cercare a tutti i costi di personalizzare quello che dirige la zona d'eternità ma soltanto di nominare quello che vive in noi e li aiuta a superare la morte del nostro corpo carnale. È forse un'ambizione più ridotta ma almeno quest'approccio si concretizza attraverso la nostra esistenza umana quando mettiamo in contatto con quello che vive in noi e che possiamo chiamare “il Christ “. Naturalmente possiamo chiamarlo padre: basta utilizzare le nostre conoscenze sull'emigrazione dei cuori. Quello che vive in ci viene a prendere posto in occasione della nostra nascita, quando la nostra esistenza umana si separa della nostra madre. Dargli il nome di padre, almeno di padre spiritoso è completamente esatto ed umanamente verificabile quando si osserva tanto sia poco ciò che avviene in occasione di una nascita. Abbiamo descritto più sù in questo testo il ruolo che garantisce quello che vive in noi ogni volta che la nostra esistenza umana è rimessa in discussione. È bene lui che dobbiamo trovare nel corso della nostra esistenza umana per essere assicurato di superare i limiti della vita umana per accedere alla vita secondo la vita umana. Questo movimento spiritoso la abbiamo chiamata la seconda rivoluzione spiritosa dopo la prima rivoluzione spiritosa che corrisponde nella nostra storia judéo-cristiana ad Abraham ed all'ordine che riceve non per sacrificare più esseri umani, in particolare i suoi figli, per soddisfare ai dei. Abbiamo detto che questi dei che esigevano questi sacrifici umani, non avessero nulla da vedere con una presenza qualunque della zona d'eternità ma attraverso la storia dei popoli vecchi, Egiziani greche ed altri, questi esseri vivi chiamati su terra dei dei corrispondono a questi esseri vivi venuti da un'altro pianeta. Hanno effettuato prove biologiche sugli esseri vivi terrestri per sviluppare una razza umana meglio adeguata alle condizioni di vita terrestre. Loro stessi erano esseri vivi che dopo la morte delle loro buste carnali erano destinati ad attraversare il pozzo di luce ed entrare nella zona d'eternità. È ovvio che la loro discesa partecipa agli stessi principi di vita se occorre spiegare una differenza tra la vita degli esseri che dispongono di un cuore e gli esseri vivi non che dispongono di un cuore. Per il momento non disponiamo di prove di esseri umani che dopo il pozzo di luce, si sono trovate con presenze fuse a personalità di animali ma il fatto che ci siano mondi altro che il nostro in relazione con questo spazio d'eternità può molto bene spiegare che questi cuori “animali„ vadano in uno di questi mondi. L'esistenza di una specializzazione in questi spazi sovrannaturali non ha nulla di che colpisce.

 In ogni caso siamo oggi alla partenza di una terza rivoluzione spiritosa: si tratta di rompere ed i sistemi di potere religioso ed il théocratie criminale per permettere ad ogni esseri umani indipendentemente dalla sua cultura di accedere a quest'avanzamento spiritoso che lo conduce verso la sua iniziazione e la sua evoluzione. A partire dalla seconda rivoluzione culturale ed il contributo del messaggio di Gesù, occorre superare il quadro dei sistemi di potere religioso, per sviluppare un'istruzione spiritosa allo stesso livello degli altri assi d'istruzione e di formazione. Occorre stabilire quest'insegnamenti che pretendono di potere dire che è dio, ciò che vuole e ciò che è vietato fare. Oltre a questi mucchi menzogne ed ipocrisie, c'è l'esperienza umana dell'avanzamento spiritoso che permette a ciascuno di trovare le sue ragioni di vivere. È la base del funzionamento delle organizzazioni in rete, è da partire da queste riunioni spiritose e da queste evoluzioni umane che si sviluppa l'alto livello di fiducia che possono condividere individui in gruppi sociali ed il loro alto livello di motivazione e di responsabilità per sviluppare la vita su terra e trasmetterla altrove quando ne hanno la possibilità tecnologica come altri esseri vivi la hanno fatta nel nostro passato. Non conosco dio e non voglio soprattutto perdere il mio tempo d'essere umano con quello che gli umani chiamano “dio„ e che i sistemi di potere religioso utilizzano per rendere le popolazioni sottoposti ai loro dogmi menzonieri. Invece ho appreso a condividere la luce della vita secondo la vita umana.

 Questa divisione non è nuova. Per pudore ed humilité anche, non dirò la mia divisione poiché è maldestro, non sterile ma probabilmente poco efficace e proficui. Seguiremo la divisione di queste parole di vita che si sono trasmessi i messaggeri della vita nel corso dell'umanità. Non riprenderemo o spiegare, legittimare il discorso dei dirigenti dei nostri sistemi religiosi più o meno fanatisés poiché hanno recuperato l'esempio storico di questi messaggeri per consolidare i loro dogmi e le loro norme religiose. Parleremo di questi messaggeri per mostrare come hanno condividere tra loro questi momenti intensi di vita, queste riunioni sovrannaturali, questa conoscenza dei misteri della vita, questo rifiuto di definire “dio„ per istruire al contrario i loro contemporanei nel modo di progredire verso queste riunioni initiatiques ai misteri della vita ed osare chiedere con la fede, ad entrare in questa zona d'eternità dopo essere riuscito ad attraversare il pozzo di luce. Questi messaggeri d'ieri hanno bambini, procuratori dell'opera umana: l'eco delle loro voci non perirà, la trasmettiamo ai nostri bambini nonostante i divieti, i crimini dei dirigenti dei sistemi di potere civili, militari o religioso che elimineremo per sviluppare ancora una volta organizzazioni cittadine in reti di vita. I messaggeri non hanno finito di condividere la luce della vita.

 messi in linea: 6 aprile 2008

I MESSAGGERI    LA VITA DOPO LA VITA     ILLUMINAZIONI

BIBLIOTECA (legami con i resoconti delle 3 décorporations di Pierre)

SEMINARIO 1: il primo contratto sociale: trovare le sue ragioni di vivere e morire

ROMANZO: Di Eleusis a Dendérah, l'evoluzione vietata

episodio 22: la morte di Maud ed il transfiguration di Pierre e Laurie

episodio 23: il ritorno sulla montagna, Pierre porta Laurie sui luoghi dell'incidente di montagna di cui è questione nel testo di questa pagina web.

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